Camilla Delpero con i bambini del centro rifugiati della croce rossa di Cadro.

Umanità. Solidali
da 150 anni

La croce rossa svizzera è stata fondata nel 1866. Per la sua opera, l’organizzazione si affida anche a giovani volontari come Camilla. Coop è un partner strategico e sostiene il giubileo.

Camilla ha 26 anni, vive a Lugano e lavora per la sua ditta. Nel tempo libero è orgogliosa di dedicare due pomeriggi a settimana ad un progetto di valenza sociale. La giovane donna è una volontaria della croce rossa svizzera (Crs). In particolare, da un anno e mezzo presta la sua opera presso il centro rifugiati di Cadro. Qui aiuta i bambini a svolgere i compiti di scuola. «Molti di questi ragazzi arrivano in Svizzera e hanno bisogno di aiuto allo studio. Credo sia importante dargli la possibilità di riscattarsi», afferma Camilla, alla sua prima esperienza di volontariato. Un sostegno determinante per i bambini del centro rifugiati e per la Croce rossa svizzera, che conta anche sul contributo di giovani volontari motivati. «I bambini di Cadro sono in un limbo, non possono avere il permesso di soggiorno perché non hanno i requisiti per ottenerlo e le famiglie non vogliono o non possono tornare in patria. Credo che aiutandoli con lo studio della lingua italiana, li aiuto a identificarsi con il nuovo contesto che li circonda», continua la nostra volontaria. Camilla vive la sua esperienza in modo positivo: «Le persone che vivono nel centro per rifugiati della croce rossa sono gentili, se hanno una sola cosa la dividono con te che li aiuti. È una bella lezione  di vita e di solidarietà. I bambini hanno molto da insegnarti e sono contenta di imparare con loro», conclude la  giovane arts marketing manager.



In un quartiere di Basilea, invece, Lars Hadorn (19) anima una serata di intrattenimento con i bambini di età compresa tra i 6 e i 12 anni. Il 19enne vive a Berna ma lavora a Basilea. «Oltre al lavoro e allo sport volevo impegnarmi nel sociale», spiega così la sua scelta. Alla croce rossa gioventù ci è arrivato tramite internet e dal novembre 2013 vi fa volontariato. Il venerdì sera, tra un gioco di società, di ruolo si confronta con dei bambini provenienti da contesti difficili. «I bambini pretendono moltissimo. In modo chiaro gli devi mostrare che vi sono dei limiti e ciò prende energie. Ma basta un piccolo gesto per ripagarti della fatica, come un bel disegno, che ti mostrano con entusiasmo», spiega Lars.

A Friborgo, invece, Magali Curty (21) aiuta gli anziani ad impratichirsi con lo smartphone oppure con il laptop. «Sono felice di poter trasmettere le mie conoscenze», dice la giovane amministrativa delaa croce rossa e impegnata nel progetto «Permanence pour les nouvelles technologies».
Serate d’animazione, corsi per imparare a usare il telefonino e ripetizioni per richiedenti asilo sono alcuni dei servizi offerti dalla croce rossa gioventù. L’organizzazione di giovani leve si rivolge ai volontari di età compresa tra i 15 e i 30 anni, che in seguito possono continuare la loro attività nell’ambito della Crs.




Continuità ieri e oggi
Oggi, il ruolo della croce rossa è ancora quello voluto dal suo fondatore? Dopotutto questa organizzazione attiva su scala internazionale è il frutto di eventi bellici. Henry Dunant dette vita all’organizzazione in occasione della battaglia di Solferino (24 giugno 1859) raccontata nell’opera «Un ricordo di Solferino». In essa egli auspica la creazione di un trattato internazionale per la protezione delle vittime di guerra e l’istituzione in tutti i paesi di «organizzazioni sanitarie» che, in tempi di pace, formino volontari a supporto dei reparti sanitari dell’esercito, in caso di guerra.
La croce rossa in campo bianco (i colori della nostra bandiera invertiti)  vanta una lunga tradizione nell’impiego di volontari.  Dagli inizi del XX secolo, alle attività militari si aggiunsero quelle civili: tra i due conflitti mondiali la salute della popolazione divenne un tema importante. Ad esempio, durante la seconda guerra mondiale ha aiutato bambini provenienti da 17 paesi europei a trascorrere una vacanza in Svizzera.



Nel 1949, la Crs fa fronte alla richiesta di sangue in ambito civile e militare. Nel 1988, essa inaugurò la prima banca dati al mondo per donatori di midollo osseo, l’attuale «Swiss blood stem cells»: la sua missione è agevolare la ricerca di donatori di cellule staminali per pazienti affetti da leucemia.

La salute è uno dei settori d’attività della Crs. A questo si sommano l’integrazione sociale, la ricerca, il soccorso e l’aiuto in caso di catastrofe. Nel corso degli anni sono nate altre cinque organizzazioni di soccorso, che si sono associate alla Crs (cfr. grafico, pagina 14). Tutte appartengono alla Catena svizzera di salvataggio e vengono mobilitate anche per missioni all’estero.  Queste attività non sono lontane dall’idea di Henry Dunant che, in una nota a piè di pagina del suo «Ricordo di Solferino» scrisse: «In tempi di pace queste società di soccorso nazionali potrebbero fornire un enorme servizio in caso di epidemie o catastrofi naturali come inondazioni o incendi».


Lars Hadorn durante una serata di animazione nel centro della croce rossa di Basilea.

Oggi per le attività sul territorio nazionale, la Crs può contare sulla disponibilità di 73mila volontari. «All’estero essa si avvale solo di personale esperto e di professionisti istruiti per le loro missioni e per collaborare con altre società della croce rossa», afferma Markus Mader, direttore dell’organizzazione. Movimenti locali della croce rossa supportano i soccorritori in loco, ad esempio in caso di catastrofi naturali: l’epidemia di Ebola del 2014 in Africa occidentale ha visto l’intervento in loco di personale infermieristico qualificato della Crs.
Per garantirle un avvenire è necessario «raggiungere le persone bisognose e i feriti – spiega Mader–. Inoltre, dobbiamo fare in modo di erogare la giusta assistenza nella maniera più efficace possibile per dare alle persone prospettive di vita migliori, ma anche rafforzare la collaborazione con altre organizzazioni».
Da sola la croce rossa svizzera non può alleviare tutte le emergenze del mondo. «Un discorso che vale in particolare per le sfide transfrontaliere: migrazione, cambiamenti climatici o invecchiamento demografico della popolazione», conclude il direttore. L’impegno di giovani come Camilla, Lars, e Magali è un ulteriore passo nella giusta direzione.

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Le persone al centro di tutto

Intervista con Markus Mader sul futuro ruolo e sulle sfide della croce rossa Svizzera.

Quali benefici trae la Crs dal partenariato con  Coop?
La collaborazione con imprese private è di fondamentale importanza per la Crs: ci permette di unire i punti di forza di ciascuno e di imparare gli uni dagli altri. Coop è un partner strategico che ogni anno, nell’ambito dell’iniziativa «2 x Natale», ci sostiene donando prodotti che a nostra volta consegniamo a persone bisognose in Svizzera. Coop ha poi più volte sostenuto, in modo generoso atraverso donazioni e senza lungaggini burocratiche, gli interventi in caso di emergenze e il processo di ricostruzione della Crs a seguito di catastrofi all’estero. Non da ultimo, essendo la Crs vicina alle persone, Coop può approfittare di tale vicinanza per comprendere meglio quello di cui le persone in difficoltà hanno bisogno.   

Quali sono le sfide che la Crs è chiamata ad affrontare?
Dobbiamo sviluppare nuove offerte e servizi per poter offrire un aiuto efficace alle persone che dipendono dal nostro sostegno. Inoltre, l’aiuto alle persone in fuga è uno dei temi più attuali. Li assistiamo in loco e lungo le rotte migratorie. Anche se non possiamo accoglierli tutti, è nostro dovere assicurare protezione e sicurezza alle persone che vengono da noi. Infine, siccità e nubifragi sono sempre più frequenti e violenti, depredano le persone di ciò di cui hanno bisogno per sostenersi e le obbligano ad abbandonare la propria terra. I  nostri aiuti sul posto vanno intensificati e le prospettive per le persone migliorate.

È diventato difficile reperire volontari?
Fortunatamente troviamo sempre persone giovani o meno giovani disposte a donare un po’ del loro tempo, del loro sapere ad altre persone. Più complesso è invece il settore del pronto intervento e del salvataggio che richiedono da parte del volontario una formazione professionale periodica e complessa, talvolta incompatibile con il lavoro. Mi ha reso molto felice vedere come l’emergenza rifugiati in corso abbia spinto tante persone a presentarsi spontaneamente per offrire il loro aiuto, un gesto che denota grande solidarietà e voglia di fare.

Come viene formato il vostro personale?
Le associazioni cantonali, le organizzazioni di soccorso e il servizio trasfusionale della Crs sono dotate di un eccellente sistema formativo teso a istruire e ad aggiornare i volontari e i collaboratori impegnati in missione.




150 Anni di Croce Rossa Svizzera

Sabato 2 aprile, la croce rossa svizzera inaugura i festeggiamenti in occasione dei suoi 150-anni dalla fondazione. Ad ospitare l’evento è la piazza federale di Berna. la manifestazione dura dalle 15.30 alle 20.45.

Il direttore della croce rossa svizzera, Markus Mader darà il via alla festa. Seguono l’intervento della presidente della croce rossa svizzera, Annemarie Huber-Hotz, e del presidente del Consiglio degli Stati, Raphaël Comte.

Alle 18 saranno presentate la moneta e i francobolli commemorativi.

Il pomeriggio sarà animato da concerti della cantante Nubya (17.15) e del rapper Greis (19.15).

Il catering (dalle 17) culinario è affidato ai ristoranti Marché Svizzera AG.

Da aprile Croce Rossa Svizzera farà tappa in 30 località svizzere a bordo del suo truck itinerante.

Coop accompagna l’anniversario come  partner principale.

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