Le mostre della Fondazione Galbard

La Fondazione Garbald a Castasegna (GR) è un laboratorio culturale sito in val Bregaglia. Ora ospita un’imperdibile mostra fotografica. — Gudrun De Chirico

http://www.garbald.ch

Per raccontare una storia universale, bisogna partire da un punto preciso della Terra, anche se piccolo. Lo diceva Hitchcock e la frase sembra calzare anche per Villa Garbald. Una casa gialla, tetto a doppio spiovente e un pergolato largo, a Castasegna, piena Val Bregaglia. Ebbene, questa storica costruzione, voluta 150 anni fa dal famoso architetto tedesco Gottfried Semper, è diventata un vero laboratorio culturale cosmopolita. Mostre di fotografie, cinema, letteratura e seminari scientifici sono sempre più di casa.

«Abbiamo tante stanze per gli ospiti, ma qui si fa arte e scienza, non siamo un albergo» precisa Arnout Hostens, gestore e animatore della Villa, un belga arrivato 25 anni fa nei Grigioni per i suoi studi su Nietzsche. «Con tutto quello che facciamo, vogliamo essere un valore aggiunto a questa valle, con la sua lingua ripida di 25 km,  5 paesi e 1500 abitanti». Tanto più se negli ultimi tempi qui si è sofferto un calo della popolazione. Un fenomeno rispetto al quale la Villa si pone in contrasto. Baluardo per l’orgoglio di chi lì è rimasto, ma anche gioiello culturale per attirare persone da fuori. Come per la mostra in corso, che vede l’invasione nelle stanze delle fotografie del grigionese Florio Puenter, classe 1964, e per gli eventi già realizzati: la retrospettiva su Fellini, l’esposizione del fotografo Robert Frank, l’incontro con lo scrittore Marcello Fois.


Aperture nei confronti del presente e del futuro, ma sempre tenendo salde le radici col passato. Fin dalla prima famiglia Garbald che lì abitò, così poco convenzionale rispetto ai canoni di metà 800. «Lei, Johanna, sotto lo pseudonimo Silvia Andrea, scriveva romanzi e racconti. Lui, Agostino, capo della dogana, uomo concreto delle cifre e delle scienze. Un mix che si è riverberato anche nelle generazioni successive, fino all’ultimo discendente, il fotografo Andreas, morto nel 1958 e amico della famiglia Giacometti».

È grazie ad Andreas e a sua sorella Margherita che il palazzo da casa di famiglia è diventato patrimonio della valle. Prima, attraverso una fondazione, poi con la donazione alla Società culturale di Bregaglia. «È un’eredità che abbiamo voluto raccogliere e far progredire. Non a caso, anche la struttura si è evoluta, con la realizzazione a fianco della Villa di una nuova palazzina ricca di design».
Una vera e propria residenza culturale, pronti ad alloggiare personalità ed eccellenze provenienti da ogni dove. Dalla Cina all’Inghilterra, perché anche da un piccolo punto della Bregaglia ci sia una panoramica sul mondo.




Arnout Hostens, gestore e animatore della Villa Garbald. (Foto: Sandro Mahler)

Il 4 luglio è stata inaugurata l’esposizione fotografica di Florio Puenter, classe 1964, nato a St. Moritz, che vive tra la Svizzera e New York: una serie di scatti d’autore capaci di viaggiare tra mito, storia e memoria.




Nel giugno del 2016, invece, Villa Garbald celebrerà i 50 anni dalla scomparsa di Alberto Giacometti, allestendo una mostra all’interno dei suoi spazi, in collaborazione con il Museo Ciäsa Granda di Stampa, che per la prima volta aprirà al pubblico le porte dello storico atelier dell’artista.

Info:
tel. 081 838 15 15
http://www.garbald.ch