Anni ’70. Con poche parole, come nei cartigli, i manifesti portano messaggi d’amore.

Da un cazzotto,
nasce il Bacio

Un bacio lungo oltre novanta anni non è un semplice colpo di fulmine, ma vera e propria passione. I cioccolatini con cuore di gianduia sono ancora prodotti in Umbria, ma sono venduti in tutto il mondo.

Correva l’anno 1922. Luisa Spagnoli, moglie di uno dei quattro fondatori di una fabbrica dolciaria di Perugia, aggiunse della granella di nocciola avanzata da altre lavorazioni al cioccolato e con l’impasto ottenuto coprì una nocciola e terminò con uno strato di cacao fondente Luisa (già presente tra i prodotti dell’azienda).

Il risultato fu un cioccolatino un po’ svergolo, simile alla nocca di una mano che battezzò «cazzotto». Di certo, il punto forte della signora Spagnoli non era il marketing. In suo soccorso giunse Giovanni Buitoni che s’affrettò a cambiare il nome in «Baci Perugina» perché riteneva più facile per il consumatore chiedere «un bacio, per favore», anziché «mi dia un cazzotto». Qualche anno più tardi, Federico Seneca, direttore artistico della confetteria, dopo aver scelto un incarto argentato con le scritte blu per proteggere i cioccolatini, decise di aggiungere i cartigli nei Baci Perugina, trasformandoli in messaggi d’amore, e si spiffera che i bigliettini nascosti all’interno dell’incarto fossero inizialmente dei messaggi d’amore tra Luisa e il figlio dell’imprenditore Buitoni con cui ebbe una relazione.

A concludere il percorso romantico di Seneca per questo cioccolatino vi fu anche la confezione regalo con l’immagine di due innamorati, disegnata da lui stesso su ispirazione del noto dipinto dell’Ottocento di Francesco Hayez il Bacio.

Sia durante la direzione artistica di Seneca, sia nei decenni successivi, l’azienda ha travolto il mercato con proposte innovative e azzardate che si sono rivelate vincenti per il successo dell’azienda e soprattutto del cioccolatino a forma di nocca: dalla cartellonistica dedicata alle coppie, ai «tubi» degli anni ’80 per il pubblico più giovane, fino all’aereo blu e argento che volava tra Roma e New York.

Nella fabbrica di inizio secolo lavoravano 15 persone, ora la cioccolateria ha oltre 1.000 impiegati e produce ogni anno 300 milioni di Baci che partono per 55 nazioni sparse per il mondo. Un po’ di merito a Buitoni, che mutò il nome dei cazzotti in «Baci Perugina», un po’ a Seneca che ne elaborò l’immagine e come e, dice un proverbio: «dietro un grande uomo (o due), c’è sempre una grande donna».

Commento (0)

Grazie per il vostro commento.

Questo commento ha un contenuto sgradevole?

Il testo sarà controllato ed eventualmente modificato o bloccato.

Il vostro commento

Non avete ancora scritto il commento.

Questo campo deve essere compilato. Grazie.

Campo obbligatorio
Questo campo deve essere compilato. Grazie.










Si prega di commentare nel rispetto della nostra netiquette e degli altri utenti.

Testo: Elisa Pedrazzini
Foto: mad

Pubblicazione:
venerdì 07.02.2014, ore 14:49


Login con il profilo di Cooperazione

Chiudere
Fehlertext für Eingabe

Fehlertext für Eingabe

Dimenticato la password?