Holger Bongers mostra fiero una sua foto di quando lavorava al cantiere Alptransit.

Holger Bongers: dalla
galleria di base alla palestra

Per 11 anni ha effettuato la manutenzione della fresa meccanica della galleria di base del San Gottardo, ora gestisce un fitness a Gordola. — GERHARD LOEB

Le scale portano in alto. Il regno di Holger Bongers si trova al terzo piano di uno stabile industriale di Gordola, 750 metri quadrati di spazi luminosi provvisti di tapis roulant, biciclette e molti altri attrezzi professionali sportivi di ultima generazione. Qui, a fianco del Centro di formazione professionale della Società degli Impresari Costruttori, nel settembre 2013, il 47enne tedesco assieme alla sua compagna ha realizzato un sogno: aprire un proprio centro fitness. Holger Bongers ci accoglie in tenuta sportiva con un grande sorriso. I suoi muscoli e il suo fisico dimostrano che conosce bene le macchine e i pesi della sua palestra. La luminosità dello spazio è in forte contrasto con l’oscurità che ha caratterizzato la sua precedente attività professionale. Holger Bongers ha lavorato infatti per molti anni sotto terra, nella costruzione di gallerie ferroviarie. Durante la sua infanzia a Essen, città tedesca situata nella regione della Ruhr nota per l’industria siderurgica come Thyssen-Krupp, non avrebbe mai immaginato di vivere un giorno in Ticino. Ma la vita è andata così. C’è sempre una sorpresa.
Formatosi nel campo della metalmeccanica, una formazione completa che include saldatura, idraulica e contabilità, a soli 25 anni consegue la maestria, diploma che gli permette di formare apprendisti. Grazie a queste competenze, nel 1995 entra nel mondo della costruzione delle gallerie lavorando per la ditta Philipp Holzmann SA, per sei anni a Berlino. «Abbiamo costruito quattro tubi per la ferrovia a soli 60 metri dal Reichstag e altre quattro gallerie nella vicinanza del Gleisdreieck», ricorda con un tocco di orgoglio. Poi due anni in Olanda, per una galleria ferroviaria a Rotterdam. Le frese che si usavano allora erano piccole in confronto alla fresa che avrebbe conosciuto in Svizzera con la galleria di base del san Gottardo.

Inaspettato arrivo in Ticino
Dopo il fallimento della Holzmann SA, Holger ricevette un’offerta di lavoro dalla ditta Hochtief, un altro gigante della costruzione in Germania, ditta impegnata nella costruzione della galleria di base del Gottardo. «Mi fu offerto di venire in Svizzera e accettai volentieri anche perché ero single», dice. Così nel 2002 arrivò a Bodio, dove assunse la responsabilità dell’istallazione e, in seguito, della manutenzione della grande fresa meccanica della ditta tedesca Herrenknecht. Una fresa lunga 450 metri, che anche in italiano viene chiamata con il nome tedesco TBM (Tunnelbohrmaschine) per la cui installazione furono necessari ben undici mesi.
Un turno di lavoro, quello dalle sei del mattino alle 14, era sempre previsto per la manutenzione della macchina perché, spiega Holger: «quando si scava una roccia così dura si rovina sempre qualcosa». Si cambiavano circa 15 rulli al giorno, un lavoro duro per il quale «ci vuole un certo fisico». Oltre al lavoro regolare, Holger era spesso  a disposizione per le emergenze. In caso di qualsivoglia problema, il telefono poteva squillare pure alle due di notte. Dopo la caduta degli ultimi diaframmi, era pure responsabile per lo smantellamento dei due TBM. «Sono stati rottamati» dice. Solo la testa della fresatrice «Sissi» con un diametro di 9,43 metri si è salvata: dal 2012 è esposta all’aperto presso il Museo svizzero dei trasporti a Lucerna. Holger Bongers lavorava in un team di dodici persone, tedeschi e austriaci. «Si parlava esclusivamente tedesco», ricorda Bongers, che ai tempi viveva a Bodio. Nel tempo libero scopriva il Ticino e a poco a poco imparò l’italiano.

La realizzazione di un sogno
La conoscenza dell’italiano fu particolarmente importante per il prossimo passo della sua vita, quando, dopo vent’anni trascorsi nella costruzione di gallerie, decise di effettuare un cambiamento radicale e realizzare il sogno di aprire un proprio centro fitness. Holger Bongers possedeva già una patente di istruttore fitness e conosceva bene il mondo delle palestre, in Ticino aveva frequentato diversi centri – la sua passione.  Con la sua compagna si mise alla ricerca di un luogo adatto e trovò a Gordola lo spazio perfetto per la palestra, che ora è aperta 365 giorni all’anno.  «Oggi per me Il Ticino è il posto ideale, c’è un bel clima, una bella natura e gente gentile», dice.  Quando passa a Bodio oppure Faido vede lo spazio dove c’era la piazza di installazione «È incredibile, non è rimasto niente, tutto è stato rinaturalizzato – mi fa impressione». Ma quando il 1° giugno la galleria più lunga del mondo verrà inaugurata, potrà  affermare con fierezza: «Anch’io ho dato il mio contributo».

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