Damian Marley, nel nome del reggae

Di cognome fa Marley. Proprio come il grande Bob, immortale profeta del reggae. Ma non è un caso di omonimia. — DIEGO PERUGINI

Perché Damian ne è il figlio più giovane. E, nonostante i pochi contatti avuti, ha ereditato dal padre l’amore per quella cultura musicale fatta di ritmo in levare e buone vibrazioni. Sulla scena sin da adolescente, Damian s’è ritagliato nel tempo una buona carriera, togliendosi diverse soddisfazioni. Talento eclettico, il suo stile mescola dancehall, reggae, hip hop e altro ancora, con testi spesso improntati al sociale. Così anche nel nuovo cd, Stony Hill (Republic Records), dove troviamo pezzi come l’orecchiabile Medication, col fratello Stephen, che parla dei benefici della marijuana per le persone malate. Nail Pon Cross si scaglia contro i pregiudizi, So a Child May Follow è una dedica sincera alle nuove generazioni. The Struggle Discontinues, uno dei brani migliori, ricorda la tradizione (e papà Bob), mentre Living It Up ha un piacevole e ballabile sapore “disco”.

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