Daniele Silvestri,
in forma smagliante

Un album lungo e intenso, 18 brani per 74 minuti di musica. Ma non ci sono riempitivi o momenti di stanca in Acrobati, il nuovo cd di Daniele Silvestri.— Diego Perugini

Un titolo che ben riassume la necessità di essere funamboli in questo mondo frenetico e contraddittorio. Il cantautore romano, reduce dal fortunato tour assieme ai colleghi Fabi e Gazzè, appare ispirato e in forma smagliante, «acrobatico» nello spaziare fra i generi, dal pop alla ballata, dall’elettronica al funky. «Credo sia la cosa più bella che ho fatto» ha dichiarato Silvestri. E non è una battuta promozionale. Perché le canzoni sono acute e coinvolgenti, dalla scatenata La guerra del sale, gioiello d’ironia con Caparezza, al drammatico ritratto al femminile di Monolocale, dall’atmosfera teatrale. Notevole l’iniziale La mia casa, un rock che racconta dei tanti luoghi che ci restano nel cuore, mentre il ritmato singolo Quali alibi è uno dei rari momenti esplicitamente politici, nella denuncia di un sistema ingiusto e corrotto.


Daniele Silvestri (Foto: Daniele Barraco)

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