David Bowie: sotto
una stella... nera

Genio del rock colto, era sempre pronto al cambiamento e all’innovazione. — Diego Perugini

Grande attesa per il nuovo cd di David Bowie, in uscita per Sony l’8 gennaio, giorno del suo 69° compleanno. Un lavoro intrigante già dal titolo, «★», che raffigura una stella nera (pronuncia: Blackstar). Un vezzo d’artista per un album complesso ed eclettico, da ascoltare con attenzione, dove Bowie s’avvale di un gruppo di giovani jazzisti, che donano originalità e spessore alle canzoni. La ritmica è spesso serrata, ossessiva, il sax (molto presente) regala colori suggestivi, la voce è inconfondibile. E d’immenso fascino. Blackstar è lunga e inquietante, ‘Tis a Pity She Was a Whore una botta d’energia fra rock, jazz e sperimentazione. Si rallenta con Lazarus, intensa e toccante, mentre Girl Loves Me gioca nel testo con lo slang dei gay londinesi (traduzione assai ardua) e Dollar Days è più ariosa e melodica. Chiude in bellezza la stupenda I Can’t Give Everything Away, con Bowie «crooner» post moderno. Ottimo disco, per palati fini e menti aperte.

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