Davide Donati indosserà la maglia rossocrociata in Svezia.

Il mago delle piastrelle alla conquista dell'Europa

Il ticinese Davide Donati si sta preparando ai campionati europei delle professioni di Göteborg. — THOMAS CARTA

Lo sguardo, in realtà, dice già tutto. «Cosa devo raccontare?», sembra chiedere Davide Donati, pur senza aprire bocca. In fondo lo capisco: per chi, come lui, non ama rimanersene con le mani in mano per più di una manciata di secondi, la fase dell’intervista può sembrare un’immeritata penitenza. Non riesco a trattenere un sorriso: con gli sportivi d’élite, spesso, succede la stessa cosa. Quando un campionato europeo è alle porte, la concentrazione va tutta su quello. Il resto, almeno per ora, smette di contare. Questione di priorità.Perché lui la maglia rossocrociata la indosserà davvero. Ma come piastrellista. L’appuntamento è dal 1° al 3 dicembre a Göteborg. La città svedese ospiterà infatti la quinta edizione delle EuroSkills Competitions, ovvero i campionati europei delle professioni. Mezzo migliaio di giovani di età inferiore ai venticinque anni, provenienti da ventisei Paesi, si sfideranno per aggiudicarsi il titolo. Trattandosi della più grande competizione continentale del genere, i numeri sono impressionanti: trentamila i visitatori attesi, tremila gli ospiti, fra delegati, ministri e osservatori. Roba da fare impallidire anche i più scafati. Non per nulla, uno dei coach mentali che segue Davide è lo stesso che ha portato la ginnasta Giulia Steingruber alle Olimpiadi di Rio. «La passione e lo stress, in queste settimane, corrono in parallelo», ammette Davide. «Talvolta emerge la paura di non riuscire a lavorare come so di poter fare, magari a causa dei molti occhi puntati addosso. Così i miei preparatori mi hanno insegnato alcune tecniche per gestire l’ansia e controllare le emozioni».

Questione di preparazione
Il suo compito non sarà facile: in 19 ore («e non un secondo in più», ricorda il 21enne di Broglio), ripartite su tre giornate, dovrà realizzare una complessa opera basata su un progetto che i concorrenti conoscono già, ma solo nella misura del settanta per cento. Un gioco, per lui che è già stato insignito della medaglia di campione svizzero 2014? Mica tanto. «Il giudizio sarà basato su decine di criteri di valutazione: basterebbe un millimetro di dislivello per perdere punti preziosi», precisa Davide. L’allenamento, perciò, è fondamentale.


«È da febbraio che mi sto preparando. Ogni minuto del mio tempo libero è dedicato alla messa in pratica del compito assegnatoci. Nei primi tempi sono persino stato colpito dalla tendinite, ma non mi sono fermato. La posta in gioco è troppo alta. Non lo nascondo: vorrei portare a casa un buon risultato». E, per farlo, si è addirittura preso un anno sabbatico dalla sua militanza nell’Hockey Club Vallemaggi. Uniche auto-concessioni: le escursioni in montagna, dove ritrova l’equilibrio, e gli incontri con Veronica, la sua ragazza. Per il resto, è tutto un correre tra il Centro di formazione per piastrellisti di Dagmersellen, nel canton Lucerna, e i «team weekend» destinati ai meeting con gli altri otto giovani che difenderanno, in diversi ambiti (dalla gessatura alle installazioni elettriche) i colori elvetici.

«Io e un muratore vallesano siamo gli unici a non essere svizzero-tedeschi, ciò che non facilita il dialogo», si dispiace Davide Donati. «Alla fine ci facciamo comunque capire e, d’altronde, ognuno ha la testa totalmente focalizzata sulla propria attività». Nulla, ma proprio nulla, è lasciato al caso. Tant’è vero che Davide è riuscito a procurarsi, per gli allenamenti, le stesse piastrelle spagnole con cui si cimenterà a Göteborg. Un aspetto forse irrisorio per un profano, ma fondamentale per un professionista come lui. Senza contare i suoi «ferri», e cioè gli attrezzi messigli a disposizione dal suo datore di lavoro, la Bazzi Piastrelle di Losone. Già, perché oltre a prepararsi per le EuroSkills Competitions, il giovane operaio è attivo in azienda. Tre settimane in ditta, una di preparazione: è stato così per tutto il 2016. «I colleghi mi punzecchiano sul fatto che non mi si vede spesso», scherza Davide. «Ma so che mi sostengono. Sono entrato in azienda a quattordici anni, come apprendista, e non me ne sono più andato. È un mestiere duro, soprattutto per le ginocchia e la schiena, eppure non lo cambierei mai».

Sul futuro, invece, non si sbilancia troppo: «Chissà, magari valicherò il Gottardo per ottenere la Maestria». Ma prima, sebbene per scaramanzia non lo voglia dire, il suo sogno è un altro. E per realizzarlo, ha già in tasca un biglietto aereo per la Svezia.

Dal 9 al 12 novembre, il Centro Coop di Tenero ospiterà un evento sulle professioni dell’artigianato edile. Sabato 12 sarà presente anche Davide Donati.




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