Depeche Mode, un disco per l'uomo

Lo storico gruppo torna con un album suggestivo. E ammonisce il pubblico: «Stiamo andando nella direzione sbagliata» — DIEGO PERUGINI

«Non è un disco politico, ma sull’umanità. Stiamo andando nella direzione sbagliata». Così Dave Gahan, cantante dei Depeche Mode, sintetizza la pessimistica vena di Spirit (Columbia), nuovo cd dello storico gruppo inglese. Canzoni con lo sguardo inquieto sui nostri tempi tormentati, mentre sullo sfondo dominano elettronica e sintetizzatori, nel classico stile Depeche, rivitalizzato dal produttore James Ford.
Il singolo Where’s The Revolution ha un testo cupo e programmatico, l’iniziale Going Backwards vanta un “tiro” quasi rock, Cover Me è un’intensa ballata dallo struggente finale strumentale, No More (This Is The Last Time) è più incalzante ed orecchiabile. Un album suggestivo e riusci to, che cresce col tempo, da ascoltare con una buona cuffia o su un hi-fi di rango, per coglierne al meglio sfumature e qualità sonora. In arrivo anche il tour negli stadi, che approderà il 18 giugno a Zurigo, Letzigrund, e il 27 a Milano, San Siro.  

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