Un manifesto pubblicitario del 1978.

Dôle: tra giura e vallese

La Dôle è un assemblaggio tipico del Vallese. Le sue radici si trovano però nel Canton Giura, con il Gamay.

La Dôle è oggi un vino rosso d’assemblaggio – Pinot nero e Gamay –, ma non è sempre stato così. Proveniente dall’omonima cittadina del Giura francese, la Dôle appare per la prima volta in Svizzera nel 1820. È un territorio dove regna il Gamay e la Dôle è così inizialmente associata a questo vitigno. In seguito, la produzione si sposta prevalentemente in Vallese, a base di uve Pinot nero in purezza o unite a Gamay. Alla fine degli anni ’50, la sovrapproduzione di uve rosse rischia di nuocere alla qualità della Dôle e vengono così fissati dei parametri zuccherini minimi che le uve avrebbero dovuto raggiungere per poter usufruire della denominazione Dôle DOC. Negli anni, il regolamento si è adattato all’evoluzione dei gusti. Oltre alle già citate uve che storicamente compongono questo vino – il Pinot dev’esser dominante –, si possono aggiungere, oggi, fino al 15% di altri uvaggi, come Gamaret, Syrah, Humagne rouge o Merlot. Questa legislazione permette al produttore di personalizzare la propria Dôle, creando così un vino dalle mille sfaccettature. A metà degli anni ’80 i vallesani creano la Dôle blanche. In realtà si tratta di un rosato, ottenuto, come l’omonimo rosso, dall’assemblaggio di Pinot nero e Gamay, ma
vinificato senza bucce, per ottenere un colore chiaro e leggermente ramato.

La Dôle in rosa

In un territorio composto da circa 80.000 piccole parcelle viticole, che appartengono a 22.000 diversi proprietari, oggi il Vallese produce oltre un terzo del vino della Confederazione. Una frammentazione delle terre dovuta alle norme sul diritto ereditario, che imponeva di suddividere le proprietà in parti uguali fra tutti i figli, facendo sì che nel tempo ogni famiglia si ritrovasse una piccola vigna da coltivare. Tra i vitigni internazionali privilegiati vi sono sicuramente il Pinot Noir e il Gamay, come nel caso del rosé Dôle Blanche Les Bernadettes. Ricco d’intensità floreale e freschezza aromatica, la sua rotondità e persistenza lo rendono ideale accanto a carni bianche o a dei vol-au-vent agli champignon.





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