I bambini con alto potenziale cognitivo possono essere emotivamente fragili.

Dotati di talento

I bambini con alto potenziale cognitivo, come tutti gli altri, devono essere accompagnati nel percorso scolastico. Ciò per convogliare le loro qualità.

I bambini con un’intelligenza precoce, o anche detti «gifted children» (bambini dotati di talento), rappresentano circa il 2% della nostra popolazione scolastica; hanno la fama di riuscire in tutto senza fare niente, di eccellere a scuola senza studiare, cose che non sempre sono vere. Anche loro, come i bambini dotati di un’intelligenza nella norma, hanno bisogno di aiuto sia a scuola sia nella vita privata. Come mai? I bambini Apc (ad alto potenziale cognitivo) sono dotati sì di un grosso potenziale intellettivo, ma anche di una bassa autostima e di una fragilità emotiva, che li rendono vulnerabili.Non è raro, infatti, che per andare bene a scuola debbano ricorrere a figure professionali come pedagogisti o psicologi tanto quanto i bambini con difficoltà scolastiche. Parrebbe un paradosso, ma in realtà chi non comprende la loro condizione rischia di non ottenere quel che si aspetta, sia in ambito scolastico, che in quello familiare.

I bambini Apc presentano caratteristiche intellettuali precoci, che nella loro crescita non passano attraverso le fasi tipiche dello sviluppo infantile. Sempre alla ricerca di nuovi stimoli, fanno domande, da piccolissimi si chiedono da cosa derivi l’origine dell’uomo e dell’universo e affrontano precocemente temi come la morte e la vita ultraterrena. Spesso imparano a leggere e scrivere da autodidatti, ancor prima della scolarizzazione.

Un altro mito da sfatare sui bambini ad alto potenziale è che siano degli asociali e che tendano a isolarsi dal mondo, ciò può accadere, ma non in maniera sistematica. Com’è giusto anche precisare che non tutti presentano le stesse caratteristiche e le peculiarità descritte. Ciò che spesso li accomuna è il profilo disarmonico, sovrasviluppati in determinati ambiti, pur rimanendo simili ai loro coetanei per quanto riguarda la maturità, rimangono sovente penalizzati nello sviluppo. Come agire quindi a scuola? Creare classi speciali o favorire l’integrazione? Lo abbiamo chiesto a Giovanni Galli, psicopedagogista e psicologo esperto in «plusdotazione» che fa parte dell’Asep Suisse (Associazione Svizzera per bambini ad alto potenziale) e che ha fondato, alcuni anni or sono, l’associazione «Tanti Talenti» dando avvio, da pochi mesi a questa parte, al suo nuovo consultorio per Apc (bambini ad alto potenziale cognitivo) a Muralto.

«La scuola e i docenti vanno informati, così come i genitori. I bambini Apc devono essere seguiti a scuola come a casa da docenti e genitori consapevoli della loro situazione. Il rischio è quello di pensare che i bambini Apc se la cavino da soli. Ci sono scuole specializzate nell’educazione dei bambini ad alto potenziale nella Svizzera interna (v. quadretta), ma non qui in Ticino. Pertanto quel che ci resta da fare è aiutare i bambini con programmi speciali che mirino alla stimolazione verso l’alto o alla valorizzazione delle loro potenzialità. Come c’è il sostegno per i bambini che presentano difficoltà scolastiche, bisogna che si crei un programma per i bambini che devono essere stimolati verso l’alto».

Ma chi aiuta i genitori dei bambini Apc? «I genitori dei bambini ad alto potenziale cognitivo possono rivolgersi al proprio pediatra e prendere contatto con il sostegno pedagogico della scuola, durante il percorso scolastico obbligatorio. In Ticino, da tre anni a questa parte, sono in vigore delle direttive che danno delle indicazioni sulla gestione dei bambini ad alto potenziale cognitivo», conclude Galli. La gestione della situazione rimane sempre nelle mani della famiglia che, grazie al sostegno scolastico, può essere alleggerita dal peso di un’educazione non sempre facile. Ciò di cui bisogna tener conto è che la plusdotazione non è un disturbo o una malattia, ma un dono da non sprecare.

«Il test del QI non basta»

Andreas Wechsler, specialista in pediatria dello sviluppo.

Cooperazione: Per definizione, un bambino Apc ha un QI uguale o superiore a 130?
Andreas Wechsler: La definizione è fondata su un dato numerico. La misurazione del QI (quoziente intellettivo) da solo non può bastare per definire un bambino intellettualmente precoce. Ecco perché preferisco fornire un rapporto con una completa analisi descrittiva di un bambino.

Come definirebbe il profilo dello sviluppo di un bambino Apc?
Lo semplificherei in un grafico con grossi picchi. Le parti più alte potrebbero rappresentare le potenzialità dove il bambino eccelle, le parti più basse, invece, gli ambiti dove il bambino rientra nella normalità o resta sotto la norma.

Perché ci sono queste grosse differenze tra le competenze nei bambini Apc?
Un bambino Apc ha sempre uno sviluppo disarmonico, altrimenti saremmo confrontati con dei piccoli adulti; l’età biologica del bambino rimane pur sempre un fatto.

Cosa possono fare i docenti per aiutare i bambini Apc?
La scuola deve rendersi conto che i bambini Apc richiedono molte attenzioni. Lasciarli nel dimenticatoio pensando che tanto poi si arrangiano, è la cosa peggiore che si possa immaginare di fare. Questi bambini ripongono molte aspettative nei propri insegnanti e si attendono tante conferme.

Perché ha deciso di raggruppare una squadra di specialisti nello studio «Cresci e cresci bene»?
Ritengo che un bambino vada seguito sotto più aspetti, non solo da un pediatra che ne cura le malattie e ne segue lo sviluppo, ma necessita anche di altre figure professionali, come psicomotricisti, ergoterapisti e musicologi, che insieme creano una rete. Nel mio poliambulatorio manca ancora la logopedista, ma conto di integrarla al più presto.

I bambini Apc hanno bisogno di una rete per essere seguiti?
Ne sono convinto: la «plusdotazione» non è una malattia, ma deve essere riconosciuta.

Per i potenziali talenti

Come si riconosce un bambino ad alto potenziale cognitivo? Oltre alle caratteristiche descritte nell’articolo, i bambini Apc si riconoscono grazie ai test che forniscono una misurazione dell’intelligenza (QI). I test cognitivi si eseguono da uno psicologo, dal servizio di sostegno pedagogico o da altri servizi. Insieme al test, lo specialista si basa sulle indagini anamnestiche. Il primo in Ticino che ha aperto uno studio di diagnosi, formazione e consulenza per l’alto potenziale cognitivo è Giovanni Galli, psicologo e psicopedagogista a Muralto.

link
http://web.ticino.com/giovannigalli/APCplusdota.html

www.asep-suisse.org (in francese)
www.talentia.ch (in tedesco)
www.echa.info (in inglese)

Testo: Amelia Valsecchi Jorio

Foto: Messe a disposizione/©Robertmandel-Dreamstime.com

Pubblicazione:
lunedì 09.12.2013, ore 09:48