L’incisore Remo Mascherini controlla sul computer i dettagli della moneta. (Foto: Pino Covino)

È caccia alle monete di Alptransit

Dal 28 gennaio è in circolazione la moneta «Gottardo 2016» in argento con il portale Nord della galleria di base del San Gottardo. A fine maggio seguirà una in oro con l’entrata ticinese. - Mirko Stoppa

Nel silenzio del suo ufficio, l’incisore Remo Mascherini dà forma al disegno che l’artista Fredy Trümpi della Trümpi e Partner AG di Binz (ZH) ha preparato per la moneta in argento da 20 franchi per commemorare l’apertura della galleria ferroviaria più lunga al mondo. Siamo nei locali di Swissmint, la zecca nazionale, a Berna, lontani dal polveroso e rumoroso «cantiere del secolo». Qui, come pure sotto il massiccio del San Gottardo, la perfezione è la regola: ogni linea, segno, elemento è controllato nei minimi dettagli ed è proprio l’incisore a dare forma tridimensionale al disegno dell’artista. 

«Battere moneta»
È dal 1853 che la zecca «batte moneta» su mandato del Consiglio federale assieme alla Banca nazionale, che pianifica la disponibilità di monete, dal 5 franchi al 5 centesimi. «Oltre al conio dei pezzi correnti, ci occupiamo pure di quelli commemorativi legati a eventi importanti, o che hanno caratterizzato la Svizzera» – afferma Urs Liechti, responsabile commerciale di Swissmint –. «La nuova galleria di base non poteva mancare». Così il tunnel ferroviario più lungo del mondo entra nei borsellini (e nelle collezioni) con due monete: una da 20 franchi (in argento) con il portale nord della galleria a Erstfeld, e una da 50 franchi (in oro) con quello sud di Bodio (quest’ultima in vendita dal 26 maggio). Le monete hanno corso legale, ma difficilmente saranno usate per i pagamenti dato che il loro valore in oro e argento è superiore a quello nominale. Come per la galleria, i lavori di preparazione sono iniziati con largo anticipo: «Circa 18 mesi fa abbiamo dato incarico al grafico Fredy Trümpi del progetto che raffigurasse questa opera di ingegneria» conferma Urs Liechti. «È stato un onore – dice Fredy Trümpi –. Non succede tutti i giorni di creare una moneta; è un oggetto che dura nel tempo; per un’opera eccezionale come quella della galleria di base del San Gottardo, occorreva qualcosa di speciale. La maggiore difficoltà è stata trasmettere un’emozione in uno spazio molto ridotto. Ho sfruttato il rilievo inserendo gli elementi più prominenti: il portale, le montagne, il treno e, per la moneta “ticinese”, il centro di comando».

Opera d’arte in miniatura
Una volta scelto il disegno, è l’incisore a trasformarlo tridimensionalmente. Con l’aiuto delle più moderne tecnologie CAD, è realizzato un modello in materia plastica del diametro di 21 cm: «questo permette di vedere i rilievi fin nei dettagli» precisa Remo Mascherini, uno dei 22 impiegati della Swissmint. Una fresa rimpicciolisce il modello su un disco di acciaio; con la massima precisione l’incisore ritocca bordi e sfumature: l’operazione dura diversi giorni. Questo «modello originale» è immerso nell’acciaio dolce, per creare la matrice. Per ottenere una moneta di ottima qualità, una tondella lucidata delle dimensioni della moneta è inserita a mano nella pressa.

PARTECIPATE AL CONCORSO
Cooperazione mette in palio 3 monete da 20 franchi nella qualità fondo specchio del valore di 55 franchi l’una; in esclusiva per i nostri lettori, sarà allegato un certificato firmato dall’artista. Termine d’invio: 15.2.2016. Per partecipare inviate un SMS con la parola chiave WINCI e il vostro indirizzo al n. 2667 (fr. 1.–) o allo 0901 900 007 (fr. 1.– da rete fissa), indicando il vostro indirizzo, oppure gratuitamente su: 


Le monete si posso acquistare online su: 

Uno contro tutti

Discendo da un antico casato zurighese, gli Escher vom Glas, e sono cresciuto nel nostra villa «Belvoir» sul lago di Zurigo. Rappresentava per me un rifugio sicuro, specialmente quando la mia consorte morì prematuramente e lasciò soli me e mia figlia. Dopo gli studi in giurisprudenza decisi di impegnarmi in politica e nel 1848, a soli 29 anni, mi elessero al Consiglio nazionale, del quale feci parte fino alla mia morte. Fondai la Ferrovia del Nord-Est e il Credito Svizzero, grazie alle quali incentivai lo sviluppo della Svizzera, trasformandola da paese a vocazione agricola a moderno polo economico. Il progetto del Gottardo, al quale dedicai anima e corpo in qualità di Presidente della Direzione, è l’opera che avrebbe dovuto coronare la mia carriera. Ma il superamento dei costi iniziali spinse invidiosi e oppositori politici a chiedere le mie dimissioni dalla carica di Presidente della direzione della Società della ferrovia del San Gottardo, due anni prima dell’abbattimento dell’ultimo diaframma, al quale non fui nemmeno invitato a presenziare. Ricevetti sì l’invito all’inaugurazione della galleria nel maggio del 1882, ma le mie precarie condizioni di salute mi impedirono di partecipare. Mi spensi amareggiato sei mesi dopo, all’età di 63 anni.

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Pubblicazione:
lunedì 08.02.2016, ore 00:00