È un "faccia a faccia" tra mamme

Una tavola rotonda speciale. Il primo giovedì del mese, presso il ristorante Coop Serfontana, le genitrici scambiano le proprie esperienze. — CARMELA MACCIA

Sono le 9.30 del 12 gennaio. Siamo nel ristorante Coop Serfontana. Un tavolo è occupato dall’associazione progetto genitori Mendrisio e Basso Ceresio. Intanto quattro donne con i loro figli si radunano attorno ad esso e cominciano a dialogare. La crescita in percentili è un tema condiviso. Intanto Nicole indica con il pollice e l’indice che ora ha due anni, poi posa il panino al latte, e con le mani mostra che il fratello ha sei anni. Un gesto semplice, che sua madre Jeanette utilizza per portare la discussione sulla piccola che emula il fratello più grande. È gelosia? Richiama l’attenzione? Molte le domande, semplice la risposta: l’imitazione è lo strumento con cui la bambina di 2 anni tenta di esprimersi. Niente di sbagliato in ciò, se si capisce perché agisce in quel modo. Il punto di vista della moderatrice e pedagogista, Martina Flury Figini, viene accolto dalle altre madri, che portano la loro esperienza, con esempi positivi e negativi.


Alessandra introduce, invece, il tema dell’aggressività della sua secondogenita, manifestata attraverso morsi e spintoni verso i coetanei al preasilo. Anche in questo caso la spiegazione è evidente: «A due anni, un bambino non ha sviluppato il linguaggio; questi atteggiamenti possono esprimere un disagio. Il genitore deve spiegare alla piccola che capisce la sua rabbia, ma ciò che ha fatto è sbagliato», spiega la pedagogista.
Ma è soltanto l’esigenza di confrontarsi a spingere le madri a non mancare l’appuntamento al Serfontana? «La prima volta l’ho fatto perché da neo mamma mi sentivo sola, nonostante avessi mantenuto il lavoro a metà tempo. Le mie amiche di sempre non avevano più le mie stesse esigenze, così ho iniziato a venire a questi incontri, dove ho trovato persone con i miei stessi interessi. Da questi appuntamenti è anche nata l’idea del preasilo a Balerna, dove vivo e che da dieci anni è un ulteriore punto di riferimento per genitori e bambini», confessa Alessandra.
Preasilo, una parola magica che entusiasma pure Olivia di Stabio, madre di cinque figli, Michela di Besazio con tre bambini e Jeanette di Tremona con due. Ognuna di loro è coordinatrice dei preasili del comune in cui vivono e ribadiscono che sono utilissimi per le madri perché si scambiano esperienze e per i bambini perché imparano a socializzare. «Ad esempio – afferma Olivia, madre di Cassandra – se ho avuto una nottataccia, perché la piccola non stava bene e lo dico a mio marito, lui mi risponde, “dormirai questa notte”. Invece, se lo dico ad un’altra mamma, cominciamo a parlarne e a relativizzare».

Essere genitore
Basta così poco? Interviene la pedagogista Figini Flury: «Sì, lo scopo di questi incontri è proprio questo. Confrontarsi su un tema, e semplificarlo, per capire cosa ha scatenato il disagio del piccolo. Ciò aiuta la madre a ritrovare serenità e ad interpretare meglio i bisogni del figlio. Tale motivazione ci ha spinto, dieci anni fa, ad organizzare questa tavola rotonda. In quel periodo, quando le neo mamme chiedevano il mio aiuto, percepivo che non era dovuto all’incapacità di essere genitore, quanto al bisogno di vincere la solitudine del nuovo ruolo».
Le nostre mamme concordano con quanto espresso dalla pedagogista, mentre sul tavolo cala la parola capriccio. «Anche qui bisogna chiedersi quali siano gli strumenti che un bambino da 0 a 4 anni ha per esprimersi», insiste Figini Flury. Scalciare, puntare i piedi, piangere. Emozioni negative di cui il genitore teme il giudizio. «Ma è sbagliato. Gioele, ad esempio, si dimena tra le braccia materne, perché è stanco e vuole tornare a casa, Nicole invece si è adattata, perché è impegnata con un album da colorare, mentre Gabriel è preso da un racconto illustrato. In questa fascia d’età il bambino non è capace di spiegare un suo bisogno, quindi utilizza le armi che conosce», conclude Martina Flury Figini.
È quasi mezzogiorno, gli infanti hanno apprezzato lo sciroppo Jamadu offerto dal ristorante Coop; le madri soddisfatte si danno appuntamento a giovedì due febbraio. Tutti possono partecipare.

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