Ecco chi è la mamma dei Noëlini

La designer Petra Sparreboom ci racconta la storia sorprendente di queste creature. Dal design alla produzione. Benny, Kira, Louis, Pat e “soci” sono efficienti e multifunzionali. – CARMELA MACCIA

Come nasce il progetto Noëlini?
È iniziato con un incontro in Coop, dove abbiamo presentato diverse idee per il Natale. Il team di Coop, carico di energia, ha estrapolato gli elementi più interessanti dai diversi progetti per poi rimescolarli. Ci hanno mandato a casa con il compito di combinare, scomporre e ricomporre gli elementi che più gli erano piaciuti. Sulla via del ritorno i Noëlini erano già una realtà.

Come hanno preso forma
i diversi personaggi?
I bambini adorano collezionare. Per loro andare a caccia di 15 personaggi diversi è sicuramente molto eccitante. Ogni volta che avranno un pacchetto in mano si chiederanno cosa c’è dentro, quale figura comparirà. Inoltre, loro si appassionano a spacchettare regali. Vista la stagione fredda, abbiamo scelto un mix di animali più invernali e natalizi, che sono anche simpatici per decorare l’albero di Natale.

Come sono stati scelti i nomi dei peluche?
I responsabili del progetto da Coop hanno scelto i nomi di ogni figura. È stato molto divertente associare i nomi ai diversi personaggi. In questa fase abbiamo scoperto che ognuno di noi aveva una diversa percezione dei nomi e pertanto tentava di associarlo ad una figura, piuttosto che
a un’altra.

Perché ogni figura ha
un carattere?
Ognuno di noi ha un carattere diverso, lo stesso vale per gli animali. Pertanto ­anche i Noëlini ne hanno ­ricevuto uno. Ciò ci aiuta 
a collocarli in una storia. I bambini a loro volta potranno fantasticare con loro e collocarli in un mondo pieno di magia.

Quale delle 15 figure mini
le piace di più?
Il mio beniamino è Pat; penso che i pinguini siano tra gli animali più divertenti del
Pianeta. Tuttavia Louis è quello che mi è entrato subito nel cuore. Un coniglietto determinato e coriaceo. I peluche maxi sono particolari. Come nasce l’idea di trasformarli in cuscini? I bambini non si separano mai dal loro peluche preferito. Lo portano in macchina, a letto… Trasformandosi, diventa un oggetto multifunzionale. Dal disegno alla produzione.

Qual è stata la fase più creativa?
È stato molto divertente dare forma, colore, espressione facciale ad ogni peluche. E questo lo abbiamo fatto con Coop. L’entusiasmo e gli input ricevuti da loro ha coinvolto tutti noi.

C’è stato un momento
di difficoltà? Com’è stato superato?
La sfida più grande è stata quella di rendere maneggevoli i Noëlini mini. Abbiamo dovuto elaborare un design semplice e allo stesso tempo volevamo dare a tutti un carattere e fare in modo che
fossero riconoscibili. Alla fine ce l’abbiamo fatta. I Noëlini sono “made in Olanda” e prodotti in Cina… Sì, la concezione è “made in Olanda”, la produzione finale è cinese.

I Noëlini decoreranno il suo albero di Natale?
Sìììì, come pure tutta casa mia e anche l’ufficio…

Possiede un animale domestico? Il cane Benny o la gatta Kira gli somigliano?
Adoro i cani. Ne possedevamo uno quando ero una bambina. Mi piacerebbe adottarne uno, ma al momento ad assorbire il mio tempo sono Philine (4) e Hugo (2), i miei figli, e l’agenda professionale. Benny è il surrogato perfetto.

Cosa significa il Natale per lei?
Il Natale è il momento più felice dell’anno. È l’ultima vacanza in famiglia. Amo fare l’albero di Natale con mia
figlia, cucinare e pasteggiare con la mia famiglia. In questo momento dell’anno mi soffermo ad apprezzare le cose meravigliose della vita.

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Foto: Miquel Gonzalez