Così sarà il super tunnel all'interno

Una visita al Museo svizzero dei trasporti di Lucerna mostra già ora quanto meno tempo ci vorrà in futuro per attraversare in treno il San Gottardo grazie al nuovo tunnel di base più lungo del mondo. — di MARTIN WINKEL

Per farsi un’idea in anteprima delle dimensioni del tunnel di base del Gottardo, visitate il Museo svizzero dei trasporti di Lucerna. Perché, a partire dal 24 marzo, sarà possibile ammirare la replica di una sezione originale di 15 metri del gigantesco tubo che in futuro collegherà il Ticino al versante settentrionale delle Alpi. L’opera a grandezza naturale riproduce fedelmente nel dettaglio anche la tecnologia ferroviaria in uso nel futuro tunnel.

Un modello in scala 1:1.000
La nuova esposizione speciale «NFTA – La porta verso il Sud» (nuova ferrovia transalpina)  include anche un modello di Alptransit lungo 57 metri: realizzato in scala 1:1.000, il modello riproduce il complesso sistema di tubi della galleria e la sagoma del massiccio del San Gottardo da Erstfeld a Biasca con campioni originali dei circa 50 strati di roccia attraverso i quali i minatori si sono dovuti aprire un varco all’interno della montagna. Dall’estate del 2012, all’ingresso del Museo svizzero dei trasporti è esposta anche la gigantesca testa della fresa «Sissi» (vedi anche Cooperazione n. 40 del 29 settembre 2015). D’ora in avanti, proprio dietro la fresa, i visitatori potranno ammirare un gigantesco dipinto parietale che ritrae la vista attraverso il tunnel ultimato: una prospettiva davvero mozzafiato.

Il monolite in granito
Un altro must dell’esposizione è il monolite in granito «San Gottardo», fornito dalla Ongaro Graniti Sa di Cresciano: 25 tonnellate che riproducono la topografia della regione del Gottardo. Presentato al padiglione svizzero all’Expo di Milano 2015, il modello è un prestito dei cantoni Grigioni, Uri, Ticino e Vallese. Proprio di fronte al monolite sono esposti alcuni dei mezzi di trasporto che, nel corso di tre generazioni, hanno prestato servizio lungo l’asse Nord-Sud. Qualche esempio: la diligenza del San Gottardo, la più antica e ancora funzionante locomotiva a vapore «Genf» del 1858 e la mitica FFS 6/8II del 1920, la locomotiva che, per il lungo avancorpo che ricordava il muso dei coccodrilli,  venne così soprannominata. Fotografie e filmati raccontano la storia del cantiere del secolo e ne prefigurano le future evoluzioni.

Sfide profonde

È dal 1993 che lavoro, assieme ad altri 34 geologi, al tunnel di base. Agli inizi del cantiere, quando parlavamo dell’apertura della galleria, ci sembrava di fare fantascienza. E quest’anno ci siamo, è realtà! Nel 1996 si è iniziato il pozzo di Sedrun e io ero il responsabile del gruppo di geologi per questo comparto. Era la prima volta che scendevo 800 metri nella montagna… una bella sfida. Non avevo esperienza in questo campo. I metodi di calcolo e analisi con i quali operiamo sono moderni e questo ci permette di fare delle previsioni precise sul tipo di roccia. Ma prevedere le condizioni geologiche a 1.000 metri di profondità e per una lunghezza di 57 chilometri è semplicemente impossibile. Questo ci costringe ad analizzare in continuazione i dati e ad essere pronti a eventuali sorprese: infiltrazioni d’acqua, rocce instabili, eccetera. Anche se il lavoro in tutti questi anni mi ha provocato qualche capello grigio, è stato un periodo incredibilmente interessante e intenso, anche perché l’attività si svolgeva sulle 24 ore. E ora, dopo 23 anni ad Alptransit? Non ho la sensazione di vuoto: le esperienze acquisite le sto mettendo in pratica nella costruzione della seconda galleria dell’Albula. 


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Pubblicazione:
lunedì 21.03.2016, ore 00:00