L'incontro tra uno spermatozoo e un ovulo. 

Il bebè racconta: "I miei primi 1000 giorni di vita"

I primi mille giorni di vita di un feto, di un neonato sono fondamentali per il suo sviluppo futuro. Un bebè racconta cosa gli succede in questa fase della sua vita.

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L’esistenza di ognuno di noi comincia con un’unica cellula, meno di un granello di polvere, che si suddivide e si moltiplica. Molecole cominciano a ruotare, proteine si legano, prendono forma gli organi, gli arti, il sesso. Quaranta/quarantadue settimane dopo, seimila miliardi di cellule fluiscono nella morsa del parto, e noi strilliamo per dire al mondo ci sono anch’io. L’avventura del neonato, del bambino, dell’adolescente, dell’uomo inizia…. Ma cosa succede nel frattempo?
Mi annido nel tuo utero mamma, dove prendo forma. Questa fase fino al secondo mese di gravidanza è per me intensa. Prendono forma il cuore, le prime strutture cerebrali, il fegato, gli abbozzi dell’orecchio esterno, dell’esofago, dello stomaco, dei genitali, della tiroide. Intanto, il moto ondoso dei tuoi ormoni ti fa sobbalzare, tu cominci a porti mille domande. Instauriamo così una relazione ambivalente in cui io divento un feto, mentre tu ti chiedi: sono contenta, è il momento giusto, sono capace? Hai le nausee, il seno si ingrossa, ti isoli alla ricerca di un contatto con me. Non preoccuparti, io sono sulla buona strada, lasciati coccolare da mio padre e ascolta i consigli della levatrice. Lei ha più esperienza di te e ti accompagna in questo viaggio che si conclude  con la mia nascita. Verso la fine del primo trimestre mi trasformo in un feto, tu hai più fame, ma è inevitabile, la mia crescita dipende anche da ciò che mangi. Lo sai che i cibi crudi, gli insaccati ora non ci fanno bene, però puoi sbizzarirti in cucina, combinando tutti gli altri alimenti. Non salti la colazione, riduci le quantità di caffè, cerchi di fare un pranzo regolare, anche se lavori. Introduci gli spuntini tra un pasto e l’altro, uno spezza fame per me e per te. Così tu ingerisci più spesso il cibo, mentre io lo assorbo meglio, attraverso il cordone ombelicale. Per mero opportunismo, ti chiedo di non fumare, il fumo non fa bene a me, ma neanche a te. Chiederei lo stesso anche a papà, per evitare il fumo passivo. Anche l’alcool non è indicato, e prima di ingerire un farmaco ti consulti con il ginecologo. Mi raccomando, non rinunciare al magnesio, all’acido folico e quegli elementi indispensabili per la mia crescita….

La grande scalata
Forza, insieme possiamo scalare l’Everest. Ma sì, sto esagerando, però il movimento, la ginnastica, lunghe passeggiate sono un toccasana per entrambi. Soprattutto ora che la nostra relazione è una simbiosi perfetta. Tu mi percepisci, capisci cosa mi succede, ti accorgi se sto bene. Sai, è il mistero della vita che prende forma. Siamo così arrivati alla fine del quarto mese. Nel secondo trimestre della tua gravidanza scoprirai se sono un maschietto oppure una femminuccia. A questo punto comincerai a pensare al mio nome. Naturalmente, questa è una cosa che deciderai con papà. Fantasticate entrambi, date un significato al nome che vorrete darmi, ma per favore non mettetemi in imbarazzo, ché poi quando frequenterò il nido, la scuola dell’infanzia dovrò vedermela io…
A proposito, se durante il lavoro ti stanchi, hai diritto ad un meritato riposo. Nell’ultimo trimestre della gravidanza porti in grembo un feto, che da persona adulta contribuirà a sua volta al bene comune. Lo sai che in questa fase gli organi, gli arti, il nasino, gli occhi, la fronte sono formati; la palpebra superiore e inferiore dei miei occhi si sono separate, i padiglioni auricolari sono addossati alla testa, la mia pelle è meno grinzosa, il mio corpo assume una forma più rotondeggiante, per via dei depositi adiposi sottocutanei. Comincio ad avere un peso importante e mi preparo a nascere. Tu ti senti più affaticata, ma tieni duro, ho bisogno della tua collaborazione per nascere.

Venuto al mondo
Un parto fisiologico, che mi attiva per la vita extrauterina, è nella natura delle cose. Dal momento in cui sarò appoggiato sul tuo corpo, mi sentirò al sicuro, saprò di essere venuto al mondo, adatterò i miei polmoni al nuovo stato di cose, rafforzerò il mio sistema immunitario e imparerò a nutrirmi dal tuo seno. Ma ora lascia che senta il tuo calore corporeo. Sai, per me abbandonare la tua pancia è un evento traumatico. Ora sono nato e dobbiamo imparare a conoscerci, anche se ormai tu sei più brava di me a interpretare i miei bisogni. L’allattamento al seno è per me una primizia senza uguali. Nei miei primi mille giorni di vita il mio sviluppo fisico e cognitivo è maggiore che in tutta la vita ed è anche merito del tuo latte. L’80 per cento della materia bianca del mio cervello si forma nei primi tre anni di vita e il latte materno è una fonte di acidi grassi essenziali alla crescita del cervello e delle sue facoltà. Grazie all’allattamento rafforzo pure il mio sistema immunitario e sviluppo il mio apparato digerente, imparo a digerire e assorbire gli alimenti. Cara mamma, il tuo latte è la mia alimentazione da gourmet, equilibrata, ricca di proteine, di vitamine e tutte le sostanze che compongono il buon cibo. Sai, la mia alimentazione di oggi potrebbe evitarmi il sovrappeso domani. Addirittura l’epigenetica – una parola difficile – sostiene che se mi alimento correttamente da bebè, potrei ridurre il rischio di contrarre malattie nell’arco della mia vita. Ma torniamo a noi, cosa mi succede nei primi tre mesi di vita? Intanto impariamo a conoscerci, ciò mi porta a prestare attenzione a tutto quanto mi circonda. I miei bisogni sono l’alimentazione più volte al giorno, l’igiene e la cura del mio corpicino. Percepisco la sensazione del caldo e del freddo e cerco di comunicare tutto attraverso il pianto, che nella maggior parte dei casi vuol dire disagio. Due terzi del mio tempo lo trascorro dormendo. Evitate di svegliarmi, altrimenti sono guai. Dormire per me è essenziale, ma non perdetemi di vista. Mamma, il tuo sesto senso è infallibile.

Sorrisi per tutti, ma...
Con il sorriso dell’angelo comincio ad essere più recettivo, all’inizio sorrido a tutti i volti che vogliono conoscermi, poi restringo il campo a quelli che mi danno più fiducia, qui ci sei pure tu papà, fino a concedermi solo alla mia cerchia di amicizie. Cari genitori, sto mettendo le basi per la mia relazione sociale e attraverso il sorriso decido chi mi sta simpatico e chi invece no. Insomma, imparo a vivere nel mondo reale, dove mi guida pure la voce e l’odore di mia madre. A livello cerebrale funzionano soltanto i riflessi primitivi, come il pianto. Vedi, il mio cervello è di circa mezzo chilo e si compone perlopiù di materia grigia, ma la sostanza bianca, che riguarda tutte le connessioni cerebrali comincia il suo lungo cammino. Così immagazzino immagini che mi permetteranno poi di riconoscere le persone e le cose con cui mi confronto.  Dal punto di vista motorio mi giro dalla pancia alla schiena e viceversa, sgambetto, alleno la presa, e i miei vocalizzi ti inorgogliscono. 
Dai sei mesi in poi mi diverto a gattonare e ad assumere la posizione dell’orso e la mia lallazione comincia a progredire. Mi sento un hip hopper, un rapper, un rasta…. In questa fase i miei sensi si affinano, la vista, l’udito e l’olfatto mi aiutano a riconoscere i miei genitori. Con il tatto scopro le forme, con il gusto scopro i cibi solidi. Il latte del tuo seno, mamma, mi piace di più di quello di complemento, ma, ahimè, non mi basta più. Ed eccoci alle pappine a base di riso, di miglio, di mais per i carboidrati, le  proteine, le sostanze minerali, le fibre. Pian piano si aggiungono le composte a base di frutta come la banana schiacciata, la mela grattugiata senza buccia, poi comincio ad assaggiare le carote, il finocchio, le zucchine. Cavoli e verze portano gonfiore, meglio starne lontani per ora. Le proteine e il ferro nella carne di vitello, di pollo, di manzo, come pure un tuorlo a settimana favoriranno la mia crescita.
Dopo la pappa, mi concentro sulla categorizzazione dei sentimenti positivi e negativi. Se piango e papà o mamma mi consolano, aumenta la mia sensazione di benessere e si riduce quella di malessere, questo vuol dire che imparo ad associare i momenti positivi ad una sensazione di benessere, quelli negativi al disagio. Il tempo scorre e sto per compiere un anno. Momento topico, perché spegnerò la mia prima candelina. Lo sai, mamma che dal 18° mese in poi comincio a riconoscere sentimenti come la paura, la rabbia, la tristezza e la gioia. Ad influenzare questo mio nuovo stadio è anche il contesto sociale in cui vivo. Comincia una fase importante per me, con la mimica facciale faccio intendere se qualcosa o qualcuno mi fa paura. 
Prima dei due anni la postura, le espressioni del viso sono indicatori importanti. Poi comincio a sviluppare il linguaggio. Questa è anche la fase dell’«IO». Il gioco funzionale, come imitare una telefonata e il gioco rappresentativo, come spingere una macchinina, oppure fare rumore con gli oggetti o preparare il caffè mi aiutano a collocarmi in un contesto sociale e a percepire la mia dimensione di individuo. Il senso di colpa per una bricconata, la vergogna, l’orgoglio ferito, l’imbarazzo cominciano a prendere piede. Naturalmente dai due anni, a dipendenza delle situazioni, se mi proibisci qualcosa, potrei reagire con rabbia, ciò porta a una doppia interpretazione: da un lato interiorizzo che ci sono delle regole di cui devo tener conto, dall’altro scopro di avere una volontà, con la quale plasmo il mio «IO». Insomma, sono una personcina che si guarda allo specchio e comincia ad esprimere gusti e preferenze.

Imparo a mangiare da solo
Ora faccio caso a pronunciare bene, anche se la forma è in prima persona. In questa fase, anche lo sviluppo fisico e cognitivo vanno a palla, ma anche la mia capacità relazionale galoppa. Imparo a mangiare e bere da solo, ma preferisco arrangiarmi con le mani. Se proprio ci tieni, comincio ad esercitarmi anche con le posate, ma non umiliarmi se mi cade un boccone…. Ho bisogno di tempo. Svestirmi e poi vestirmi è un passatempo impegnativo, ma divertente, se mi assecondi quando esprimo il mio diappunto per un maglioncino giallo, piuttosto che azzurro. Il pannolino comincia a rimanere asciutto durante la notte, ma comporre la farfalla – lo so mamma che le stringhe allacciate hanno la forma di un nastro, ma l’immagine della farfalla mi piace di più –  con le stringhe delle mie scarpette è un gran casino. Per favore aiutami, finché mi alzerò con il piede giusto e ne rideremo insieme. Intorno ai due anni imparo anche ad addentare e masticare il cibo solido. A giorni alterni apprezzo anche qualche delizioso bocconcino di carne, di pesce oppure le uova sode o in camicia. E non voglio rinunciare ai 2-4 dl e più di latte, allo yogurt, al quark, come pure alle carote, al pane, ad una barretta di cereali, ma per favore, a beneficio dei miei dentini, resisti quando pianto una grana per un dolcetto, che deve rimanere un’eccezione. Visto mamma, ce l’abbiamo fatta. Ora vorrei averti a tempo pieno per almeno altri due anni, ma se proprio non puoi farlo, so che il nido è un luogo perfetto per imparare a socializzare oltre la mia piccola, grande comunità.

 

1°sett - 3°mese di gravidanza
Accettazione ambivalenza
Sana, variata equilibrata alimentazione
Annidamento dell’embrione
Organi in via di sviluppo
Cambiamento ormonale, nausea, vomito 
Controlli regolari dal ginecologo 
Contatto con la levatrice

3°- 6° mese di gravidanza
Simbiosi madre-feto
Sana, variata, equilibrata alimentazione
Attività di movimento, ginnastica dolce, passeggiate…
Il sesso del feto è riconoscibile
Organi interni, arti superiori e inferiori continuano a formarsi
Il ritmo cardiaco del bebè si stabilizza
Riflesso della marcia già presente
Si pensa al nome del bebè
Si comunica la gravidanza alle persone più prossime
Si comunica la gravidanza al datore di lavoro, ed eventualmente si concorda come proseguire con l’attività professionale al rientro
Controlli regolari dal ginecologo

6°- 9° mese di gravidanza
● Sana, variata, equilibrata alimentazione
● Attività di movimento nei limiti del possibile
● Il feto completa il suo percorso di embriogenesi
● La madre sente i movimenti del suo bambino e percepisce anche il suo stato di benessere
● Il seno della madre produce colostro che alla nascita del bambino diventa latte con la montata lattea
● Controlli di routine dal ginecologo 
● Il feto si prepara ad un parto fisiologico

Nascita – 3° mesi di vita del bebè
● Congedo maternità
● Il corpo della madre rassicura il neonato, che ha vissuto nel liquido amniotico
● I polmoni del neonato si adattano alla nuova situazione
● Il neonato cerca il seno e si attacca per l’allattamento
● Incontro con il pediatra per i controlli di routine del bebè
● Il neonato afferra un cerchio, porta le manine alla bocca, controlla il capo 
● Il neonato dorme per i 2/3 della giornata
● Il lattante verso i due mesi cerca il volto dei genitori, ricambia i sorrisi
● Il lattante verso i 3 mesi inizia a produrre suoni

3° - 6° mese di vita
● Latte materno
Il lattante si rivolge verso la voce
Il lattante reagisce con gioia se si gioca
Il lattante porta gli oggetti alla bocca
Il lattante si gira sulla pancia
Il lattante distingue il giorno dalla notte
Il lattante produce suoni
●  Controllo di routine dal pediatra

6° mese - 1 anno
● Svezzamento e introduzione di cibi solidi
● Cibi solidi sotto forma di pappina
● Il lattante assume la posizione dell’orso
● Gioco funzionale e gioco rappresentativo
● Lallazione
● I genitori riconoscono il sentimento di paura, di rabbia, di tristezza, di gioia del proprio bebè
● La socializzazione acquisisce importanza

1 – 1,5 anni
● Alimentazione normale, uso delle posate
● Gioco dell’imitazione, lavori domestici, tazzina di caffè, guidare una macchina
● Il bambino riconosce la funzione di un oggetto
● Il bambino cammina
● Il bambino conosce una decina di parole
● Il bambino si riconosce allo specchio e scopre l’«IO» (dal 18° mese ca. di vita del bambino)
● Lo sviluppo del linguaggio permette al bambino di esprimere benessere oppure disagio

2 – 3 anni
● Alimentazione normale
● Il bambino impara  a mostrare emozioni complesse come timidezza, orgoglio, vergogna, colpa, imbarazzo
● Il bambino reagisce ai divieti
● Il bambino interiorizza le regole
● Il bambino impara a controllare le sue emozioni
● Il bambino scopre la propria volontà, il desiderio di affermarla e può reagire con rabbia a un divieto 


 

 

 

 

Abbiamo realizzato questo  servizio con l’aiuto di:

  • Anna Fossati, levatrice indipendente e  resp. della Casa maternità e nascita lediecilune a Lugano.

  • Gian Paolo Ramelli, pediatra e primario di pedagogia presso l’ospedale San Giovanni a Bellinzona, e docente di cattedra presso le facoltà di medicina a Basilea e Berna.

  • Miriam Beisert, psicologa con specializzazione in psicologia evolutiva dell¹infanzia e ricercatrice alla facoltà di psicologia dello sviluppo di Zurigo.

  • Rapporto su «La nutrizione nei primi mille giorni di vita — dalla fase prenatale al 3° anno di vita», pubblicato nel 2015 dalla commissione federale per l’alimentazione (COFA).

Testo: Carmela Maccia 
Foto: GettyImages, Alamy, Colourbox, Keystone

Pubblicazione:
lunedì 18.01.2016, ore 00:00