Elio e Le Storie Tese:
umorismo e follia

Li abbiamo visti all’ultimo Sanremo, dove hanno presentato Vincere l’odio, una «non-canzone» formata da una serie di ritornelli uniti fra loro.

Un esercizio virtuosistico alla Elio e Le Storie Tese: divertente e spettacolare, ma un poʼ fine a se stesso. Nel nuovo album, Figgatta de Blanc (Hukapan), che nel titolo richiama un classico dei Police, c’è di più e dell’altro. Una lunga serie di brani d’eclettico stile, con prevalenza di atmosfere «black» anni Settanta, dove il gruppo milanese racconta a più voci il nostro mondo fra umorismo e lucida follia. Nel calderone finisce di tutto: dal sesso anale al bullismo, dall’abuso di termini anglofoni allo stress da traffico. Meno sboccati e più maturi, gli Elii si confermano musicisti sopraffini, capaci di spaziare dal progressive all’afro fino a Beethoven. Divertono Il rock della tangenziale, con J-Ax, e il momento ballabile di China Disco Bar. Mentre è toccante Bomba intelligente, dove si riascolta il canto di Francesco Di Giacomo, compianto leader del Banco.

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