L'ordinazione le verrà conferita nella chiesa evangelica riformata di Lugano dal vescovo della Chiesa cattolica cristiana in Svizzera Harald Rein (Foto: Sandro Mahler)

Elisabetta Tisi, la donna prete

Il prossimo 1° ottobre per la prima volta in Ticino una donna verrà ordinata sacerdote della comunità cattolica cristiana ticinese. – GINO DRIUSSI

La Chiesa cattolica cristiana (nota come vetero-cattolica in altri Paesi) è una Chiesa cattolica indipendente da Roma, sorta in Svizzera nel 1875 ad opera di cattolici liberali che si erano opposti ai dogmi del Concilio Vaticano I sull’infallibilità e la giurisdizione universale del papa. Nel 1999 il suo Sinodo ha dato il via libera all’ordinazione delle donne al presbiterato e da allora in Svizzera sono già state ordinate otto donne prete.

Ma vediamo di conoscere meglio Elisabetta Tisi. «Sono nata in un paesino in provincia di Modena, e come la maggior parte degli italiani sono stata battezzata nella Chiesa cattolica romana. A 14 anni ero organista nella mia parrocchia e gestivo il gruppo di adolescenti. L’incontro con la teologia è avvenuto per caso (anche se il caso non esiste): volevo studiare filosofia ma l’Università era a Bologna e i miei genitori non potevano permettersi questa spesa. Ho cominciato a lavorare e a studiare da educatrice professionale, mentre alla sera frequentavo i corsi di teologia che l’Istituto superiore di Modena forniva per poter continuare in un qualche modo filosofia e così mi sono appassionata alla teologia. Nel contempo ho lavorato per 10 anni in una comunità per tossicodipendenti di Modena». Ma come si è avvicinata alla Chiesa vetero-cattolica? «Ho sentito parlare per la prima volta di questa Chiesa proprio all’Istituto di Modena e vi ho aderito nel 2002, quando abitavo a Milano, dove esisteva una parrocchia. Questa Chiesa mi ha attirato perché non giudica chi è degno di partecipare alla mensa e chi no (infatti è Cristo che invita alla sua mensa). È cattolica, inclusiva e sinodale, cioè si decide e si cammina insieme, uomini e donne, sposati o divorziati, nella libertà di essere se stessi e di amare nella verità».

L’ordinazione diaconale
Il passo successivo è stata l’ordinazione al diaconato, nel 2006. «Me lo aveva chiesto l’allora parroco di Milano, Petr Zivny, per aiutarlo, e siccome avevo studiato per quattro anni magistero in teologia accettai. Lui lavorava come psicologo durante la settimana e la domenica celebrava la messa per la comunità. Almeno una volta al mese come diacona lo sostituivo con la liturgia della parola per potergli permettere di stare con la sua famiglia. A Milano ho lavorato nove anni alla direzione del reparto web di uno studio grafico, poi il richiamo del lavoro sociale si è fatto risentire e ho scelto di operare in una scuola professionale per ragazzi con disagio e disabilità e ho insegnato etica in un altro istituto professionale del capoluogo lombardo».



Un’attività intensa, dunque, quella di Elisabetta Tisi, tanto più che il suo interesse per la teologia l’ha portata a Lugano. «Leggendo una rivista che parlava di teologia delle religioni, mi sono resa conto che non mi ero interrogata sufficientemente a fondo sulla figura di Gesù Cristo rispetto alle altre religioni. Cercai in rete e alla Facoltà di Lugano seguii un master di storia, filosofia e teologia delle religioni e completai gli studi teologici, conseguendo la licenza biblica». E fu proprio in quegli anni che entrò in contatto con la comunità cattolica cristiana ticinese. «Sì, e quando Marlies Dellagiacoma, che era prete della comunità, andò in pensione nel 2013, propose il mio nome per sostituirla e così ne diventai la guida spirituale. E dopo un po’ sia dalla comunità sia dalla Chiesa (cioè dal vescovo e dal Consiglio sinodale) giunse un caldo invito a pensare di diventare prete, ciò che in precedenza non mi era mai passato per la testa, in quanto il ruolo di diacona mi era sempre piaciuto. Dopo aver riflettuto e pregato, ho maturato questa decisione e per accedere al presbiterato  ho dovuto studiare per altri due anni al dipartimento di teologia cattolica cristiana dell’Università di Berna per conseguire il master in teologia e storia vetero-cattolica.

«E così ora sono pronta per l’ordinazione presbiterale del 1°ottobre».
Elisabetta Tisi rappresenta la sua Chiesa nell’ufficio presidenziale della Comunità di lavoro delle Chiese cristiane nel Canton Ticino.  Quindi significa che l’ecumenismo è importante per lei? «Certo, perché per me è l’unico modo di vivere la fede cristiana. Con il battesimo siamo tutti uniti in Cristo. Come possiamo vivere separati allora? Come posso rifiutare la comunione a chi è già parte di Cristo? Non voglio andare sul teologico, ma nel Vangelo è detto chiaro: lascia stare la tua offerta per Dio e vai prima e riconciliarti con il fratello. Forse, quando i nostri cuori saranno uno, il nostro celebrare sarà credibile e dirà qualcosa anche per la vita attuale». Ed è con questi propositi che lasciamo Elisabetta Tisi prepararsi per il grande giorno in cui, da prete, potrà celebrare l’eucarestia.

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