Elvezia felice

Il nostro sondaggio rappresentativo rivela una popolazione felice, attenta allo sviluppo sostenibile, che ama cucinare e si considera in forma. L’immigrazione, però, si impone come una grande sfida.

A pochi giorni dalla festa nazionale, abbiamo voluto sapere come si sentono oggi gli svizzeri, quali sono le loro preoccupazioni, le loro gioie e le loro abitudini di vita. La constatazione principale balza subito agli occhi: la Svizzera è un paese della cuccagna dove si vive bene. I suoi abitanti sono felici. Semplicemente felici della loro vita quotidiana. Felici di abitare in un paese pulito, sicuro, in cui tutto funziona. Unico neo: la mentalità svizzera potrebbe essere più aperta. Per quanto riguarda la salute, l’Homo helveticus si considera in forma e pratica regolarmente sport. Non prende l’alimentazione alla leggera e vi dedica tempo. Giudicate voi: circa l’80% degli svizzeri cucina a casa propria più volte la settimana. Per il 70% degli intervistati, la provenienza dei prodotti, il biologico e lo sviluppo sostenibile rivestono un ruolo importante o fondamentale ai fini degli acquisti.

E che dire dei contatti tra le regioni linguistiche? I risultati non rivelano un’immagine di regioni che vivono a compartimenti stagni. Oltre il 40% degli svizzeri si reca tra le due e le undici volte l’anno in un’altra regione linguistica del paese. I ticinesi, poi, si rivelano campioni di multilinguismo. La minoranza di lingua italiana, mobile e maggiormente in contatto con il resto del paese, parla correttamente il tedesco e ancor meglio il francese (vedi grafico a pag. 16). Quattro svizzero-tedeschi su dieci e ben un terzo dei romandi affermano di avere una buona o un’ottima conoscenza della lingua del vicino. Finalmente un risultato abbastanza rassicurante, a fronte della pressione dell’inglese. Ma si avverte l’esigenza di restare in guardia. E le preoccupazioni? Quali sono i settori in cui gli svizzeri intravedono le maggiori sfide per il loro paese? In tutte le regioni l’immigrazione si piazza in testa, seguita dagli accordi bilaterali e dai rapporti con l’Unione Europea. In Ticino, la paura della disoccupazione preoccupa il 23% degli intervistati; un risultato nettamente superiore al resto del paese.


In Svizzera si vive bene secondo l’89% degli intervistati. Un risultato che fa apparire il nostro Paese come un vero e proprio paradiso. Il piacere di abitare in Svizzera aumenta con l’età.
Gli svizzero-tedeschi (55,7%), che si considerano molto felici di abitare qui, sono più numerosi dei romandi (36,3%). Inoltre,si è più felici fuori dagli agglomerati urbani che in città.



Felice come uno svizzero!
Gli elvetici sono pressoché unanimi nel dichiararsi molto felici o abbastanza felici.
A tale riguardo, gli svizzero-tedeschi (58,8%) che si considerano molto felici sono più numerosi dei romandi (43,8%) e dei ticinesi (31,7%). I lavoratori autonomi lo sono di più rispetto ai lavoratori dipendenti. Quanto al denaro, non fa la felicità ma vi contribuisce. È più facile dichiararsi felici con un reddito mensile di 6000 franchi o superiore.




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Sicura e ordinata
Se in Svizzera si vive volentieri, è soprattutto merito della sicurezza e della pulizia che offre il Paese.



La Svizzera è interessante ma potrebbe essere ancora più moderna e, soprattutto, più aperta. Per quanto riguarda la sicurezza, i romandi (25,1%) e i ticinesi (33,9%) sono nettamente meno numerosi degli svizzero-tedeschi (41%) nel ritenere il paese molto sicuro.



Inoltre, si avverte maggiore sicurezza in campagna che in città e negli agglomerati urbani. Sorprendentemente, la percentuale di donne che giudica la Svizzera molto sicura è superiore a quella degli uomini.





Il tedesco (lo svizzero-tedesco) conferma di gran lunga il proprio status di lingua più parlata in Svizzera. Le percentuali delle altre lingue nazionali restano stabili. Da notare che il tedesco è la lingua madre di circa il 10% degli abitanti del Ticino e del 4% degli abitanti della Svizzera romanda. Viceversa, meno del 3% della popolazione che risiede nella Svizzera germanofona indica il francese come lingua nazionale. Il 4% della popolazione romanda è di lingua madre italiana.

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I ticinesi sono i campioni di multilinguismo. Circa la metà dei ticinesi (46%) parla in modo corretto o fluente il tedesco e la stragrande maggioranza (78%) il francese! Gli svizzero-tedeschi che ritengono di avere buone o ottime conoscenze del francese sono il 41%, contro il 35% dei romandi per il tedesco.




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Contatti regolari Oltre il 40% degli svizzeri si reca per motivi professionali o privati da 2 a 11 volte l’anno in un’altra regione linguistica. In generale si può dire che il contatto tra le differenti regioni linguistiche è regolare.


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La questione degli stranieri è il tema che preoccupa tutti gli svizzeri, indipendentemente dalla regione linguistica. Questo sentimento è molto presente tra i giovani dai 16 ai 29 anni, tra gli ultrasessantenni e tra le persone con un salario mensile inferiore ai 6000 franchi. Inoltre, il 23% dei ticinesi che hanno partecipato al sondaggio vedono nella disoccupazione un enorme problema. Un tema, quest’ultimo, che tocca solo il 2,4% degli svizzero-tedeschi e il 3,7% dei romandi. Il rimanente 23% delle risposte riguarda temi diversi come l’ambiente, l’energia, la mobilità e la salute.


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Gli svizzeri danno particolare attenzione ai prodotti biologici, regionali e solidali.
Sostenibilità ambientale e sociale non è una frase vuota per la maggior parte degli svizzeri. Il 43% degli intervistati indica di essere attento ai prodotti biologici, provenienti da commercio equo-solidale e a chilometro zero. Anzi, per una persona su quattro (27%) questi criteri sono fondamentali. Il cliente «tipo» del biologico è donna, tra i 30 e i 44 anni, ha famiglia, vive in città con tre o più persone e ha un’istruzione superiore. È interessante notare, tuttavia, che i consumatori più fedeli al bio non si trovano tra coloro con salari mensili alti (oltre i 9001 franchi), bensì tra i salari medi (tra i 6000 e 9000 franchi). Inoltre, più di due terzi con redditi più bassi sono clienti abbastanza fedeli del bio.



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Il pranzo risulta essere il pasto più importante, anche se è interessante osservare le differenze che esistono tra le regioni linguistiche, tra uomo e donna e tra età diverse. In generale sono gli uomini e chi tende ad avere un salario più alto a favorire la cena. Mentre la colazione è più apprezzata dai romandi e poco in Ticino. L’un percento degli interrogati non ha saputo dare delle preferenza riguardo ai differenti pasti.


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In forma, o quasi! Lo svizzero non si accontenta «solo» di essere felice, due terzi dichiarano anche di essere in forma fisica e mentale. Anzi, il 24% dichiara di essere molto in forma. Chiaramente, sono soprattutto i giovani tra i 15 e 29 anni a sentirsi fisicamente al top. Comunque, alla domanda «Se dovesse descrivere la sua forma fisica in linea del tutto generale, lei direbbe di sentirsi…?» anche il 67% dei «senior» interrogati dichiara di sentirsi in salute. Un dato rassicurante.


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Gli svizzeri ai fornelli!  Oltre un quarto degli elvetici cucina almeno una volta al giorno e quasi otto persone su dieci si mettono ai fornelli più volte a settimana. Sono soprattutto le donne e le casalinghe (69.4% contro il 27.6% degli uomini) a preparare i pasti e persone con un salario inferiore ai 6000 franchi. Tra i giovani tra i 15 e 29 anni, comunque, il 20% cucina ogni giorno e oltre un terzo lo fa più volte a settimana.


Testo: Thierry Délèze
Fonte:
Sondaggio rappresentativo LINK/1204 intervista;
Grafici
: Jakob Kadrmas; Foto: Heiner H. Schmitt

Pubblicazione:
lunedì 20.07.2015, ore 00:00