«Mezzogiorno sulle Alpi» (1891), di Giovanni Segantini, è esposto al Segantini Museum di St. Moritz.

Estate grigionese

 In «Mezzogiorno sulle Alpi» (1891), il pittore Giovanni Segantini esalta la vita agreste, il paesaggio alpino immacolato e, soprattutto, lo straordinario bagliore della luce estiva dell’Engadina. — BENEDETTA GIORGI POMPILIO

Ci separa oltre un secolo dalla tela Mezzogiorno sulle Alpi: era infatti il 1891 quando Giovanni Segantini dipinse questo paesaggio immerso nella luce tersa ed intensa delle Alpi grigionesi, su cui si staglia monumentale una figura di donna – Baba, la modella prediletta – che tiene lo sguardo fisso davanti a sé su un punto lontano nel tempo e nello spazio.

Segantini, all’epoca, aveva già eletto le montagne svizzere a patria d’adozione, affascinato dalla potenza della loro natura. Nonostante il tempo trascorso, oggi, facendo un’escursione in alta montagna, si può contemplare la bellezza del medesimo paesaggio, percependone la medesima potenza che tanto aveva ammirato il pittore.

Per rendere appieno lo splendore che respirava nel suo atelier montano «en plein air», Segantini aveva adottato una tecnica che lo vedeva procedere per infiniti tocchi di colore puro, accostati l’uno all’altro, ma mai mischiati. È la tecnica del divisionismo, basata sulla scomposizione dei colori, di cui questo quadro, conservato al Segantini Museum di St. Moritz, è considerato uno dei più elevati esempi.

È così che l’artista, attraverso il suo lavoro pittorico, continua tutt’ora a trasmettere il senso di pace, di silenzio, di serenità e al tempo stesso la forza indomita della natura.

In Mezzogiorno sulle Alpi Segantini aveva proseguito il cammino intrapreso con le sue prime opere, quelle eseguite quand’era ancora in Brianza. Subito dopo gli studi in Accademia a Milano, aveva infatti iniziato a rappresentare il lavoro quotidiano dei contadini e dei pastori. Una volta spostatosi con la famiglia nei Grigioni, prima a Savognin e poi a Maloja, aveva trasferito questi temi nei pesaggi montani, sottolineandone quell’aria cristallina e pura che continuiamo a respirare oltre un secolo dopo. È in questa immutabilità che sta il fascino che la montagna da sempre esercita su chi la frequenta e ne apprezza –come già faceva Segantini – lo straordinario bagliore nelle assolate giornate estive.

Giovanni Segantini

Nato nel 1858 ad Arco (Trentino), visse a Milano, dove, uscito dal riformatorio, frequentò l’Accademia di Brera. Si trasferì poi in Brianza e infine nei Grigioni, dove morì nel 1899 a 31 anni. Il suo tratto pittorico fu caratterizzato da una singolare autonomia. Egli fece propria la tecnica divisionista e l’attitudine simbolista.