Etan Genini è preso dalla musica, dalla scrittura e da mille altri progetti.

Incontro con Etan Genini

Appassionato di musica, inizia a suonare, poi passa alla produzione, promovendo giovani talenti. E ora sta pensando di dedicarsi alla scrittura.

Ricordo il primo incontro con Etan Genini… Stava promuovendo Peter King, un amico musicista, e ci trovavamo in una piazza di Lugano. Mi colpirono la l’energia vibrante e l’entusiasmo contagioso con cui parlava di artisti e musica. Avevo l’impressione che affrontasse tutto nella vita con quella carica. Lo incontro nuovamente in un pomeriggio a Lugano e voglio sapere di più sul suo pallino per la musica… «Tutto è iniziato quando, da bambino, trovai in casa una chitarra che divenne, in modo del tutto spontaneo, il mio gioco preferito» racconta. La musica è entrata nella sua vita così, come la cosa più naturale al mondo. Anni più tardi, quando prende le prime lezioni di chitarra, realizza che le sue mani conoscono già gran parte degli accordi. «A 12 anni ho scoperto i Red Hot Chili Peppers, rappresentavano quell’anima del rock che stavo cercando – dice con un sorriso – ero un bimbo e tendevo a confondere volume con forza e armonia con combinazione di accordi che stanno bene assieme: invece, grazie al rock, ho capito che la vera armonia sta nel fare convivere l’inaspettato con il necessario, creando un ambiente sonoro unico e inequivocabile»

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Sono un autodidatta. Ho imparato tutto lanciandomi »

Dal palco a dietro le quinte
Il tempo dedicato a suonare nel corso dell’adolescenza aumenta. Etan inizia a suonare con diversi gruppi e si iscrive ad una scuola di Milano con l’idea di continuare questo percorso fino a che… «Verso il 19 anni, ho realizzato che intorno a me c’erano talenti mostruosi e che a me, forse ancora più che suonare, piaceva l’emozione di scovarli questi talenti». Da lì, grazie anche all’incontro con un personaggio storico dell’industria musicale italiana, Etan cambia direzione. A 23 anni, smette di suonare sul palco per passare alla produzione. «La vita mi ha fatto incontrare Mara Maionchi, una sfegatata per il talento musicale tanto quanto me – dice – forse riconoscendo questa affinità mi ha preso sotto la sua ala insegnandomi il mestiere». Tempo dopo, Etan fa un altro incontro tanto insolito quanto provvidenziale. «Ad un funerale di una lontana parente scopro che una delle donne presenti ha sentito parlare di me da Mara Maionchi – ricorda Etan – guarda caso la signora è anche la zia di Eric Nicoli, all’epoca CEO uscente della Emi in Inghilterra, e ci vuole far incontrare: in poco tempo mi ritrovo nel suo ufficio londinese». Un passo alla volta, Etan si avvicina a questo mondo e si forma sul terreno come promotore di musicisti. «Il mio percorso è insolito, sono un autodidatta ed ho imparato tutto buttandomi, spesso senza paracadute, nel mondo», racconta. La sua forza motrice è sempre stata la passione. Questa, unita alla capacità di uscire dalla comfort zone gli ha permesso di crescere continuamente. «Sicuramente una mia caratteristica è anche la curiosità, sono sempre stato profondamente interessato a conoscere le persone e le storie che le hanno portate a diventare chi sono».

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Per qualche anno Etan si è dedicato alla promozione di artisti ticinesi e svizzeri per poi spostarsi verso altri progetti «la Svizzera è un mercato piccolo e ancora poco considerato e, purtroppo, è molto difficile far sfondare artisti locali». Ha lavorato parecchio in ambito musicale anche all’estero, tra Milano e Londra e negli ultimi anni è stato invitato dall’Università Bocconi a condividere la sua esperienza con gli studenti di Economia e management per arte, cultura e comunicazione. «Una cosa che mi piace moltissimo fare perchè mi mette in contatto con i giovani e parlando con loro percepisco cosa capita nel mondo, quali sono le tendenze emergenti, i desideri e i sogni delle nuove generazioni».

Nel frattempo, dalla sua indole iperattiva, sono nati diversi progetti imprenditoriali. Da un anno, assieme a 5 altri ticinesi, ha lanciato l’App  «City Juice» che mira a connettere le persone agli eventi ed alle offerte delle città. Il team di lavoro appare come un gruppo di amici affiatato e informale come piace ad Etan. «Per me i rapporti umani sono alla base di tutto, se non sento un buon feeling con una persona cambio strada». Oggi fanno parte del network di City Juice, oltre al Ticino tramite TiSale, Milano, Torino, Verona anche Ibiza, Miami e Las Vegas. «Il nostro desiderio è quello di offrire il succo, il meglio che ogni città ha da offrire a chi la abita e a chi la visita – spiega Etan – il progetto ha richiesto un grande rischio, ma sta iniziando a dare i suoi frutti». Tra un aneddoto e una riflessione Etan mi racconta che è appena tornato da Miami e che, tra pochi giorni, dovrà ripartire per Ibiza… La sua espressione si fa seria, infatti mi dice che inizia no a mancargli la quotidianità, le giornate tranquille da condividere con gli amici, la famiglia, una compagna. «In momenti come questo, in cui mi fermo per un attimo e osservo la mia vita, mi dico che il meglio deve ancora venire… Vedo la mia felicità prendere la forma di tanta musica, un po’ di scrittura e poi una famiglia, dei bambini».



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TESTO: Keri Gonzato

FOTO: Sandro Mahler

Pubblicazione:
lunedì 27.04.2015, ore 00:00


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