Lionel e Angela Gaille sono soddisfatti dei loro nuovi ruoli. Come pure i loro figli Adrien, William e Diane (da sinistra).

Papà casalingo

In alcune famiglie, i ruoli tradizionali sono stati sconvolti. Un esempio ci viene dalla famiglia Gaille, genitori con tre figli.   SYLVAIN BOLT

Quando, due anni fa, ad Angela (42 anni) si è presentata l’occasione lavorativa di trasferirsi a Basilea, la consulente del ramo ipoteche e a suo marito Lionel (42 anni) hanno deciso di «partire all’avventura» con i loro tre figli Adrien (12 anni), Diane (8 anni) e William (4 anni). Eppure la coppia, sposata da 5 anni, abitava in una bella casa a La Sarraz (VD). Ricorda Lionel: «Era troppo grande e aveva bisogno di una mole di lavoro enorme. E nei weekend eravano completamente sfasati, perché Angela voleva godersi la casa mentre io non sognavo che una cosa: prendere e partire». Nella famiglia Gaille, Lionel ha appeso al chiodo la sua tuta da lavoro come costruttore metallico per quella di padre casalingo alla nascita del loro primo figlio. Ragioni economiche ma anche condizioni di lavoro meno favorevoli rispetto a quelle di sua moglie hanno motivato questa scelta avvenuta «abbastanza naturalmente, visto che abbiamo la stessa età e la stessa inesperienza coni bambini», aggiunge Angela.

Cliché sociali
All’inizio, la scelta della famiglia valdese sorprese i conoscenti. «Ad essere scettiche erano soprattutto le donne, perché secondo loro i bambini hanno bisogno della mamma», precisa Angela. «Ma ciò che conta, alla fine, è l’amore. E la presenza dell’uno o dell’altro genitore non fa differenza». Se il tempo ha permesso ai loro cari di comprendere che il modello adottato funzionava, Lionel deve ancora far fronte ad alcune reazioni sociali e ai cliché che persistono. «C’è gelosia, alcune persone che lo trovano bizzarro e a volte mi guardano di traverso», confida il papà casalingo. Lionel si occupa delle faccende di casa, della spesa, ma anche di acquistare i vestiti. «Non ho la più pallida idea delle taglie. Quando un paio di pantaloni è troppo piccolo
e va sostituito, è Lionel a occuparsene», racconta Angela. Lionel sfida le statistiche, perché a mandare avanti la famiglia sono per la grande maggioranza le donne (vedere l’infografico qui sotto). Durante la settimana, ad esempio quando esce insieme ai bambini per comprare loro dei vestiti, il casalingo s’imbatte spesso in reazioni femminili benevole.

Una suddivisione soddisfacente
«Per me, la suddivisione dei compiti è buona», prosegue il padre. «Io ho più abilità manuali e Angela si occupa delle scartoffie. Dopotutto, è una bancaria…». Per sua moglie questa suddivisione è altrettanto soddisfacente, «anche se ci sono cose che faccio io e che lui non può fare…». E suo marito la interrompe: «Potrei, ma non ne ho voglia». Fra le difficoltà incontrate, il casalingo ricorda in particolare «quegli imprevisti quotidiani», come il caos nelle camere solo qualche minuto dopo aver finito di riodinare o la difficoltà di andar via dal parco dopo averci passato tutto il pomeriggio. Ma anche verso le 18, quando avviene tutto contemporaneamente: i bambini rientrano da scuola, c’è da preparare la cena e Angela ritorna dal lavoro. «E poi il weekend, due mondi completamente diversi che s’incrociano. Bisogna riorganizzarsi, perché in settimana si fanno attività senza Angela quando i bambini sono liberi. Il sabato è un giorno di transizione non sempre facile, ma la domenica è già tutto più naturale». La mattina e la sera, è Angela a svegliare e mettere a letto i bambini. Si concede la sua pausa fra il lavoro e il rientro a casa, perché sarà molto richiesta dai bambini al suo ritorno, ma può contare sul marito che nel frattempo fa da mangiare. Il peso mentale, il fatto che sia la «donna a pensare alla famiglia» sembrerebbe non valere, almeno nella famiglia Gaille…  


I bambini sono abituati
Dal canto loro, i tre bambini sono abituati a questa situazione. «All’inizio, William chiedeva spesso che fosse la mamma ad accompagnarlo all’asilo nido», confida Angela. «La sera, Lionel è meno tagliato a raccontargli le favole e a gestire gli eventuali conflitti. Per contro, ha poli d’interesse molto vari che condivide volentieri con i bambini». La complementarietà della coppia, insieme da 25 anni, è la loro forza. «Ci conosciamo a memoria», aggiunge Lionel, cosciente di essere privilegiato nel poter prendersi cura dei suoi bambini.

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