«La nostra famiglia è un Patchwork»

L’incontro tra Yves Harant e Sophie Evard ha dato vita a un’inedita costellazione familiare, all’interno della quale ognuno, all’inizio, ha dovuto trovare la propria collocazione. Oggi regna l’armonia. Un esempio positivo per tutte le famiglie ricostituite. 

TESTO: MELANIE HAAB – FOTO: PATRICK LOPRENO GILLIERON

Questa è la storia di un colpo di fulmine scattato tra due persone adulte che scombussola la vita dei quattro figli. L’avventura inizia con l’incontro tra Sophie Evard (45 anni) e Yves Harant (47 anni), avvenuto nel 2012. Da migliori amici, si innamorano e si presentano i rispettivi figli. Sophie ha due figli da due precedenti matrimoni, Timo e Arno (19 e 13 anni). Timo vede il padre a weekend alternati, mentre Arno dorme una notte su due dal proprio, che abita esattamente di fronte. Yves si occupa part-time dei propri figli, Aurélien e Noémie (19 e 17 anni). L’amalgama funziona. «Credo che il segreto dell’armonia risieda nella buona intesa tra i figli», dice Sophie, community manager. Ma all’inizio è stato necessario trovare un equilibrio. «Avevamo deciso di partire tutti insieme in vacanza, una sorta di test per verificare se andavamo d’accordo. Così abbiamo dovuto comprare un’auto in grado di ospitare tutti», ricorda sorridendo Yves, direttore finanziario. Così sono partiti da da Nyon (VD) per l’isola di Oléron, nella Charente-Maritime, nove ore di viaggio con quattro adolescenti, un’esperienza «socialmente interessante», a detta dei genitori. E subito il primo scoglio: «Non abbiamo gli stessi gusti musicali. Aurèl’ è più per gli Iron Maiden, io per i Foo Fighters. Nono (Noémie) ama più il jazz blues, mentre Arno preferisce il rap», riassume Timo.


A ognuno il proprio spazzolino da denti. In caso di dubbio ci pensano Yves Harant e Sophie Evard a ristabilire l’ordine.

Da mettersi le mani nei capelli a ogni nuova canzone. Perciò, Yves decide di creare una playlist di famiglia. Ognuno indica tre brani che gli piacciono «e gli altri si tappano le orecchie per tutta la durata», ridono tutti contemporaneamente. «Alloggiavamo in una casetta piccola e questo ha rafforzato i legami», completa Aurélien. Durante queste prime vacanze la coppia constata le differenze di educazione e di abitudini, che creano qualche attrito. Gli Evard sono piuttosto iperattivi, da viaggio con zaino in spalla e panino, mentre gli Harant amano mangiare e prendersi tutto il tempo. «E c’erano discussioni tra chi preferiva un’attività culturale e chi invece voleva andare al parco acquatico». Ma ognuno dei sei ha fatto uno sforzo e quelle vacanze sono rimaste tra i più bei ricordi della nuova famiglia.

Sempre più diffuse

Secondo l’Ufficio federale di statistica, il 3 per cento delle coppie sposate e il 2,5 per cento delle coppie in unione libera sono famiglie ricostituite. Ma questa stima ammonterebbe in realtà attorno all’11-18% tenendo conto dei figli in comune, secondo la coach specializzata in famiglie patchwork, Doris Beerli. La tendenza è al rialzo (vedi infogafico). «La vita quotidiana in sei diventa presto anarchia se non si stabiliscono regole di convivenza», constata Sophie.


I pasti insieme sono un momento di incontro per la famiglia di Yves e di Sophie. 

Gli ordini che vengono impartiti da un genitore acquisito non vengono recepiti molto bene. 
Sophie ha allora l’idea geniale di ribaltare la situazione, scrivendo l’elenco dei compiti in una tabella, senza assegnarli. Ognuno scrive il proprio nome in corrispondenza del compito che ha eseguito. In questo modo ciascuno sceglie, in base al tempo a disposizione e alle proprie preferenze, se occuparsi del bucato, dei pasti o delle pulizie, con l’idea che la suddivisione possa raggiungere da sola un equilibrio. E la cosa funziona. Yves si incarica della spesa della settimana ma, se uno dei figli ha un’idea di menu, acquista ciò che serve e si fa rimborsare le spese. Questa sera, ad esempio, Aurélien ha cucinato per noi un delizioso chili con carne. La coppia ha dovuto affrontare apertamente il tema finanziario, inclusi gli alimenti percepiti e versati, per stabilire un budget equo. Questo equilibrio fragile è stato messo duramente a rischio lo scorso anno, quando Yves ha suggerito di acquistare una casa, dato che il loro quadrilocale stava diventando troppo stretto per tutti.


Sophie Evard e i suoi figli Timo e Arno costituiscono una nuova famiglia con Yves Harant e i suoi figli Aurélien e Noémie (dall’alto in basso).

Sophie è stata presa dal panico di fronte all’impegno rappresentato da un tetto comune, dopo due divorzi. Convoca allora i suoi due figli chiedendo loro cosa pensano del loro padre acquisito. Alla fine è Timo a trovare le parole giuste. «Siete già insieme. Se vi separate, prendo un appartamento con Aurèl’». Sono perciò andati a vedere questo chalet in vendita, a Nyon, lo scorso giugno, in modo che ognuno potesse esprimere il proprio parere. E questa avventura immobiliare si è trasformata in amore a prima vista. Ognuno ha immediatamente visualizzato il proprio spazio personale. I due più grandi, Aurélien e Timo, si sono subito accaparrati il seminterrato per farne una propria stanza condivisa e una sala musica ancora in cantiere. Lo chalet, trasformato a poco a poco, è diventato il loro nido, ma anche un punto di ritrovo per amici e fidanzati. I pasti hanno assunto dimensioni importanti e tutti hanno imparato a cucinare grandi porzioni. 


Contrasti inevitabili
L’armonia regna. A volte qualche battibecco è inevitabile. Sophie allora si trasforma in «Dark Sophie», mentre Yves diventa un «rompiscatole di professione». «Ma i litigi sono rari e puntiamo sull’ironia», sottolinea Noémie, che, quando esplode, minaccia di andare a vivere da sua madre. I singoli caratteri si smussano tra loro e si influenzano positivamente. Gli Harant sono più estroversi. Da quando abitano insieme, «Arno è migliorato molto. Prima era molto chiuso», constata la mamma. Aurélien e Noémie fanno kung-fu. Arno ha seguito il loro esempio e si è dato alla boxe. I tre figli più grandi fanno musica insieme. I ragazzi suonano il basso e la chitarra, mentre Noémie canta. E gli ex, in questa famiglia ricostituita? Hanno anche loro il proprio posto nella costellazione. I compleanni si festeggiano tutti insieme e la casa straripa di persone. «Qualche volta chiamo la mamma dei ragazzi per fare il punto della situazione», rivela Sophie. Per il futuro, i due grandi prevedono in autunno di iscriversi alla scuola alberghiera e sono pieni di progetti comuni, sia professionali che musicali. Sophie e Yves si apprestano a trascorrere giorni felici, ma non prevedono di sposarsi. Per suggellare il loro fidanzamento, si sono appena fatti tatuare sul braccio due personaggi, circondati dalle loro rispettive passioni, la lettura e il teatro.




La decisione di fondare una famiglia ricomposta, potrebbe essere presa con troppa leggerezza?
Con leggerezza non credo, ma sicuramente con un po’ di incoscienza. Due persone si innamorano. In genere l’uno o l’altra ha un’esperienza di vita dolorosa dietro di sè. Naturalmente sono felici di essersi trovati. Ma, visto che ci sono già figli dalle precedenti unioni, ciò conferisce un’altra dinamica alla nuova relazione, rispetto alle interazioni della precedente relazione.

Perchè l’armonia della nuova relazione si trasforma in conflitto?
Probabilmente molte famiglie patchwork vanno a vivere insieme troppo presto. Il raggruppamento delle diverse strutture familiari e personalità è un processo lento e non deve essere accelerato. Piuttosto conviene trascorrere tempo insieme durante i weekend oppure andare insieme in vacanza. Così ogni membro della famiglia ha la possibilità di ritirarsi nel proprio nido o parte della famiglia. Ciò per evitare che i figli si sentano minacciati.

I figli accolgono negativamente la nuova situazione famigliare?
I figli sono piuttosto conservatori, pertanto hanno paura, rifuggono ciò che nuovo o non conoscono. All’improvviso si ritrovano a condividere la propria mamma, il proprio papà con degli sconosciuti. Inoltre questi bambini hanno già vissuto una perdita quando i genitori si sono separati, hanno divorziato; la relazione dei genitori è andata in frantumi, hanno dovuto rinunciare alle proprie abitudini e rituali. Ciò è fonte di angoscia e causa di frizioni.

LE 7 REGOLE D'ORO

1. Evitate di traslocare insieme subito:lasciatevi tempo; imparate a conoscervi l’un l’altro e ad avvicinarvi all’idea di vivere sotto lo stesso tetto.
2. Parlate di tutto: il vostro passato,i soldi, i vostri/e ex, le vostre aspirazioni, i vostri valori. Non abbiate temi tabù!
3. Rispondete a tutte le domande in modo aperto e franco.
4. L’educazione dei figli è di competenza dei genitori naturali e non della nuova coppia.
5. Le regole della casa vanno definite in comune. Esse vengono spiegate ai figli dai rispettivi genitori.
6. Non prendete sul serio i commenti negativi dei figli del vostro/a partner, ma non sottovalutene i bisogni.
7. Nella vostra nuova famiglia definite dei rituali; questi cementano l’attaccamento, il legame alla nuova situazione familiare.