Il castello di Rheinfelden è uno degli edifici più sorprendenti della Svizzera.

Feldschlösschen, la birra del maniero

Feldschlösschen è tra i più noti castelli della Svizzera. A questo punto si impone la domanda: c’è lo zampino di qualche famiglia nobile dietro la fondazione del birrificio?

No, assolutamente, nelle origini di Feldschlösschen non vi sono tracce di sangue blu», spiega ridendo Christian Hoch. Il mastro birraio del più grande birrificio della Svizzera dovrebbe saperlo, visto che la birra è la sua passione. In realtà Feldschlösschen non nasce da re o imperatori, bensì da Mathias Wüthrich, un facoltoso agricoltore di Olsberg AG, e da Theophil Roniger, un esperto birraio di Magden AG. L’8 febbraio 1876 i due partner fondarono la «Kollektivgesellschaft Wüthrich&Roniger zum Feldschlösschen». E diedero prova di grande lungimiranza.


Il castello si amplia
Infatti, mentre gli oltre 500 birrifici allora attivi in Svizzera consegnavano le loro birre in un raggio ristretto che potevano coprire con le loro carrozze trainate da cavalli, i due fondatori di Feldschlösschen puntarono intenzionalmente sulla ferrovia. Iniziarono così la propria attività a Rheinfelden, nelle immediate vicinanze della stazione, per la precisione in uno stabilimento chimico dismesso, noto con il nomignolo di «Gifthüttli» (casa dei veleni). «Il che non ha ovviamente nulla a che vedere con la qualità della birra prodotta!», scherza Christian Hoch. Anzi: nonostante alcune difficoltà iniziali, l’impresa si sviluppò, ottenendo grande successo.

Nell’anno della fondazione furono prodotti 2.000 ettolitri di birra, 22 anni dopo erano già oltre 100mila. E la crescita non si arrestava. Poiché lo spazio offerto dal vecchio «Gifthüttli» ormai non bastava più, il birrificio venne costantemente ampliato nella caratteristica forma di castello: in fondo gli affari procedevano a gonfie vele e perché dunque non onorare il nome di fantasia scelto inizialmente?

Un marchio popolare
Non c’è da stupirsi che a Rheinfelden venisse quindi avviata un’intensa «campagna acquisti», spiega il mastro birraio: «Negli ultimi 130 anni abbiamo rilevato 36 birrerie. Se si calcolano i marchi di birra che i birrifici acquistati avevano a loro volta rilevato in precedenza, si arriva alla cifra di 141 marchi che oggi ci appartengono». Tra questi figurano nomi che già di per sé godevano di grande popolarità in Svizzera, come ad esempio: Brauerei zum Gurten, Brasserie Valaisanne, Brauerei Warteck e anche Cardinal – con l’incombente chiusura di quest’ultima che provocò proteste della popolazione a Friburgo nel 1996. Le cose però a volte girano anche al contrario: dal 2000 Feldschlösschen è un’azienda del gruppo danese Carlsberg. Un cambiamento che tuttavia non ha influito negativamente sul successo di Feldschlösschen né sulle sue tradizioni, anzi: l’azienda oggi produce 2.000 bottiglie – al minuto! 1.300 collaboratori assicurano la produzione della più ampia varietà di bevande in Svizzera; ogni anno 25mila persone visitano il castello e ammirano le magnifiche caldaie di rame storiche e gli otto cavalli della birreria tuttora in servizio.

1876: fondazione l’8 febbraio.

1889: allacciamento ferroviario diretto alle Ffs.

1898: Feldschlösschen diviene il più grande produttore svizzero di birra, con una produzione di 100mila ettolitri.

1912: entrata in servizio del primo camion.

1970: rilevamento della Brauerei zum Gurten, Wabern.

1972: rilevamento della Brasserie Valaisanne, Sion.

1974: si supera per la prima volta la soglia di 1 milione di ettolitri prodotti in un anno.

1989: rilevamento della Brauerei Warteck, Basilea.

2000: Feldschlösschen diventa un’azienda del gruppo Carlsberg.




Testo: Stefan Fehlman
Foto: Heiner H. Schmitt, mad
Pubblicazione:
martedì 14.07.2015, ore 00:00