Festa della mamma: un regalo diverso

Lo scrittore, Willi Maurer ci racconta il suo rapporto con la madre da bambino e da adulto.— ELISABETH ALLI

«Quest’anno il regalo siamo io e te, dissi a mia madre in occasione di una festa della mamma». Le proposi di abbracciarci, contrariamente alle abitudini della nostra famiglia, invece di darle il consueto bacio e lei fu d’accordo. Stringendola forte a me, sentii tutto l’amore che avevo per lei… Mi resi conto che dietro ai soliti regali, si celava un tentativo di compensazione per un grande senso di colpa. In realtà lei mi aveva fatto il dono più grande: la vita. Nato in condizioni difficili in un innevato 1° gennaio del 1945, Willi Maurer ha vissuto a lungo con un grande rancore nei confronti della madre. «Vidi la luce in casa dei miei nonni e il parto fu traumatico sia per me che per mia mamma. Ci ritrovammo a lottare l’uno contro l’altro per la propria sopravvivenza».

Willi Maurer racconta questa esperienza nei suoi libri, a tratti autobiografici – “La Prima Ferita”, 2008 e “Il senso di appartenenza”, 2009 – dove la figura della madre è proposta in tutta la sua centralità non solo nella vita dei figli, ma anche all’interno della società. Infatti, in età adulta, attraverso un profondo percorso personale, Willi trasforma i suoi risentimenti  verso la madre in amore
profondo.Oggi, divenuto paladino della figura materna, invita chiunque avesse una storia complicata con la propria madre a chinarsi su questa relazione, per appianare le diatribe e vivere con serenità. Un lavoro di oltre 40 anni, avvalendosi anche delle tesi del neurobiologo, Gerald  Hüther, ha permesso a Willi Maurer d’identificare nella relazione madre-figlio/a la risorsa principale per dei rapporti sani e gioiosi, non solo tra le due entità, ma anche nella vita amorosa.

Le madri e i figli

Di fatto, approfondendo con occhio curioso la funzione della madre nella storia e nelle società, Maurer riesce a darne uno spaccato commovente. Servendosi, ad esempio, del mito di Edipo offre al lettore un’interpretazione nuova e sorprendente (cfr. La Prima Ferita). Non da ultimo, con esempi concreti, Maurer mostra quanto il benessere interiore della madre sia intrinsecamente collegato al piacere con cui i figli crescono. Dopo il concepimento e la gravidanza – che programmano secondo Hüther la nostra memoria –, segue la nascita e infine,  la fase che Maurer chiama dell’Imprinting. «Si tratta di una finestra di un paio d’ore in cui madre e figlio/a dovrebbero essere lasciati nella più grande intimità possibile, senza interferenze, affinché si riconoscano a vicenda e possa fluire l’amore reciproco».

Ad esempio, nei parti a domicilio, in quelli accompagnati da una doula o in quelli nella casa della nascita, le future mamme vengono agevolate e sostenute nell’esperienza unica dell’Imprinting. Ogni qualvolta invece della finestra dell’Imprinting viene proposta una separazione, nella vita adulta, il/la bambino/a andrà, con esiti più o meno felici, a cercare invano l’amore materno nel partner. Oggi, se all’avvicinarsi di questa ricorrenza si profilassero delle nubi che potrebbero offuscare la giornata di festa, Maurer suggerisce una frase per la madre e per il/la figlio/a.


La reciprocità di un dono

La frase, per nulla scontata, da dirsi con intenzionalità è: «Figlio/a, benché fossi un regalo della vita, sono stata indotta a non fidarmi di quello che sentivo provocandoci sofferenza e mi dispiace. Oggi non lo rifarei più!». Questo atto di riconoscenza libera la mamma da un possibile disagio e permette al figlio di sentirsi visto… A sua volta il/la figlio/a potrebbe prendere l’iniziativa e dire: «Mamma mi hai fatto un grande dono ed è la vita. Ed ora è compito mio farla fiorire». A quel momento non rimarrebbe che festeggiarsi l’un l’altro.

Letture a tema
La prima ferita di Willi Maurer, ed. AAM Terra Nuova, 2008 e Senso di appartenenza Willi Maurer ed., AAM Terra Nuova, 2009. Sono due libri in cui l’autore sviluppa la sua teoria dell’Imprinting e della scissione dell’amore tra madre e figlio/a. Inoltre, Willi Maurer e il suo team propongono dei percorsi di Lavoro Emotivo e Corporeo per aiutare a rimarginare le proprie ferite e vivere con maggior serenità la propria vita.


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