Francesco Gabbani,
“Magellano” del pop

È il nuovo re dei tormentoni. Francesco Gabbani è emerso vincendo fra i giovani di Sanremo 2016 con Amen, bissando poi fra i big quest’anno con Occidentali’s Karma, uno dei pezzi più passati degli
ultimi mesi. — DIEGO PERUGINI

La sua ricetta? Filastrocche pop ballabili e orecchiabili, con testi che mescolano nonsense e citazioni, raccontando ironicamente i nostri tempi. Con in più coreografie vincenti, come la famosa “scimmia nuda” portata sul palco. Ma l’artista italiano funziona anche sulla lunga distanza di un album? La risposta, alla luce di questo Magellano (Bmg), è un “ni”. Un disco breve, poco più di mezz’ora, dove si cerca di sfruttare l’onda dei successi passati in Tra le granite e le granate, nuovo singolo, e Pachidermi e pappagalli. Ci sono anche un paio di lenti non entusiasmanti, mentre non dispiace Spogliarmi, fra pop e introspezione. Niente di speciale la cover di Susanna, Susanna del nume ispiratore Celentano. Un lavoro piacevole, ma Gabbani può (e deve) fare di meglio.

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