Il mio primo appartamento

Andare a vivere da soli: fase «iniziatica» tra nuove libertà e nuove responsabilità. Le esperienze di tre inquilini alle prime armi. Vademecum per neolocatari.

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«Spero di non morire di fame», confessa ridendo Andrea. Il 19enne laboratorista in biologia sta per uscire dalla casa dei genitori a Arbedo per stabilirsi a Zurigo e proseguire gli studi. Anche Paola, la sua futura coinquilina, «ha detto che non se la cava molto bene ai fornelli», ci confida il giovane. Ma non è il momento di fare gli schizzinosi: a poche settimane dall’inizio della nuova avventura, un primo essenziale accordo è stato stretto: «Lei cucinerà. Io laverò i piatti». Insomma: patti chiari, amicizia lunga… e, in questo caso, sopravvivenza (quasi) garantita.


In santa pace: Jan si gode la calma della sua stanza.

Nuove sfide e nuove responsabilità
Una prima cosa da fare alla presa in consegna dell’immobile, ricorda Valentina Vigezzi Colombo, segretaria generale della Federazione della Svizzera italiana dell’Associazione svizzera degli inquilini (ASI FSI), è l’annotazione di eventuali difetti: «È vostro interesse osservare lo stato dell’alloggio e notificare danni. Se non viene steso un verbale, predisponete voi al massimo entro sette giorni una lista dettagliata e inviatela per raccomandata al proprietario».
Anche Joel, 25 anni, a settembre uscirà dalla casa dei genitori per trasferirsi a Morcote. Per il videomaker, che abiterà da solo, la più importante delle nuove responsabilità è quella economica: «Sono tranquillo, ma qualche pensiero me lo faccio» confessa. È facile sottovalutare le spese extra. Valentina Vigezzi Colombo, a questo proposito, consiglia di informarsi su pigione e spese accessorie e farsi dare una copia dell’ultimo conguaglio ricevuto dal precedente inquilino (ulteriori consigli si trovano su Cooperazione.ch e nel Vademecum a pag. 15). Alle assicurazioni che si consiglia di stipulare (responsabilità civile e assicurazione per la mobilia), ma anche a contratti come quello per lʼallacciamento Internet o l’abbonamento TV, Joel e Andrea non hanno ancora pensato. Mentre il secondo viene sostenuto dai genitori nelle questioni amministrative, Joel vuole prima prendersi il tempo di sistemarsi: «Farò tutto all’ultimo momento se non anche più tardi. Iniziamo a mettere un letto in stanza...», scherza.

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Lei cucinerà. Io laverò i piatti»

Andrea (19) da settembre condividerà un appartamento a Zurigo con una coinquilina.

AAA cercasi primo appartamento
Andrea e Paola hanno dovuto mostrare tenacia per trovare il nuovo appartamento. Impresa riuscita grazie al buon vecchio metodo del passaparola. La lunga ricerca tocca a molti locatari alle prime armi.
La signora Ruth, pensionata capriaschese, da anni affitta un monolocale a studenti. Il buon rapporto tra padrone e locatario, afferma, è spesso una questione di fortuna. Nel peggiore dei casi, l’inesperienza del giovane inquilino può tradursi in una salata lista di
riparazioni da affrontare. Nel suo caso: un soffitto da rifare per la puzza di pesce fritto impregnatasi nel materiale e un angolo cottura da rinnovare a causa di zucchero rimasto a «caramellare» per mesi sulla piastra. Per la locatrice «presentarsi alla prima visita senza genitori è indice d’indipendenza e maturità», aumentando le proprie chance. In caso di contenzioso, afferma ancora la signora, «se percepisco che non mi si sta prendendo in giro, chiudo anche due occhi con i giovani».
Jan, 23enne di Minusio e studente di architettura paesaggistica, convive già da tre anni con altri giovani a Zurigo. «Il padrone di casa non voleva riparaci la tapparella. Ho dovuto cercare sul web le disposizioni giuridiche che indicassero chi si doveva occupare delle spese», ci racconta. In caso di disaccordo col proprietario, secondo Jan, conviene «cercare l’appoggio delle associazioni degli inquilini». Anche se, aggiunge, ad ogni modo «va cercato prima di tutto il dialogo».

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Voglio un bene infinito ai miei, ma ho proprio bisogno di stare per conto mio»

Joel (25), da settembre uscirà dalla casa dei genitori per andare a vivere da solo.

Libertà e compromessi
«La prima cosa che farò nell’appartamento sarà una cena stratosferica. Anche da solo. Per dire “Mo’ me la godo io“», confida Joel, che aggiunge: «Voglio un bene infinito ai miei, ma ho proprio bisogno di stare per conto mio, non avere orari, pranzare e cenare come e quando voglio». Lo sfizio più grande? «Fumare in camera!». Dal canto suo, Andrea ha voglia di «adattarsi a un nuovo contesto, cucinare, fare la spesa, pulire» ma anche «invitare gente a casa senza pensare di dare fastidio ai genitori. Però – aggiunge – è rassicurante sapere di poter parlare italiano con una cocoetanea della stessa cultura, una volta a casa». Jan, che è invece contento di condividere gli spazi con un romando e uno svizzero-tedesco, conferma: «Un lato che mi piace del vivere in una comunità abitativa è la compagnia. Cuciniamo insieme, facciamo serate con giochi di società o ci beviamo un bicchiere di vino in terrazza». Il retro della medaglia? «Vivendo a stretto contatto scopri i lati negativi dei coinquilini. Non andrei a vivere con i miei migliori amici: avrei paura di litigarci. Bisogna avere pazienza, capire gli altri». Eh sì, decisamente meglio stringere alleanza e fare compromessi: uno cucina, l’altro lava le stoviglie.


Oasi felice: Jan sul suo balconcino zurighese.

Intervista a Laura Regazzoni Meli, segretaria generale dell’Associazione delle consumatrici e dei consumatori della Svizzera italiana (ACSI).

Quando ci si prepara ad entrare nel primo appartamento di cosa bisogna tener conto a livello di budget?
L’affitto è una delle uscite maggiori. Per non rischiare di squilibrare il budget si raccomanda di non superare un quarto del reddito netto mensile, incluse le spese per il riscaldamento e altre costi accessori. Se si supera questa cifra bisognerà molto probabilmente risparmiare altrove. Quando si va a vivere da soli spesso ci si dimentica molte spese, magari piccole ma che sommate possono fare una bella cifra.

Il primo appartamento spesso non è dei più lussuosi, soprattutto se si è ancora studenti. Se si notano dei danni prima che vi si entri che cosa bisogna fare?
Solitamente si procede a un sopralluogo insieme al proprietario (o a un suo rappresentante) per constatare eventuali difetti. È importante essere scrupolosi e far mettere per scritto tutti i difetti riscontrati, anche i più piccoli. In caso contrario l’inquilino potrebbe essere ritenuto responsabile per danni che erano già presenti.  Prima di firmare il contratto è in ogni caso importante leggerlo attentamente.

Se non si cambia comune bisogna comunque annunciare il nuovo indirizzo? E a chi?
I trasferimenti all’interno dello stesso comune, le partenze e gli arrivi devono essere notificati al più presto agli Uffici controllo abitanti. In alcuni comuni queste procedure possono essere eseguite anche online. Prima di recarsi in questi uffici è bene informarsi sui documenti che è necessario presentare (contratto di locazione, documenti di identità, ecc…).  

TV, telefono e internet non si allacciano da soli. Pensando a contratti vari e canone di radio e televisione, cosa bisogna ricordarsi di fare?
Se non si vuole restare neppure un giorno senza internet o collegamento telefonico fisso, è importante annunciarsi in anticipo all’operatore. È fondamentale comunicare l’esatta ubicazione dell’ appartamento. Occorre anche annunciarsi alla Billag  per il pagamento del canone radio-tv e, eventualmente, a un fornitore di programmi via cavo.

Quali sono le assicurazioni indispensabili e perché stipularle?
Agli inquilini si consiglia di stipulare un’assicurazione RC (responsabilità civile) per i danni che potrebbero causare all’appartamento (allagamenti, rotture, incendi…) e un’assicurazione mobilia domestica per coprire i danni agli oggetti di loro proprietà. Queste assicurazioni non sono obbligatorie, ma vengono spesso richieste dal padrone di casa. In alcuni cantoni (non in Ticino) è inoltre obbligatoria l’assicurazione incendio.

Prezzo medio (in franchi) per regione



Al vertice della classifica degli affitti più cari della Svizzera troviamo Zurigo, con una media di 1549.– franchi di canone mensile. Appare come la regione meno cara quella dell'Altipiano (Mittelland) (1161.–), a una sola postazione di distanza dal Ticino (1166.–). È quanto emerge dagli ultimi dati segnalati dall’Ufficio federale di statistica, risalenti al 2013, che indicano una media nazionale di 1332.– franchi.




Otto punti da tenere a mente

State per firmare il vostro primo contratto di locazione? Ecco una lista con i consigli di Valentina Vigezzi Colombo, segretaria generale della Federazione della Svizzera italiana dell’Associazione svizzera degli inquilini (ASI FSI).


1.          È importante evitare di prendere in locazione alloggi o altri spazi a scatola chiusa. Non abbiate fretta, visitate con cura la vostra nuova abitazione prima di firmare il contratto e badate alla sua luminosità, alle possibili fonti di rumore, alla qualità degli infissi ecc.

2.          Informatevi bene su quanto ammonta la pigione e le spese accessorie. Fatevi dare una copia dell’ultimo conguaglio delle spese accessorie ricevuto dal precedente inquilino. Attenzione, infatti, a volte il conguaglio può essere molto alto, per questo non fatevi allettare da richieste di acconti mensili troppo bassi.

3.          Non sottoscrivete contratti con canoni che non potete permettervi o che non siete in grado di onorare. Tenete conto che in via indicativa come il costo di un’abitazione dovrebbe corrispondere al massimo al 30% di quanto guadagnate mensilmente.

4.          Una volta sottoscritto, il contratto di locazione non può più essere annullato. È perciò importante leggerlo con molta attenzione ed eventualmente farlo verificare da un esperto.

5.          Verificate se il contratto è a tempo determinato o indeterminato; nel primo caso scadrà automaticamente alla data prefissata, senza ricevere alcuna disdetta. Nel secondo caso, invece, vengono inserire delle date (scadenze) per disdire il contratto. Valutate se sia opportuno inserire la scadenza più volte all’anno.

6.          Se desiderate prendere in locazione un alloggio sussidiato, fate verificare prima di firmare il contratto da un esperto se avete effettivamente diritto al sussidio e soprattutto per quanto tempo esso durerà.

7.          Nel caso in cui il contratto prevede un deposito di garanzia, esso deve obbligatoriamente essere versato su un conto bancario vincolato intestato all’inquilino: gli interessi maturati appartengono solo a quest’ultimo. Pertanto accertatevi che i soldi che consegnate al locatore come deposito di garanzia siano depositati su un conto bancario di garanzia affitti, in modo che il proprietario non possa disporne liberamente, senza la vostra autorizzazione. Se il locatore non dovesse farlo, potete compensare il deposito di garanzia con le pigioni future in scadenza.

8.          Alla presa in consegna è vostro interesse osservare attentamente lo stato dell’alloggio e notificare gli eventuali danni al locatore. Se non viene steso un verbale assieme al locatore al momento dell’entrata nei locali; predisponete voi al più presto e comunque al massimo entro sette giorni una lista dettagliata e precisa dove risultano tutti i difetti dell’appartamento e lo stato pertanto in cui si trova; poi inviatela per lettera raccomandata al proprietario, conservandone una copia.


  • Oltre alle varie schede e articoli tematici, come «Il mio primo appartamento» e «Istruzioni per coppie conviventi», il sito mette a disposizione il calcolatore di budget, anche per apprendisti e studenti.






  • Gli articoli «Trasloco, come organizzarsi» e «Trasloco fai-da-te o con la ditta specializzata?» danno consigli pratici per il giorno X.







  • La «Guida pratica per il trasloco» aiuta a non dimenticare nulla. Sotto la voce «Assicurazione mobilia domestica e responsabilità civile» è possibile confrontare i premi delle compagnie assicurative.

Testo: Giorgia von Niederhäusern
Foto: Alain Intraina

Pubblicazione:
lunedì 10.08.2015, ore 00:00