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Fuori strada, un posto in alto

I Suv di piccole dimensioni sono una pratica e valida alternativa ai normali modelli di auto compatte se si sceglie una versione dotata solo della trazione anteriore. E in più hanno la seduta rialzata. — Andreas Faust

I Suv piccoli sono di gran moda. La qualità contro la quantità, intesa come peso e dimensioni, è il principio ispiratore. Alla trazione integrale, che comporta un notevole consumo di carburante, si può rinunciare; dei buoni pneumatici invernali sono sufficienti, infatti, per affrontare la stagione fredda senza problemi. Anche la Jeep Renegade, la Mazda CX-3 e la Opel Mokka possono essere ordinate con la sola trazione anteriore

Esterno
Lo stesso concept di vettura, ma tre approcci completamente diversi nel design. Per quanto riguarda la Renegade, Jeep sembra che abbia costrui­to questa cinque posti più per le Ande che per gli agglomerati urbani. Un particolare spiritoso sono le X sui fanali posteriori: una reminiscenza delle taniche di benzina che venivano fissate esternamente mediante delle cinghie. Angoli, bordi, la classica griglia, i fari tondi: la Renegade assomiglia alla classica jeep Willys. E senza mai apparire tanto delicata quanto la Mazda CX-3, nella quale si cela una buona dose di design giapponese e che risulta molto più elegante di quanto farebbe immaginare il prezzo. La Opel Mokka incarna invece il tipico stile massiccio del Suv e si presenta forte e matura. Sembra quasi che i designer si siano limitati a ridurre di dimensioni la sorella maggiore Antara.

Interno
I diversi caratteri si rispecchiano anche all’interno di queste tre vetture. Nella Jeep Renegade ci si sente a proprio agio anche con addosso gli scarponi da trekking, tanto robusto si presenta l’abitacolo. Con le sue modanature colorate e le superfici piacevoli al tatto irradia tuttavia una nota raffinata e prestigiosa. Ed è alquanto spaziosa. Come tutti i nuovi modelli lanciati da Mazda negli ultimi anni, anche la CX-3 ha un abitacolo esteticamente curato. Persino i componenti in plastica nascosti sono piacevoli al tatto. Il monitor del sistema di navigazione assomiglia a un tablet. Poiché l’abitacolo è stato modellato sui passeggeri, sembra un po’ più stretto di quello delle concorrenti, senza tuttavia comprometterne il comfort. Anche se ha solo tre anni, la Mokka sembra già un po’ datata. Il comfort di seduta e le superfici sono eccellenti, ma l’abitacolo dà la sensazione di avere già fatto il suo tempo: troppi tasti, un sistema di navigazione leggermente obsoleto. Tuttavia sembra non manchi ancora tanto alla riprogettazione del modello. In tutte le tre vetture, il volume del vano bagagli è alquanto limitato: 351 litri per la Renegade, poco meno per la CX-3 e 356 per la Mokka.

Motore
I motori di piccola cilindrata dotati di turbocompressore riscuotono grande successo, motivo per cui Jeep e Opel hanno puntato sui motori turbo a benzina sovralimentati da 1,4 litri, entrambi con 140 CV. I due motori forniscono potenza sufficiente a un ampio regime di giri. Rispetto a essi si potrebbe pensare che Mazda abbia montato un motore alquanto obsoleto nella CX-3; invece anche il motore a benzina a due litri da 120 CV è tecnologicamente all’avanguardia: molto leggero, grazie all’elevata compressione consuma un decimo in meno rispetto ai due concorrenti.

Conclusione
Opel e Jeep sono quasi equivalenti in termini di prezzo; i turbo non sono proprio motori di base. Il prezzo più contenuto della Mazda va a scapito di un allestimento chiaramente più scarno; qui il motore da 120 CV viene proposto come versione standard. Le persone più estroverse propendono per la Jeep. L’Opel Mokka è una scelta che fa chi cerca un mini Suv ben equilibrato. E la Mazda dovrebbe essere la scelta ideale per le persone che di fatto non sono alla ricerca di un Suv.

Per lui, per lei

Mi sono complimentata con la moglie di un collega di lavoro per la scelta della loro nuova auto. Essendo la loro seconda vettura, ero sicura che fosse stata lei a scegliere modello e colore. Un’utilitaria modaiola rosso fuoco con interni beige e bassi consumi. Sembrava uscita da una pubblicità per un pubblico femminile. Invece no. L’aveva scelta lui. Aveva ceduto senza troppi rimpianti alla moglie la caravan di famiglia, con seggiolini per i bambini e spazio per spesa, bagagli, passeggini. Per lui, andare in centro con un macchinone è più scomodo, consuma e inquina di più. Così, più per necessità che per scelta, è diventato più essenziale, zen ed ecologico. E ha scoperto il piacere degli sguardi altrui per il gioiellino modaiolo. Parole sue. Per un attimo gli ho creduto, irritata con me stessa per aver ceduto ai luoghi comuni. Poi però sua moglie mi ha detto di utilizzarla lei il più spesso possibile, per farsi un giretto tutta sola in città, godersi un attimo di libertà. Senza riflessioni filosofiche o zen. E sulla scelta del colore e del modello, qualche messaggio (non solo subliminale) l’aveva fatto passare. Le ho creduto subito!

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