La giovane di Coldrerio partecipa al programma Youth Rep. (Foto: Annick Romanski)

Giada Crivelli: «Largo ai giovani»

La giovane studentessa in diritto è stata selezionata assieme ad altre due ragazze per rappresentare la gioventù svizzera alle Nazioni Unite. — PATRICK MANCINI

 Quando vuole staccare la spina, inizia a passeggiare lungo la camminata che costeggia il lago dei Quattro Cantoni. Sullo sfondo, cigni, barche, e con un po’ di fortuna, bellissimi tramonti. Qui vive, da ormai due anni e mezzo, Giada Crivelli, 22enne di Coldrerio, balzata di recente agli onori delle cronache per avere rappresentato i giovani svizzeri alla 55esima Sessione della Commissione per lo Sviluppo Sociale dell’Onu, a New York. «Io, figlia di un ex municipale, la politica ce l’ho dentro. Ne sono affamata. Tutti i giorni leggo, mi documento. Sogno una carriera nelle relazioni internazionali o nella diplomazia».
Studentessa di diritto proprio a Lucerna, ambiziosa, testarda, Giada è una delle tre giovani selezionate dalla Federazione svizzera delle associazioni giovanili, per partecipare al programma di volontariato Youth Rep, in cui i giovani svizzeri vengono rappresentati alle Nazioni Unite. Resterà “in carica” fino a fine 2018. «Mi attende un lungo tour nelle scuole svizzere, in cui spiegherò il ruolo dell’Onu. E in cui cercherò di capire quali sono i bisogni dei miei coetanei. Io me lo chiedo spesso come mai molti giovani non siano attratti dalla politica. Forse perché appare complicata. A volte si pensa di non venire considerati. In effetti in alcuni Stati è così». Si parla dell’esperienza newyorkese. Del fatidico discorso, pronunciato davanti ai diplomatici. Il tema è quello della salute mentale. «È una questione che mi sta a cuore. Ogni anno il 20% dei giovani soffre di un problema mentale. C’è un muro di silenzio attorno a questo tema. Andare dallo psicologo o dallo psichiatra appare ancora come un tabù. Io certe difficoltà le ho vissute in prima persona. So cosa significano. È importante fare sensibilizzazione sul tema e promuovere l’accesso alle cure necessarie».

Una mente aperta
La 22enne si definisce come una persona estremamente sensibile. Lo dimostra anche il suo impegno in un’organizzazione non governativa che opera a Cuba. «Sono stata per ben tre volte nella Repubblica Caraibica. Lì, dove il tempo sembra essersi fermato, ho potuto vedere il mondo da un’altra angolatura. Trovo sia una gran fortuna per un giovane avere la possibilità di viaggiare, di aprire la mente, di farsi un’opinione. Anche se poi io non dimentico mai le mie radici. Ad aprile inizierò, come subentrante, la mia avventura in consiglio comunale. A Coldrerio, nel luogo in cui sono cresciuta. Dovrò imparare un sacco di cose. Sapete cosa mi manca del Mendrisiotto? Oltre alla mia famiglia, i miei gatti, Maya e Luna. E poi il sole, il caldo. A Lucerna fa sempre freddo ci sono sempre 4-5 gradi di differenza dal Ticino».
Giada abita in un monolocale del centro. «Ho la possibilità di vivere la città in tutte le sue sfaccettature. Culturalmente è ricchissima, si organizzano parecchi festival. Senza dimenticare il Carnevale, caratteristico, intriso di tradizioni. A partire dall’apertura, che si svolge alle cinque di mattina, sull’acqua. Con la gente che, ancora assonnata, fa capolino da ogni viuzza. E con le maschere, rigorosamente fatte a mano».

Mobilitazioni e attivismo
Parlerebbe fino a notte fonda, Giada. Una ragazza così, vien da pensare, non poteva che lanciarsi in politica. Alcune domande, tuttavia, la bloccano. Come quella, banalissima, che le chiede di fare un identikit del suo politico ideale, citando magari qualche esempio. «La mia posizione mi impone di restare neutrale per quanto riguarda determinate affermazioni sui media. Rappresento i giovani svizzeri e non sarebbe corretto sbilanciarmi». Giada si rifà, con gli interessi, quando si torna a parlare di New York. «Per me si trattava della prima volta negli Stati Uniti. Subito all’aeroporto ho avuto l’occasione di vedere, dal vivo, le proteste contro Trump. E, passeggiando per le strade della città, ho assistito anche alle mobilitazioni in favore del neo presidente. È stato interessante toccare con mano la forza dell’attivismo negli Stati Uniti».
Il viaggio a New York resterà nel cuore di Giada anche per un altro motivo. «Ho vissuto una vera e propria allerta meteo all’americana. Il giorno prima si registravano 15 gradi. Nella notte ha iniziato a nevicare. E si è passati a 5 gradi sotto lo zero. Con tanto di tempesta di neve. Mentre guardavo quei fiocchi cadere dal cielo, pensavo al privilegio che stavo vivendo in quel preciso istante. Avere un’altra visuale della metropoli cosmopolita». Ancora una volta, emerge quanto sia fondamentale per Giada assaporare la realtà da una prospettiva alternativa. «In fondo fa parte dello spirito di Youth Rep. Noi vogliamo sempre mostrare le cose da un altro punto di vista. Quello dei giovani».

CLICCA QUI PER TORNARE ALL'HOMEPAGE
CLICCA QUI PER ANDARE ALLA RUBRICA «INCONTRI»

Commento (1)

Grazie per il vostro commento.

Questo commento ha un contenuto sgradevole?

Il testo sarà controllato ed eventualmente modificato o bloccato.

Il vostro commento

Non avete ancora scritto il commento.

Questo campo deve essere compilato. Grazie.

Campo obbligatorio
Questo campo deve essere compilato. Grazie.










Si prega di commentare nel rispetto della nostra netiquette e degli altri utenti.


ARTICOLI IN EVIDENZA



Un operatore sociale
con la videocamera

Il documentarista luganese Olmo Cerri ci parla del suo particolarissimo lavoro di ricerca sull’immigrazione italiana in Ticino.


*****

Il figlio di Ivan Graziani
si fa strada

Ecco Sala Giochi, il secondo album di Filippo, 36enne che cerca di seguire le orme del papà. Con discreto successo.

*****





Login con il profilo di Cooperazione

Chiudere
Fehlertext für Eingabe

Fehlertext für Eingabe

Dimenticato la password?