Milo è assorto nel suo gioco di fantasmagorici inseguimenti di macchinine.

Ecco come giocano
i bimbi del terzo millennio 

Per i bambini balocchi & Co. non sono un passatempo, ma una vera e propria attività. A che cosa giocano oggi? Visita in ludoteca.

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Il mercoledì pomeriggio bambini del Bellinzonese si danno appuntamento alle scuole elementari di Daro per esercitare uno dei loro diritti, ufficialmente sancito dalla Convezione Onu sui Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Giocare. E qui nella ludoteca di Daro trovano l’ambiente ideale per farlo: una motivata squadra di ludotecarie e 600 tra giochi e giocattoli. La stanza è ricolma di confezioni colorate, alcune esposte a mo’ d’invito; altre negli scaffali aspettano di essere prese in prestito. Ci sono classici come Spago Spaghetti e Forza 4, e le ultime premiate novità dell’anno, direttamente da Swiss Toy, la fiera svizzera del giocattolo. La responsabile della struttura, Barbara Ponzellini, un tempo ci veniva per giocare, oggi in veste di animatrice è accompagnata dalla madre Silvana e dai nipotini, Emy di 4 anni e Andrea di 7, mentre la ludotecaria Meltem Gioli è arrivata con il nipotino Milo, pure di 4 anni: tutti riuniti per un pomeriggio di gioco.


Silvana Ponzellini con la nipotina Emy: il gioco è anche un’occasione per trascorrere del tempo insieme.


Per lei e per lui
Di fronte alla miriade di giocattoli, Emy si fionda su un computerino rosa e poi passa a bamboline in miniatura. I maschietti, invece, giocano insieme con macchinine e giochi di costruzione. A chi non è capitato di osservare la differenza tra i giocattoli proposti ai maschietti e alle femminucce? Le bambine hanno davvero una predilezione innata per le bambole e i bambini per le macchinine? Quanto invece sono già inconsciamente influenzati dai genitori e dalla società? La risposta ancora non c’è, ma Martina Flury, pedagogista e responsabile dell’Associazione Progetto Genitori, spiega che in età di preasilo «i bambini, che siano maschi o femmine, giocano con tutto. Grazie anche all’apertura dei genitori. I primi giochi sono quelli di imitazione: i bambini riproducono quello che vedono nel loro entourage. E così al giorno d’oggi il gioco della cucina non è più esclusivamente femminile, anche i maschietti vi si divertono».

Il piccolo Andrea intanto, ci mostra come funziona il castello delle principesse con cui si sta intrattenendo la sorellina, ma torna veloce alle sue costruzioni. Spesso, osservando i giochi per bambini, si ha l’impressione che siano più stimolanti di quelli destinati alle bambine. Flury precisa: «È vero che mentre il maschietto che usa i Lego è più interessato alla costruzione, la bambina predilige i personaggi e il gioco di ruoli, costruendosi una sua storia. Sono entrambe attività stimolanti, ma in maniera diversa. In fondo i bimbi sono capaci di giocare con un pezzo di carta: ai nostri occhi può apparire  poco stimolante, in verità dietro c’è tutto un lavoro di immaginazione che permette alla loro fantasia di galoppare».

E qui in ludoteca la fantasia non solo galoppa, ma vola. I bambini chiedono aiuto alle ludotecarie quando non capiscono un gioco o non riescono a portare avanti una costruzione e poi continuano per conto loro, concentratissimi. Alcune mamme entrano con i loro pargoli per restituire un gioco e prenderne un altro: «Quello della ludoteca è un buon sistema, perché offre le novità, i bambini si divertono a scoprirle, ma spesso, dopo due settimane hanno già perso l’interesse e vogliono passare ad altro» raccontano.

Un mondo in evoluzione
In effetti, le mode e le tendenze nel mondo del giocattolo evolvono veloci. A che cosa giocano i bimbi nel 2015? Quale giocattolo va per la maggiore nelle case elvetiche? Contattata da Cooperazione, la portavoce dell’Associazione giocattoli Svizzera, Hélène Apel, fa sapere che «quest’anno un vero bestseller non è ancora emerso ma sono le settimane precedenti il Natale ad essere decisive. Però abbiamo notato un fenomeno dovuto alla bella estate: un incremento del 14% sulla vendita di giochi all’aperto, soprattutto quelli legati all’acqua. Si è pure registrato un aumento di vendite di giochi di società e di puzzle, che lo scorso anno invece avevano perso punti. Sempre forte vanno i giochi di costruzione e i personaggi d’azione». Ed è quello che riscontriamo in ludoteca. «I giochi che sicuramente vanno per la maggiore, e questo da sempre, sono i Playmobil. A volte i bambini vengono chiedendoci addirittura il numero della confezione, lasciandoci spiazzate» sorride Barbara.

Videogiochi contro balocchi
I grandi assenti qui a Daro sono i videogiochi, le cui vendite nel 2014 sono aumentate del 15% rispetto all’anno precedente. «È una scelta. Oggi tutti hanno una consolle o un tablet a casa. Inoltre si tratta di giochi molto costosi e il nostro budget è limitato» commenta Barbara, mostrandoci in una vetrinetta i primissimi gameboy, che facevano furore negli anni ‘90 e che ora nessuno vuole più. Sono giochi la cui tecnologia avanza a passi da gigante ma che invecchiano peggio dei cubetti di legno.
Secondo Flury, il videogioco, che fa ormai parte del quotidiano, non rimpiazzerà il caro vecchio balocco. «Lo schermo esercita un grande fascino sul bambino, ma l’evoluzione dell’uomo non è così veloce come lo sviluppo della tecnologia, e il bambino ha bisogno di esercitare una certa manualità per poter apprendere. Non si possono proibire i videogiochi, ma bisogna rispettare l’età indicata sulle confezioni».  Una delle tendenze che si sta profilando oggi è proprio quella di abbinare l’analogico al digitale, come fatto dalla giovane startup ginevrina, Studio Tourmaline. Marione Bareil, la sua ideatrice, ha realizzato un gioco per tablet, con sfondi e atmosfere che cambiano, in cui le pedine però sono delle figurine da maneggiare. Ancora in fase di realizzazione, il gioco di società dovrebbe venir commercializzato nei prossimi mesi.

Giochi per imparare le regole
E qui in ludoteca i giochi di società analogici non mancano. Barbara propone al nipotino e a Milo di sperimentare il gioco dell’anno, Spinderella. Ci sono ragnetti magnetici che devono acchiappare delle formiche su una tavola da gioco a due piani. Dall’aspetto accattivante, ma un po’ complicato senza l’aiuto di un adulto. «Nel gioco di società, l’adulto svolge un ruolo di mediatore, spiega le regole e le fa rispettare, evitando che i bambini le cambino durante la partita – spiega Flury. – Ma è anche l’occasione di sperimentare una relazione diversa con l’adulto. Perché in questa situazione, il bimbo ha la possibilità di batterlo. Questo gli procura una grande soddisfazione. Ai suoi occhi l’adulto è il modello da imitare, e se riesce a sconfiggerlo, guadagna fiducia in se stesso».

Regalare tempo
Sono tre ore che in ludoteca i ragazzini passano da un mondo all’altro: hanno salvato case da incendi, fatto la spesa al negozietto, costruito macchinine, sorvolato città in elicottero, incrociato principesse e abbracciato orsacchiotti. «Giocare è uno dei piaceri della vita» esclama Barbara, osservando i bimbi impegnati e assorti nei loro mondi paralleli. Nelle prossime settimane, le famiglie riunite per il Natale, avranno sicuramente l’occasione per dedicarsi a questo piacere e, come suggerisce Flury, se non si hanno idee per un regalo perché non offrire del tempo per fare un’attività insieme? Il bimbo, invece del nuovo ennesimo balocco, forse a volte gradirebbe più tempo e attenzione. Ne abbiamo la dimostrazione quando Milo prima di indossare la giacca per incamminarsi a casa, esige un’ultima partita: «Dobbiamo giocare a calcio!». E allora via, si improvvisano due squadre per giocare al vecchio, intramontabile calcetto.

Milo è impegnato con le automobiline. Foto sopra: Andrea scopre il gioco dell’anno.

Info pratiche

La ludoteca di Bellinzona di Comunità Familiare è aperta i mercoledì pomeriggio (ma non durante le vacanze scolastiche) dalle 14:15 alle 17:15.

Si possono prendere in prestito giochi per 1 o 2 settimane e il costo per gioco va da 1 a 6 franchi.

La ludoteca di Bellinzona propone anche giochi per feste con le riproduzioni su scala gigante di classici come Forza 4. Non c’è una quota d’iscrizione.

Per info sul panorama delle ludoteche in Ticino:



Intervista sugli sviluppi del gioco con Arianna Vignati, direttrice del corso di alta formazione in design for kids & toys promosso da POLI.Design, Consorzio del Politecnico di Milano.

È cambiato il modo di giocare dei bimbi nelle ultime generazioni?
Per il bambino il gioco non è un passatempo, ma il modo con cui conosce ed esplora la realtà. Questa dimensione di apprendimento è rimasta immutata, così come immutato è rimasto il significato che il gioco ha nel suo percorso di crescita. Quello che è cambiato sono gli strumenti che oggi il bambino ha a disposizione per esplorare il mondo che lo circonda.

Spesso questi strumenti sono giochi distinti per bambine e bambini. Ha senso?
No. Questo è un artificio commerciale. Da un punto di vista pedagogico-educativo non esistono giochi per le femmine e per i maschi. Ma è l’adulto che li compra, a volte con poca consapevolezza. Pensi che un bambino fino ai 4-6 mesi non vede i colori. Di fatto si potrebbero fare giocattoli in bianco e nero. Perché allora il gioco è tanto colorato? Perché è così che piace all’adulto.

Cosa fate per contrastare il fenomeno e per riportare il gioco al suo vero destinatario?
Più che parlare di giochi per femmine e maschi, per normodotati e disabili, noi parliamo di inclusività del gioco. Quella che trasferiamo ai nostri toy designer è l’idea che il gioco debba essere fruibile da tutti, tenendo conto delle esigenze del bambino. Ripartiamo dal bambino in tutti i sensi: osserviamo come gioca, lo coinvolgiamo nelle fasi del progetto e testiamo il prototipo con lui. Se non gioca, o se gioca solo per 10 minuti, vuol dire che non è un buon giocattolo.

Qual è la più grande difficoltà nel progettare un buon giocattolo?
Trovare la giusta sinergia tra analogico e digitale. Il futuro si giocherà sempre di più su questa combinazione. Ci sarà ancora una dimensione concreta nel rapporto tra il bambino e il giocattolo, ma amplificata da un digitale che permetterà con la fantasia di esplorare mondi e di ambientare il gioco in contesti diversi.

Altre tendenze in vista?
Ce ne sono due molto forti. Da un lato abbiamo i giochi che puntano sulla creatività, sulla dimensione artistica e creativa propria del bambino. Dall’altro i giocattoli che abbinano scienza e gioco, che utilizzano la scienza per far conoscere la realtà ma anche per farsi sorprendere per esempio da alcuni fenomeni scientifici.

L’associazione Progetto Genitori è presente tutti i giovedì di dicembre e da gennaio il primo giovedì del mese dalle 15:30 alle 17 al ristorante Coop del Centro Shopping Serfontana. È un’occasione per i genitori di incontrare i collaboratori dell’associazione, porgere domande e sottoporre temi riguardanti i bambini in età prescolastica.

Per informazioni:

Testo: Raffaela Brignoni

Foto: Annick Romanski

Pubblicazione:
lunedì 07.12.2015, ore 00:00