Divertirsi in slitta è un’attività che si presta bene per tutta la famiglia.

Tutti in slitta, è arrivata la neve!

MAPPA INTERATTIVA — Slittare è divertente ad ogni età. Ma cosa serve per poter slittare? Dove è nata la prima pista artificiale? Quali sono i consigli degli esperti? Lo scopriamo sulle piste tra Preda e Bergün. — Partecipa anche tu ai supersconti!

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Le risate delle bambine si sentono da lontano. E in un attimo ecco che le gemelle di nove anni e mezzo Lena e Fiona mi hanno già superato a bordo della loro slitta e a gran velocità sono scomparse allo sguardo, sotto il bosco di Preda (GR). Passi che io mi faccia superare da due bambine. Ma subito dopo, mi supera anche la loro nonna Esther Weber, 63nne di Frauenfeld. «Non prendertela! Da un paio d’anni ho ripreso a slittare con le mie nipotine e sono molto più allenata di te», mi conforterà più tardi nel viaggio di ritorno sulle ferrovie retiche verso Preda.
E così trascorre la giornata: su con il treno a Preda, giù con la slitta a Bergün. Verso mezzogiorno, si aggregano anche i genitori delle gemelle: Angela (37) e Urs Heinrich (39). Anche loro hanno un debole per la slitta. «Già bambini, abbiamo maturato velocemente il nostro amore per la slitta», spiega Angela. La dinamica famiglia sa in modo quasi intuitivo come si conduce una slitta. «È una combinazione di divertimento e sport a cui tutta la famiglia può partecipare». Le bambine conoscono la pista a memoria, frenano insieme con grande precisione, usano le cunette come trampolini, tagliano volontariamente nella neve profonda. Una volta sono atterrate quasi ai piedi di Rico Florinett, che qui è un po’ il padre della pista per slitta. «Tempo fa, molto tempo fa, il tracciato tra Preda e Bergün era una pista da bob», racconta. «Gli inglesi venivano qui e i nostri padri guadagnavano un po’ di soldi trasportando i turisti su slitte trainate da cavalli e con la costruzione della ferrovia». 

Dalle prime piste ad oggi
50 anni fa, da quella pista di bob è nata la madre di tutte le piste da slitta. Florinett racconta cosa serve affinché i circa 90mila appassionati di slitta possano divertirsi su questo tracciato. «All’inizio dell’inverno per prima cosa costruiamo delle pareti di legno per la sicurezza. Sommandole, si arriva a una lunghezza di circa 3 chilometri». In seguito vengono montati 6 telefoni e circa 30 tabelle segnaletiche. E poi inizia il lavoro vero e proprio: «Abbiamo due piste quasi della stessa lunghezza», spiega Florinett. «La pista per famiglie di Preda e quella sportiva da Darlux a Bergün». Quest’ultima è conosciuta tra gli iniziati come «il Lauberhorn per slitte» (sul Lauberhorn, nel massiccio della Jungfrau, vengono organizzate piste sciistche per discesa libera e slalom gigante, ndr). Il «Lauberhorn grigionese» è davvero solo per slittatori esperti o per giovani spericolati. Per costruire le curve e le pareti della pista, gli abitanti di Bergün «fanno nevicare» fiocchi per circa 3.500 m3. La neve artificiale viene distribuita sul terreno dagli agricoltori di Bergün con i loro spandi letame, naturalmente dopo averli ripuliti. A questo punto inizia il lavoro degli specialisti. Con gli sparaneve costruiscono le pareti con le curve. «Non è così semplice, le pareti devono essere solide e reggere fino in primavera», spiega Florinett. Per evitare scontri, nei punti critici vengono costruiti dei restringimenti. Prima che gli appassionati di slittino possano beneficiare della pista, sono necessarie 400 ore di lavoro. 







Folli storie sulla neve
E cosa non si vede sulle piste! «Una volta ho visto una coppietta che scendeva con una valigia», ricorda Florinett sorridente. Aveva chiesto loro perché portassero la valigia, così poco pratico quando si slitta… «No al contrario, è molto pratico», aveva risposto l’uomo. «Mia moglie è incinta, la data prevista per il parto è vicina e forse dovremo andare direttamente all’ospedale». Ancora più sgomento gli aveva procurato un uomo che perse la compagna scendendo in slitta. E non se ne accorse. O non volle accorgersene. «Il nostro servizio di sicurezza, di picchetto anche di notte, aveva recuperato la donna – racconta Florinett. – Il giorno dopo avevamo presentato la fattura del salvataggio all’uomo che ci rispose: “Non pago niente. Per me, potete anche tenere la donna”».

Lo sviluppo dello slittino
Continuiamo la nostra discesa e proprio nei passaggi veloci ci rendiamo conto che lo sviluppo della slitta non si è mai fermato. Ci sono slitte moderne, facili da maneggiare, che lentamente stanno soppiantando le resistenti e classiche slitte Davos.

La preparazione a fine giornata
Anche la più bella giornata sulle slitte ha una fine. Che cosa resta? Lena e Fiona tornano a casa con le guance rosse e un grande sorriso. La loro nonna ha riscoperto il piacere della velocità grazie alle nipotine ed è come ringiovanita. I genitori delle gemelle sono felici che le loro bambine pratichino sport. E resta anche una pista da slitta deserta. O meglio: quasi deserta. Quando tutti se ne vanno, arrivano gli uomini della pista. Dopo l’ultima corsa, il percorso va preparato per il giorno seguente. E poi non si sa mai: magari qualcuno vi ha forse smarrito la moglie…

Mezzo di trasporto — La slitta è senza dubbio uno dei più antichi mezzi di trasporto di cui si sia a conoscenza. Nelle Alpi era utilizzata per il trasporto del fieno e della legna.

Grigioni: la prima pista artificiale
La slitta entra nella storia degli sport invernali nel 1872. Degli inglesi in vacanza nei Grigioni preparano la prima pista artificiale per slitta dietro un grande albergo di San Moritz. La prima competizione ufficiale si svolge nel 1881, sempre nei Grigioni, ma a Davos. Vi si sfidano turisti inglesi e gente locale, ma le donne e i bambini non possono partecipare per motivi di sicurezza.

Pazza idea
Degli ufficiali britannici costruiscono nel 1884 la mitica pista Cresta a San Moritz. Questa pista ghiacciata lunga 1,2 chilometri è composta di dieci tornanti ed è ancora utilizzata. Parallelamente alla slitta, a partire dal 1888 si sviluppa il bobsleighs. La sua invenzione è dovuta a un turista americano che ha avuto la folle idea di unire due slitte per portare con sé due amici. Un rastrello da giardinaggio fungeva da freno…

Competizioni
I campionati europei di slitta vengono organizzati a partire dal 1914. Bisognerà attendere ancora un po’ prima che la disciplina si attesti a livello mondiale. I primi campionati del mondo si svolgono nel 1955.  Nel 1964, la slitta fa la sua grande entrata nelle olimpiadi ai Giochi invernali di Innsbruck con una prova mista, una per uomini e una per donne.  l GM

I consigli di sicurezza di Swiss Sliding, l’associazione che riunisce gli sport di discesa su slitta, bob & Co. consiglia di osservare queste regole:
1. Comportarsi sempre in modo responsabile senza mettere in pericolo gli altri.
2. Regolare la velocità a dipendenza della visibilità.
3. Rispettare le distanze con chi precede.
4. Superare lasciando un ampio margine.
5. Guardarsi alle spalle prima di partire
6. Fermarsi solo ai margini e non in mezzo alla pista.
7. Salire o scendere dalla slitta solo ai bordi della pista.
8. Rispettare la segnaletica.
9.  In caso d’incidente, prestare soccorso è d’obbligo.
10. In caso di incidente, dichiarare la propria identità.

Testo: Franz Bamert
Foto: Andrea Yannick
Pubblicazione:
lunedì 05.01.2015, ore 22:00