Francesca Cugini: «Sono una tipa competitiva».

Giovani lame

Scherma — La 15enne Francesca Cugini è una grande promessa della spada svizzera. Uno sport che le ha insegnato molto.

Su suolo nazionale, con la sua spada, ha già messo tutti in riga. Tanto da essere la numero uno del ranking svizzero tra le under 16. Ora Francesca Cugini, 15enne del Lugano Scherma, tenta la scalata a livello europeo. E da qualche tempo ottiene risultati brillanti anche al di fuori dei confini svizzeri. È capitato, ad esempio, a Montreux, a inizio stagione, dove la liceale luganese si è piazzata tra le prime otto in una gara di Coppa Europa. «E adesso – spiega Francesca – il mio obiettivo è di fare più punti possibili per qualificarmi all’Europeo di Gerusalemme, ad aprile».

Si era presentata in palestra un giorno di sette anni fa, accompagnata dalla mamma. Quella ragazzina tanto determinata, e un pochino introversa, nel frattempo è diventata un’avversaria tosta per chiunque. «Sono una tipa competitiva, che cerca l’agonismo. Ho una vita movimentata, da settembre a maggio quasi tutti i miei weekend sono occupati da gare in giro per l’Europa, e in estate ho i campi di allenamento. Ma è questo che voglio, non mi immagino la mia esistenza senza lo sport».

Le origini di Francesca sono sospese tra la Lombardia e il Veneto. Lei, però, è nata e cresciuta in Ticino. «E il fatto di indossare i colori rossocrociati – ammette – mi fa sentire ancora più radicata a questa terra. La spada, nel mio caso, stimola il senso di appartenenza a una nazione. Lo sport diventa integrazione».

Grazie alla spada, Francesca si sente parecchio diversa rispetto a qualche anno fa. «Perché questo non è uno sport basato solo sugli aspetti fisici. La scherma è soprattutto forza mentale, caratteriale. Ti stimola a conoscere le tue emozioni e a imparare a gestirle.

In un certo senso è anche una scuola di vita». Un’atleta ambiziosa, con la passione per il disegno e con il valore dell’amicizia stampato nel cuore. Francesca è una che anche nella sconfitta trova sempre il lato positivo. «Mi piace essere responsabile sia quando vinco, sia quando perdo. Anche per questo preferisco le gare individuali. Quelle a squadre forse sono più divertenti, certo. Però…». Prima di chiudere, si parla di riti scaramantici. Si scherza sulle possibili mosse propiziatorie, da mettere in atto in occasione di gare importanti. Ma Francesca non ci sta. «Io i riti scaramantici me li sono levati tutti. Perché non voglio farmi condizionare da fattori esterni. Quando hai la spada in pugno devi concentrarti solo sulle tue capacità».

www.luganoscherma.ch

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Testo: Patrick Mancini

Foto: Sandro Mahler

Pubblicazione:
lunedì 09.12.2013, ore 16:06


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