Glenda Agliani: «A Lugano vorrei piazzarmi tra le prime 10».

Giravolte a una svolta

Per la diciassettenne Glenda Agliani, il 2014 sarà un anno decisivo, dove si deciderà il futuro della sua carriera sportiva.

Febbraio 2013, pista di ghiaccio di Biasca. Glenda Agliani, promessa del pattinaggio artistico ticinese, ha il viso pieno di lacrime. Piange di gioia, perché ha appena concluso il test di selezione «oro». Esibizione perfetta, quella dell’atleta del Club Pattinaggio Lugano. E i giudici le spalancano le porte della categoria élite. Il prestigioso «pass» Glenda, che ha appena terminato la trafila con gli juniori, se lo potrà giocare adesso, in quello che si preannuncia come un anno cruciale per la sua carriera. «Tra 11 mesi – spiega la 17enne – a Lugano ci saranno i campionati svizzeri élite. Il mio obiettivo è di piazzarmi tra le migliori 10».

Due allenamenti al giorno. Uno all’ora di pranzo, l’altro nel tardo pomeriggio, dopo diverse ore sui banchi di scuola del liceo. E poi la palestra e gli esercizi di preparazione mentale. Glenda ha una vita mozzafiato. «A volte, alla sera, sono così stanca che mi addormento appena entro in casa. E così mi tocca alzarmi all’alba per studiare. Per fortuna che a scuola vado bene, anche perché durante le lezioni sto attentissima».

Dopo il «test oro» sono cambiate, le prospettive, per Glenda. «Mi capita di pensare al futuro, magari a una carriera internazionale. Ma sono consapevole che in Svizzera di pattinaggio non si può campare. E poi non è uno sport che puoi praticare a lungo ad alti livelli. Insomma, voglio comunque dare il giusto peso anche alla scuola». La 17enne, tuttavia, non ci pensa troppo. Ora è concentrata sui suoi obiettivi. «Sto già preparando le coreografie per i campionati svizzeri. Porterò una musica classica per il programma lungo e una musica cinese per il programma corto. I brani li scelgo in collaborazione con l’allenatore e il coreografo. La mia opinione è importante, devo sentirli miei, cuciti sulla mia pelle. Altrimenti le esibizioni non vengono bene».

Glenda non si tira indietro di fronte alle novità. È una sperimentatrice. «Sto lavorando molto sul salto triplo. Mi piace rischiare, uscire dal guscio». E quando il pubblico riempie la platea, lei si carica. «Non mi sento in soggezione. Peccato che gli spettatori scarseggino». Non sarà così, probabilmente, alla Resega di Lugano, a dicembre. «Se ci penso, mi emoziono. Un altro mio grande sogno potrebbe concretizzarsi. Chiudo gli occhi e spero di piangere ancora, come quel giorno a Biasca. Il giorno che ha cambiato la mia vita sportiva».

cpl-lugano.ch

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Testo: Patrick Mancini

Foto: Sandro Mahler

Pubblicazione:
lunedì 06.01.2014, ore 12:35


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