Peter Pfeiffer delle FFS, appassionato di storia e treni, nelle vicinanze della chiesa di Wassen. Pfeiffer accompagneràgli ospiti sul tratto montano da Biasca ad Arth-Goldau.

Gottardino: una
montagna di emozioni

Andata nel tunnel di base con fermata nel cuore del massiccio, ritorno dal tratto montano. Un viaggio esclusivo Coop che potreste vincere. — NATALIA FERRONI

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Gottardino. Così si chiama il treno speciale che permetterà di visitare, per l’ultima volta in autunno, la galleria di base. Il sogno di fare parte dello 0,5% della popolazione svizzera, che può «respirare l’aria» del tunnel più lungo del mondo, terminerà l’11 dicembre, quando i primi treni sfrecceranno secondo l’orario ufficiale.«In fondo si tratta solo di un “buco”– dice in modo prosaico Peter Pfeiffer, responsabile dell’offerta Gottardino presso le FFS –.  Eppure, è un progetto che alimenta l’identità comune nel nostro Paese. Tutte le generazioni si sono confrontate con il San Gottardo: dalla Via delle genti alla diligenza del San Gottardo, dal primo traforo nel 1882 al periodo del réduit militare, alla galleria autostradale del 1980. Insomma, per me il San Gottardo è il ‘‘cuore’’ della Svizzera».

Ora, si tratta di fare vivere ai fortunati partecipanti questa «montagna di emozioni». Come? Peter Pfeiffer anticipa il programma in esclusiva per i lettori di Coop. «Il treno, riservato interamente a Coop, partirà da Arth-Goldau e si avvicinerà, volutamente, a velocità ridotta all’entrata del tunnel di base. Si fermerà dopo 25 chilometri di viaggio nella galleria nuova: tutti scendono, ci troveremo nella stazione multifunzionale di Sedrun a circa 1.000 metri sotto la Surselva. Avremo quasi un’ora di tempo per vivere con tutti i sensi la galleria: dall’aria calda – avverto che ci saranno circa 30 °C – al rumore ovattato, grazie a un’isolazione fonica speciale (leggi anche Cooperazione del 23.2.2016) che permetterà di sentire tutte le comunicazioni senza eco. Sarà anche l’occasione per vedere la galleria, chiara e illuminata, in prospettiva: verso Sud tutta dritta, verso Nord con una leggera curva.

E i fan della fotografia ferroviaria non si faranno mancare un selfie con la motrice. Varie presentazioni audiovisive (nelle quattro lingue) spiegheranno i momenti salienti di quest’opera del secolo. I vagoni rimarranno comunque sempre accessibili, per rifornirsi di acqua e usufruire dei servizi». Il viaggio prosegue per Biasca, ma la particolarità dell’offerta esclusiva Gottardino Coop ci riserva altre entusiasmanti tre ore: un treno speciale rientrerà ad Arth-Goldau passando dal «vecchio» tratto di montagna. «Su tutto il tragitto di ritorno, quando passeremo davanti a monumenti importanti, il treno rallenterà per consentire agli ospiti di seguire (in tedesco) le diverse spiegazioni sulla Biaschina, la chiesa di Wassen, ecc.» prosegue Pfeiffer. Al più tardi qui, il nostro interlocutore, appassionato della storia e della ferrovia, saprà intrattenere in modo esauriente gli ospiti, tanto che già solo per arrivare ad Airolo il treno speciale impiegherà 15 minuti in più del solito. «Infatti, un’altra sfida che abbiamo dovuto affrontare è stata l’inserire questo treno speciale nelle cadenze dell’orario ufficiale».

Con il treno speciale Gottardino Coop, avvicinandoci ad Arth-Goldau, il nostro cicerone scomoderà anche Guglielmo Tell. A parole e in musica. Ma qui ci fermiamo: non dobbiamo svelare proprio tutto. 

La chiesetta di Wassen

Ero seduto in treno e stavo viaggiando in direzione del Gottardo. A un certo punto nel vagone entrarono padre e figlio. Con il suo accento svevo, il papà cominciò subito a spiegare al figlio che durante il viaggio verso Sud avrebbero assistito a uno spettacolo davvero curioso: una chiesa che poteva essere ammirata per tre volte di seguito. Sedevo di fronte a loro, ma non volevo dare nell’occhio, no, volevo godermi il seguito della scena. Il ragazzino ascoltava il padre a bocca aperta, mentre l’altro sfoggiava tutto il suo sapere sulle differenze di altitudine e sui tunnel elicoidali.
A quel punto il padre venne interrotto dal passaggio del carrellino delle bibite. L’uomo, in seguito, non riprese più il discorso, anzi, si era del tutto zittito. Più il treno saliva sferragliando verso Göschenen, più la nebbia s’infittiva. Ben presto, in quel mare di nebbia, il papà aveva completamente perso l’orientamento. Tutto intorno c’era solo grigio. Neppure una breve preghiera rivolta alla chiesa invisibile di Wassen sarebbe stata d’aiuto. Provai una pena infinita per quel padre.


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Pubblicazione:
martedì 17.05.2016, ore 00:00