Guardate questo cane e questo uomo: sono due eroi dei tempi moderni

Fabio Giussani fa parte dei soli tre svizzeri in possesso di un brevetto di ricerca di persone disperse in superficie e sotto le macerie. - di KERI GONZATO

Quando incontri una persona come Fabio Giussani inizi a pensare che i supereroi esistano davvero… Nonostante i capelli bianchi, il fisico atletico parla di una vita dedicata a una vocazione particolare. Oltre ad essere Capo di Stato Maggiore del Corpo delle guardie di confine, è uno dei soli 3 soccorritori svizzeri a possedere sia il brevetto di ricerca di persone disperse in superficie che sotto le macerie. Il suo super potere da soccorritore è indissolubilmente legato al suo cane Aida, con cui ha conseguito entrambi i brevetti. «Ho sempre avuto una grande passione per gli animali – racconta con una voce calma e sicura –; avrei voluto fare il veterinario poi, per vari avvenimenti, ho seguito altre strade». Fabio conclude la scuola Magistrale e vorrebbe continuare gli studi per diventare insegnante di ginnastica ma, il destino decide altrimenti… Un incidente gli impedisce di fare gli esami di ammissione. Inizia a lavorare per la dogana e, per completare la formazione base come perito doganale, passa oltre 10 anni in Svizzera interna. «Visto il mio background, ho iniziato anche ad insegnare al centro di formazione per le guardie di confine». 

«

Nelle operazioni di soccorso ogni secondo è prezioso»

Il corononamento di un duro lavoro
Oltre ad amare l’insegnamento, Fabio è un cinofilo di grande esperienza. Già presidente della Federazione Cinofila Ticinese, dal 2010, Fabio è presidente della sezione ticinese di REDOG, Società svizzera per cani da ricerca e salvataggio, parte della Catena Svizzera di Salvataggio (CSS) che offre aiuto in patria e all’estero. Fabio lavora con i cani da molto tempo, allenandosi nelle discipline sportive di ricerca sanitaria. «Inizialmente, si trattava della ricerca di persone disperse in superficie in modalità di simulazione sportiva, oggi invece mi metto in gioco nella vita reale». Lo scorso anno, Aida e il suo conducente hanno superato l’esame di brevetto per la ricerca di persone disperse sotto le macerie. «È stato il culmine di 3 anni di duro lavoro con un programma serrato di allenamenti – spiega – di cui hanno fatto parte diversi test di idoneità e il conseguimento del brevetto per la ricerca in superficie: sapere che questi brevetti mi avrebbero permesso di offrire un aiuto concreto mi ha motivato!». «In una situazione d’emergenza – spiega Fabio – la prima cosa da fare è provvedere a un’attenta analisi della situazione, per definire le zone prioritarie di ricerca, quelle pericolose e quelle secondarie: solo in seguito si invia il cane».  Con le frane di Davesco e Bombinasco, Fabio – nelle veci di coordinatore, e i team Redog – sono intervenuti prontamente facendo tutto il possibile. Fabio ricorda tutto come se fosse accaduto ieri: «A Bombinasco non è stato possibile intervenire subito per il rischio che scendesse un’altra colata di fango; abbiamo dovuto aspettare il via libera del geologo». La cosa più difficile, come è capitato ad Oggio in Val Colla, con la colata di fango arrivata sulla strada, è l’incognita. «Non sai mai quante persone possano essere rimaste sotto le macerie e sta ai conducenti e al cane determinare questo: una responsabilità grandissima. È un lavoro duro sia fisicamente che psicologicamente». 


Sempre pronti a intervenire
Fabio è un amante delle sfide. Quando raggiunge un traguardo se ne prefigge subito un’altro! «Ho sempre rifuggito la routine – conferma –; la possibilità di crescere e superare me stesso mi fa affrontare le giornate con entusiasmo». Di conseguenza, la sua vita appare come un vero e proprio tour de force. Oltre alla REDOG, riveste un ruolo lavorativo complesso. Come ufficiale capo dello stato maggiore del comando, è responsabile dell’amministrazione del comando in Ticino, dall’aspetto finanziario a quello infrastrutturale, così come delle relazioni con i media. Per riuscire a gestire tutto in modo ottimale, ogni giornata è organizzata fin nel minimo dettaglio. «Ho la fortuna di non avere bisogno di molte ore di sonno, la mattina mi alzo molto presto ed esco con Aida per un primo allenamento, poi mi reco al lavoro, dove ci sono sempre nuove situazioni a cui trovare una soluzione. La sera, torno a casa, ed esco nella natura con Aida, per prepararci sia fisicamente che mentalmente. I fine settimana li dedico agli allenamenti e ai miei figli». Mi racconta che, da quando il suo ruolo come soccorritore è passato dall’essere una passione sportiva ad una posizione di responsabilità, sente l’importanza di essere, assieme ad Aida, sempre al top. «Sono a disposizione 24 ore su 24. In qualsiasi momento so di poter essere chiamato per un’emergenza, in Svizzera o all’estero, e non possiamo permetterci di arrivare impreparati: nelle operazioni di soccorso ogni decisione è cruciale e ogni secondo prezioso». Spesso è una questione di vita o di morte e questa consapevolezza spinge Fabio ad allenarsi con la massima dedizione. Ovunque sia la prossima sfida da affrontare, il nostro eroico duo è pronto!

CLICCA QUI PER TORNARE ALL'HOMEPAGE
CLICCA QUI PER ANDARE ALLA RUBRICA «INCONTRI»

Commento (0)

Grazie per il vostro commento.

Questo commento ha un contenuto sgradevole?

Il testo sarà controllato ed eventualmente modificato o bloccato.

Il vostro commento

Non avete ancora scritto il commento.

Questo campo deve essere compilato. Grazie.

Campo obbligatorio
Questo campo deve essere compilato. Grazie.










Si prega di commentare nel rispetto della nostra netiquette e degli altri utenti.

LEGGI ANCHE…


L'appuntamento quindicinale

Le analisi di Ceroni su Cooperazione

Parliamo d'arte

La rubrica "Il quadro" di Cooperazione



Login con il profilo di Cooperazione

Chiudere
Fehlertext für Eingabe

Fehlertext für Eingabe

Dimenticato la password?