Hoepli: fieri di essere svizzeri

Barbara Hoepli e il papà Ulrico sulle sfide di un editore svizzero in Italia. Incontro a Milano, presso la loro leggendaria casa editrice e libreria. — GERHARD LOB

Su invito dell’Associazione Carlo Cattaneo mercoledì 8 febbraio parlerete presso la sede dell’Università a Lugano su “Le sfide di un editore svizzero in Italia e in Europa”. Il titolo lascia intendere che anche dopo quasi 150 anni a Milano vi considerate sempre un editore svizzero ?
Ulrico Hoepli: Le nostre origini sono svizzere. La nostra famiglia viene dalla Turgovia, da Tuttwil per la precisione. Ulrico Hoepli, il fondatore della casa editrice, nasce nel 1847 in Turgovia e si trasferisce a Milano nel 1870, dove rileva da un tedesco una libreria internazionale alla quale darà il nome di Hoepli. Un anno dopo comincerà pure l’attività editoriale.

Possiamo dire che nonostante il passare degli anni, sull’arco di tutti questi decenni non avete perso il filo con la Svizzera?
Barbara Hoepli: Sì e così. l nostro legame con la Svizzera è sempre molto presente. Per noi è molto importante a livello personale, culturale e professionale mantenere rapporti con il nostro paese d’origine e non solo con la Svizzera italiana dove per motivi linguistici è più facile. Evidentemente la vicinanza geografica con la Svizzera ci ha molto aiutato. Ma va pure detto che siamo molto grati all’Italia che ha accolto il nostro antenato e dove possiamo svolgere questo mestiere meraviglioso e che siamo molto affezionati alla città di Milano. C’è un amore per i due paesi e per la città, che ci fa dire di essere svizzeri milanesi oppure milanesi svizzeri.

Due culture che sono complementari?

B.H.: Forse è meglio dire che la cultura da cui proveniva la nostra famiglia, improntata all’etica calvinista, si combini molto bene con quella milanese. Non a caso nello stemma della Hoepli si legge in labore virtus et vita.

Il marchio “svizzero” vi è utile per motivi professionali?
U.H.: La svizzeritudine – oppure swissness – ci aiuta molto. Una buona conoscenza del tedesco è inoltre sempre utile – anche per un editore in Italia. Basti pensare che la fiera del libro più importante al mondo si svolge a Francoforte in Germania, dove siamo sempre presenti. Spesse volte non basta solo l’inglese. E questo vale in particolare per il mercato del libro, un mercato internazionale. E ricordiamo pure che Johannes Gutenberg, inventore della stampa moderna, è stato un tedesco.

Voi rappresentate la quarta
e quinta generazione della casa editrice Hoepli. La sesta generazione è pronta?

U.H.: La sesta generazione c’è. Ho otto nipotini. Ma ci vuole ancora tempo. Per il momento sono tutti studenti, vedremo.

Veniamo alle sfide della editoria odierna. Quali sono quelli principali?
B.H.: Una sfida importante è di rimanere in contatto diretto con i nostri lettori. Cerchiamo di riuscire a capire quali sono i loro interessi e  necessità. Noi siamo editori, ma anche librai, un fatto molto importante per noi. In libreria abbiamo un contatto diretto col pubblico. Questo ci aiuta molto a tastare il polso dell’utenza e a prendere le decisioni dal punto di vista editoriale.
L’altra sfida è quella di rimanere al passo coni tempi dal punto di vista tecnologico. Siamo molto aperti a tutte le innovazioni. I nostri libri infatti vengono pubblicati anche in formato elettronico e da anni ormai siamo presenti online con la nostra piattaforma di e-commerce Hoepli.
Siete molto conosciuti per i manuali. Proprio in questo ramo avanza l’offerta online.

Si avvicina la fine di questi
libri in forma stampata?
B.H.: Una fine vera e proprio no. Ma ci sono cambiamenti nella forma. Ad esempio in questi giorni escono tutti i codici, come il codice civile oppure il codice penale. Questa pubblicazione rappresenta una fotografia precisa della legge attuale, ma nel contempo il libro rimanda ai contenuti online che vengono costantemente aggiornati. Ciò significa che la carta va a braccetto con l’online. Questo vale anche per la scuola, dove i libri di testo continuano ad esistere. Noi siamo anche un editore di libri di testi scolastici. Circa la metà del nostro fatturato viene da questo ramo. In più per noi sono molto importanti anche il settore tecnico-scientifico, quello professionale e quello delle lingue.

Dunque la carta non muore?
U.H.: Assolutamente no. Siamo appena stati anche a Venezia alla scuola per librai, dove si è sottolineato l’importanza della carta. E noi siamo d’accordo.

Avete menzionato E-commerce, cioè la vendita dei libri online che è diventata molto importante. I grandi canali di vendita li sentite come una minaccia?
B.H.: Direi piuttosto che rappresentano per noi un’opportunità e una sfida. Pensiamo ad esempio a Amazon. Per noi questo venditore online è un cliente, perché compra e vende i libri Hoepli. Ma è anche un concorrente, visto che noi stessi abbiamo una nostra libreria online Hoepli.it, che mette a disposizione due milioni di titoli.

Ma le vendite online vanno a scapito delle librerie.
B.H.: Purtroppo in Italia hanno chiuso tante librerie indipendenti. Ma per noi la libreria era e rimane sempre molto importante. Abbiamo una libreria di catalogo e universale. Nel nostro negozio lavorano librai specializzati, non venditori, sono professionisti del libro che possono consigliare il cliente. Questo in una città internazionale come Milano è ancora molto importante.

Quanto è difficile oggi gestire un’azienda a carattere famigliare che conta circa cento collaboratori?
B.H.: Non è sempre facile, ma siamo appassionati. Oltre a nostro padre Ulrico, siamo in tre fratelli, Giovanni, Matteo e la sottoscritta. Direi che è proprio la passione per i libri che riesce ad unire la famiglia, ma pure tutta l’azienda. D’altronde spesso le aziende librarie sono proprio a carattere famigliare.  

A Milano vivono tanti svizzeri. C’è una vita della comunità svizzera?
U.H.: Sì, abbiamo il centro svizzero in Via Palestro, dove hanno sede diverse associazioni, il consolato e la camera di commercio Svizzera in Italia, nel cui Consiglio Direttivo siede Barbara. C’è anche la società svizzera. Ci capita spesso di frequentare questi ambienti. La comunità svizzera a Milano è molto presente.

A Milano, oltre alla libreria e la casa editrice, il vostro avo ha lasciato un importante segno.
B.H.: Sì, il Planetario di Milano, ufficialmente Civico Planetario “Ulrico Hoepli”, un edificio situato nei giardini di Porta Venezia di Milano, regalato alla città dal nostro avo fondatore.

A Zurigo invece Ulrico Hoepli istituì la fondazione Ulrico Hoepli. Di cosa si occupa?

U.H.: Si tratta di una fondazione autonoma,  nata per volontà dal fondatore, indipendente da ogni legame con la famiglia, che sostiene istituzioni culturali e scientifiche.

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Mercoledì 8 febbraio 2017, dalle ore 17.45, Ulrico Carlo Hoepli e sua figlia Barbara Hoepli presenteranno “Le sfide di un editore svizzero in Italia” in occasione del ciclo 2017 dell’Associazione Carlo Cattaneo, alla Università della Svizzera italiana a Lugano. A questa serata ne seguiranno altre due, sempre di mercoledì, con interventi su ricerca, sviluppo e medicina. Partecipazione su iscrizione.



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