I Ticinesi, ma quelli...
più a Sud del mondo

Viaggio a Punta Arenas, città cilena di 130mila abitanti a pochi chilometri dalla Terra del Fuoco. Qui sono sbarcati decine di svizzero italiani. — Mattia Bertoldi

Fu il nonno di mia madre a trasferirsi a Punta Arenas, alla fine dell’Ottocento: si chiamava Aldino Nessi e proveniva da Vacallo». Inizia così il racconto di Claudia Pozas, fiera discendente di una stirpe ticinese. «Dopo un iter abbastanza lungo, sono riuscita a ottenere la nazionalità rossocrociata per me e le figlie. Il Circulo Suizo attivo qui a Punta Arenas comprende una cinquantina di iscritti, e loro sono le più giovani».

Come è arrivato il suo bisnonno in Patagonia?
«Lavorava nel settore tessile e fu chiamato a lavorare a Valparaíso, vicino a Santiago del Cile. La nave doveva superare lo stretto di Magellano, a pochi chilometri da Punta Arenas, e qui si fermò – forse poiché aveva incontrato la sua futura moglie, Delfina Levet, discendente di una famiglia friburghese. Lui iniziò così a lavorare per un quotidiano locale: conosceva cinque lingue e traduceva le notizie provenienti dall’Europa».

L’impronta svizzera è parecchio presente nella vostra città?
«Certo, la colonia elvetica ha sempre avuto una certa importanza per Punta Arenas. Molte strade portano il nome di dinastie svizzere, e c’è pure una “Plaza Suiza”!».

Fiera discendente ticinese, Claudia Pozas, posa con il marito Rodrigo e le figlie Constanza e Mariana, le più giovani svizzere in Patagonia.

Fiera discendente ticinese, Claudia Pozas, posa con il marito Rodrigo e le figlie Constanza e Mariana, le più giovani svizzere in Patagonia.
http://www.cooperazione.ch/I+Ticinesi+piue+a+Sud+del+mondo Fiera discendente ticinese, Claudia Pozas, posa con il marito Rodrigo e le figlie Constanza e Mariana, le più giovani svizzere in Patagonia.

Come mantiene il legame con le sue radici ticinesi?
«Un paio di anni fa mi sono interessata al ramo familiare presente in Svizzera e grazie alle reti sociali mi sono messa in contatto con alcuni parenti. Il sogno di Aldino era quello di poter tornare in Ticino, un giorno o l’altro, ma non ci riuscì mai».

E lei, invece?
«Per mia grande fortuna, sono riuscita a viaggiare in Svizzera in due occasioni e qui ho conosciuto dei parenti che oggi abitano a Zurigo. Ho inoltre dei cugini che sono venuti a trovarmi, l’anno scorso».

Oltre a questo punto tra il Cile e la Svizzera, in quali altri momenti celebrate le vostre radici?
«Grazie alle attività del Circulo Suizo celebriamo insieme il Natale e la Festa del Primo d’agosto. Inoltre, nel 2010, abbiamo celebrato i duecento anni dell’Indipendenza cilena sfilando con abiti tradizionali elvetici in una parata che ha percorso le strade principali di Punta Arenas. In onore delle nostre origini, ma anche senza dimenticare il presente».

Luigi Lepori si trasferì in Patagonia nel 1902.

Luigi Lepori si trasferì in Patagonia nel 1902.
http://www.cooperazione.ch/I+Ticinesi+piue+a+Sud+del+mondo Luigi Lepori si trasferì in Patagonia nel 1902.
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L’avvincente epopea di un passaporto svizzero.
Correva l'anno milleottocentosessanta»

Nato a Sala Capriasca nel 1869 e figlio di un muratore, Luigi Lepori emigrò in Cile in giovane età. Lo fece insieme ai fratelli Pietro e Nabor e in compagnia del padre, Felice, che morì durante lo scalo a Rio
de Janeiro. Dopo una breve permanenza in Brasile, il ticinese si trasferì a Punta Arenas nel 1902 per lavorare come stuccatore e qui sposò una francese, figlia di commercianti. Insieme ebbero sette figli che permisero alla dinastia capriaschese di radicarsi in Patagonia, divenendo una delle più rappresentate famiglie ticinesi nel Sud del Cile.

Lo dimostra la storia del discendente Eduardo Lepori, che pochi anni fa ha trovato in fondo a una cassapanca un passaporto rossocrociato: apparteneva proprio a suo bisnonno Felice ed era datato 1860. Colpito dal ritrovamento, il 65enne ha arruolato il figlio Luis (35 anni) ed è partito alla volta del Ticino nel 2012, 110 anni dopo il viaggio che portò nonno Luigi a Punta Arenas. È stato ricevuto dal Municipio e celebrato non solo per le sue origini capriaschesi, ma anche per il suo impegno nel conservare intatta la memoria ticinese in un luogo così remoto. In qualità di presidente del Circolo svizzero di Punta Arenas, infatti, Eduardo è un punto di riferimento per i quasi 2.000 svizzeri residenti.

Il successo? Prima in Cile, poi in Europa

Pablo Meneguzzi ha sfondato al Festival di Viña del Mar nel 1996.

Pablo Meneguzzi ha sfondato al Festival di Viña del Mar nel 1996.
http://www.cooperazione.ch/I+Ticinesi+piue+a+Sud+del+mondo Pablo Meneguzzi ha sfondato al Festival di Viña del Mar nel 1996.

La carriera musicale di Pablo Meneguzzi non è nata in Europa come molti credono, ma in Sudamerica. Per la precisione a Viña del Mar, località costiera a un centinaio di chilometri da Santiago del Cile. Senza grandi speranze, inviò il suo singolo Aria’ Ario’ al festival musicale cittadino – ma seguito in tutto il continente – e fu invitato a partecipare. Poi, con ancora maggior sorpresa, vinse la competizione e all’età di venti anni conquistò l’America latina con la sua voce. Per diversi anni dovette così condurre una doppia vita: celebrità al di là dell’oceano, un quasi sconosciuto in Europa. Solo nel 2001 si chiuse la forbice, con il debutto al Festival di Sanremo e il successo alle nostre latitudini.

L’amore del cantante di Stabio per il Sudamerica è sempre vivo, come dimostra il repertorio cantato agilmente tanto in italiano quanto in spagnolo. Per il Cile, poi, la passione è grande: non a caso ha condotto di recente una tournée che lo ha visto esibirsi in sette località del Paese dal 7 febbraio al primo marzo. L’esordio? Proprio a Punta Arenas, forse anche in onore delle famiglie ticinesi là presenti.

www.paolomeneguzzi.com

Capriasca — Tributo agli emigranti 

Il comune di Capriasca ha dedicato un’ala del proprio sito a Punta Arenas. Tra i contenuti, anche l’intervista a Eduardo Lepori da parte del periodico Mosaico, redatto dagli allievi delle scuole medie di Tesserete. — www.capriasca.ch

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