I coltivatori di nocciole se la ridono

Certificate UTZ, prodotte in condizioni socialmente etiche e nel rispetto dell’ambiente, si inseriscono nella strategia di sostenibilità di Coop.

Tra discoletti, milanesini, brunsli e pasticcini al cocco e alle nocciole, prima di Natale la cucina si trasforma in una pasticceria a ciclo continuo. Uno degli ingredienti più apprezzati in questo periodo sono le nocciole, utilizzate anche in diversi dolci e crostate e persino nei piatti caldi. La maggior parte di queste provengono da coltivazioni turche, che forniscono dal 70 all’80% della produzione mondiale. Solo il 10% delle nocciole raccolte in Turchia viene consumata cruda; il restante 90% è sottoposto a tostatura e poi trasformato. Anche per Coop la Turchia rappresenta la principale fonte d’approvvigionamento di nocciole.



Obiettivi ambiziosi
Le condizioni di lavoro nelle piantagioni turche sono però pessime: spesso il compenso corrisposto ai raccoglitori non raggiunge neppure il
salario minimo per legge. I lavoratori sono poi spesso costretti a straordinari non retribuiti. C’è poi la piaga del lavoro minorile. «Ecco perché le nocciole rientrano nella lista redatta da Coop delle 14 materie prime critiche», afferma Raphael Schilling del reparto sostenibilità di Coop. Oltre alle nocciole, l’elenco include carne, latte, uova, frutta e ortaggi, fiori e piante, pesce e frutti di mare, caffè, cacao, olio di palma, riso, soia, cotone e prodotti a base di legno e di carta. «Per tutte le materie prime critiche abbiamo definito standard di sostenibilità e ci siamo prefissati obiettivi ambiziosi per la loro attuazione, che intendiamo raggiungere entro il 2020», continua Schilling. Progressivamente, grandi ambiti d’assortimento contenenti nocciole saranno convertiti alla sostenibilità. Gli standard di riferimento sono Bio Suisse e UTZ. La gemma di Bio Suisse è uno dei label di qualità bio più rigorosi al mondo. Le coricolture certificate UTZ devono rispondere ai seguenti criteri: agricoltura sostenibile, buona gestione delle fattorie, condizioni di lavoro sicure e prive di rischi per la salute, rispetto dei salari minimi, divieto di lavoro minorile. Le aziende sono sottoposte a controlli periodici.

Verso la giusta direzione
Le certificazioni di Bio Suisse e UTZ hanno ricadute positive sulla vita di molti coltivatori e raccoglitori di nocciole. Secondo alcune stime, il lavoro sulle piantagioni di nocciole turche rappresenta un’importante fonte di introiti per circa 400.000 famiglie. Anche se c’è ancora molto da fare prima di raggiungere tutti gli obiettivi, le prime ricadute positive ci sono già state. «Da poco le nocciole macinate convenzionali delle nostre marche proprie sono certificate UTZ», precisa Raphael Schilling. «A partire dal 2018 lo stesso accadrà per le nocciole contenute nelle creme da spalmare convenzionali
e nei prodotti al ciocciolato delle nostre marche proprie». Coop fornisce così un prezioso contributo per una corilicoltura sostenibile in Turchia.

* Nella lingua maya del Guatemala «Utz» signfica «buono».

www.fattinonparole.ch

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