Sofia, Fabiana, Sophia (figlia unica), Eliseo e Ariele insieme per una foto di gruppo. (Foto: Hsaskia L. Cereghetti)

I figli? Decidiamo noi
quando farli. Ma la natura...

Sempre più coppie decidono di fare i figli in età matura. La natura non sempre è d’accordo, così aumentano anche i dati sull’infertilità. - di PATRICK MANCINI 

Con i suoi 8,3 bambini per mille abitanti, il Ticino è la pecora nera della natalità in Svizzera. A livello nazionale, le cose non vanno meglio, infatti, si fanno (considerando la media di tutti gli altri cantoni) 10,2 figli per mille abitanti. Dato eloquente, se si pensa che molte nuove nascite derivano dal boom dell’immigrazione. Insomma, la tendenza a fare pochi bimbi è sempre più nel dna del popolo rossocrociato doc. Ma cosa significa mettere al mondo un figlio oggi? A raccontarlo sono due famiglie. Una che, per scelta, ha puntato sul figlio unico. E l’altra con ben quattro figli.      

Figlio unico
Due genitori che lavorano a turni, lui pilota internazionale, lei infermiera al 50%. Ritmi serrati. Notti di poche ore per non fare mancare nulla a Sophia, 7 anni. A casa di Andreas Schafrath e di Silvia Boorova, a Giubiasco, si dorme poco. «Per noi – dice Silvia – il fatto di essere genitori è una vera avventura, ma anche un percorso a ostacoli». «Dobbiamo riuscire a fare incastrare tutto – gli fa eco Andreas –. Io sono spesso all’estero,
perché il mio posto di lavoro è a Istanbul». 
Silvia ha partorito all’età di 36 anni. «Sono partita con l’idea del figlio unico – ammette –.  Per una questione biologica, ma anche economica. Fare crescere un figlio comporta dei costi. Avendo una sola bimba, avrei potuto concentrarmi solo su di lei e non farle mancare nulla». In Svizzera il congedo maternità è di 3 mesi. «Ho preso anche un congedo non pagato di 6 mesi. Ma di più non avrei potuto. Finanziariamente è una scelta che si fa sentire». «Tra l’altro – aggiunge Andreas – ho già un figlio di 17 anni, avuto da una precedente relazione. È una situazione che capita a molti oggi. E in questi casi devi sempre calcolare che hai una famiglia allargata da mantenere». La coppia di Giubiasco può contare sull’aiuto dei nonni e di due baby sitter. Ancora Andreas: «Abbiamo selezionato con cura le persone che si occupano di Sophia, visto che lei ha anche delle allergie. È chiaro che nella nostra situazione facciamo fatica a fare delle cose insieme. E nostra figlia a volte sente la nostra mancanza. Però facciamo il massimo». Silvia conclude con una frecciatina ad altre donne. «Mi fa ridere quando sento una mamma sostenere che non si può lavorare se si ha un figlio. Noi lottiamo tutti i giorni per fare quadrare tutto. E siamo felici». Naturalmente decidere di fare la mamma è una scelta soggettiva inalienabile. 

Fratelli e sorelle     
Sofia, Fabiana, Eliseo, Ariele. Quattro figli di età compresa tra i 9 anni e i 10 mesi. Anna Giudicetti Rizzi e suo marito Guido, di Soazza, da sempre sognavano una famiglia numerosa. «È bello avere dei fratelli con cui condividere le cose», dice Guido. «Pensavamo di fermarci a tre – aggiunge Anna –. Il quarto è arrivato a sorpresa. Tanto è vero che io avevo appena ripreso a lavorare». 
Lei, docente di scuola elementare, e lui, impiegato cantonale, viaggiano all’unisono. «Il lavoro non si molla – evidenzia Anna –, con un po’ di organizzazione si può fare tutto». E infatti la 38enne collabora anche con la biblioteca comunale e dirige una banda musicale a Paradiso. «La musica è la mia passione. E non l’ho mai abbandonata». Guido, che è anche pompiere annuisce. «Quando mia moglie ha i suoi impegni, sono io a occuparmi dei bimbi. E viceversa. Possiamo contare anche sull’aiuto dei nostri parenti e di una mamma diurna». Una bella casa con giardino, una situazione economica buona. La famiglia di Soazza conduce una vita piacevole. «I sacrifici ci sono sempre – precisa Anna –. Chiaramente il quarto figlio ci ha imposto delle riflessioni. A qualcosa bisogna rinunciare, il budget finanziario famigliare va ricalcolato se c’è una persona in più in casa». Tuttavia, il vero problema di Anna e Guido consiste nella difficoltà di ritagliarsi spazi in cui stare assieme, con i propri bambini. «E per questo le vacanze diventano fondamentali. Lì non ci facciamo mancare nulla. Puntiamo su un buon albergo, in cui ci sia un occhio di riguardo per i bimbi. La vacanza deve essere un piacere, non una difficoltà». 

«Per la Svizzera un futuro multiculturale»

Marco Buttarelli, medico ginecologo. 

Perché gli svizzeri, in particolare i ticinesi, fanno sempre meno figli?
Da una parte perché la priorità è data al lavoro e al tempo libero. Dall’altra perché si tende a procrastinare la genitorialità. E si sa che dopo una certa età, soprattutto per la donna, è biologicamente difficile formare una famiglia numerosa. 
Quanto pesa il fattore economico nella scelta di mettere al mondo un bambino?
Per alcune coppie gioca un ruolo importante. Oggi, si tende a fare un  figlio quando le condizioni finanziarie personali sono ottimali. E i contraccettivi ci facilitano in questo.
Per raggiungere il successo professionale possono volerci anni. Questo aspetto influenza l’elevato tasso di infertilità degli svizzeri?
Eccome. In Svizzera il 15% delle coppie fertili ha difficoltà nel procreare. Tante donne oggi vogliono, giustamente, realizzarsi nel lavoro, ma la natura continua a pensare che la donna debba riprodursi a 20-30 anni. Anche nell’uomo il livello di infertilità è in aumento, a causa dell’ambiente in cui si vive e dello stile di vita meno sano.          
Si fanno pochi figli, eppure si stima che entro il 2050 la popolazione svizzera supererà i 10 milioni, contro gli 8 attuali. Non è un controsenso? 
La differenza la faranno gli immigrati. Per certi popoli la genitorialità conserva ancora il valore tradizionale. E per questo continuano a fare molti figli. La Svizzera del futuro, se le previsioni dovessero essere confermate, sarà parecchio multiculturale e più simile alle grandi metropoli americane.  

Francia, Turchia e Norvegia sono i Paesi con il tasso di natalità più alto d’Europa: più di 2 bambini per donna. L’Italia è all’ultimo posto, con circa 1,5 figli per donna. Poco meglio la Svizzera (1,6). E così, in molte nazioni sviluppate, l’infertilità diventa un problema reale.

• In Svizzera sono circa 1.400 all’anno i bambini nati per procreazione assistita. Qualche decina anche in Ticino.

• Dagli Stati Uniti, intanto, ecco la possibilità, per la donna, di conservare (congelare) gli ovuli preventivamente e potere così avere figli in età più avanzata. Qualche interessata si è annunciata anche da suolo elvetico.

• Infine, un dato curioso: stando all’Ufficio cantonale di statistica (dati del 2013), in Svizzera sono 9.838 le economie domestiche con 5 e più figli mentre in Ticino sono 349.    

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Testo: Patrick Mancini

Pubblicazione:
mercoledì 03.02.2016, ore 00:00


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