I gioielli di Monteverdi

Peter Monteverdi è stato il maggior costruttore svizzero di automobili. Con Paul Berger, erede delle sue vetture, parliamo di passato e futuro. — Daniele Pini

www.monteverdi.ch

Visto dall’esterno, il museo Monteverdi di Binningen/BL presenta una semplice vetrina poco appariscente in cui è esposta una vettura. Appena entrati nella struttura, però, si rimane affascinati dalle pareti verde elettrico e soprattutto dal luccichio delle cromature della settantina di vetture esposte.

«Alle generazioni più giovani, il nome Monteverdi dice poco o nulla» dice Paul Berger, proprietario della struttura e compagno di vita di Peter Monteverdi, morto nel 1998. Eppure dalla fabbrica di Binningen sono uscite circa tremila vetture. Nei tempi di maggior produzione, 45 persone lavoravano per questo marchio: in gran parte in Svizzera, mentre per la produzione delle carrozzerie ci si era rivolti a una ditta piemontese.

L’avventura di questo marchio ebbe inizio negli anni ’60, dopo che il garage di Peter Monteverdi perse la concessione per la vendita di vetture Ferrari. «Monteverdi decise allora di costruire una vettura ancora più performante delle rosse di Maranello – dice Paul Berger –. In realtà, Peter è sempre stato un personaggio innovativo, ha sempre amato fare ciò che gli altri non fanno». Il primo risultato di rilievo si ebbe con il modello 375 L (il preferito di Paul Berger), esposto al Salone di Ginevra nel 1968, e accessoriato con cambio automatico e impianto di climatizzazione, accessori nuovi per l’epoca.

Il bolide da 450 cavalli del 1970
La vera bomba si ebbe però nel 1970, quando venne presentata la Hai 450 SS, una vettura sportiva con motore centrale che eroga 450 cavalli, da far invidia a una Ferrari, e con cambio a cinque marce. Il modello esposto al Salone di Ginevra fu venduto e attualmente si trova negli Stati Uniti. Di questo gioiellino furono costruiti poi solamente altri tre esemplari, che ora sono esposti al museo Monteverdi. La Hai 450 SS fu disegnata a mano, come la totalità dei modelli Monteverdi. Nel museo si trova esposto un modello in legno che serviva poi da base per produrre la carrozzeria.

A metà degli anni ’70, la crisi del petrolio si fece sentire anche sulla fabbrica di Binningen. Monteverdi decise così di costruire modelli di vetture fuoristrada, vendute in gran parte alla sua clientela dei Paesi arabi. Anche in questo campo, il costruttore basilese si dimostrò un vero precursore, progettando i primi modelli dei Suv, oggi tanto popolari. Dopo una breve presenza in Formula 1 (con i piloti Gregor Foitek e JJ Lehto), Monteverdi costruì ancora due modelli sportivi con carrozzeria in fibra di carbonio.
In seguito alla morte di Peter Monteverdi nel 1998, è calato un po’ il silenzio sul prestigioso marchio. Negli ultimi tempi si rincorrono però sempre più le voci che vorrebbero la presentazione di un nuovo modello nel 2017, per il 50° di esistenza del marchio. «Staremo a vedere – risponde Paul Berger –. Le idee ci sono, il difficile sta nel trovare i finanziamenti». Se qualcosa si farà, aggiungiamo noi, sarà di certo innovativo, secondo lo spirito che ha da sempre animato Monteverdi.

Una Monteverdi Hai 450 SS sarà la protagonista di una mostra a Tenero, organizzata dal Top Club Ticino e intitolata «Auto d’epoca nel mondo». Verranno pure esposte una Rolls Royce Phantom II degli anni ’30, una Lion Peugeot del 1903, una Reliant e una Morgan.

Al Centro Coop di Tenero si potrà anche vincere una Ford Fiesta Ambiente del valore di 14.220 franchi, messa a disposizione dai concessionari Sant’Antonio Car SA di Locarno e Auto Luserte SA di Quartino.

Centro Coop Tenero, dal 7 al 30 maggio.

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