1 von 2


Luca Gianetti (a destra) con Fabio Angst e la sua Camaro nera. (Foto: Sandro Mahler)

Ai raduni in Ticino di vetture americane se ne vedono di tutti i colori…

I love American Cars

Luca Gianetti di Isone è il presidente del Gruppo auto americane Ticino. Con lui abbiamo parlato della sua passione per le vetture d’epoca a stelle e striscie. — Patrick Mancini

Da una splendida Buick GS 455 del 1972, bianca e con gli inserti neri. Sta nel garage di Luca Gianetti, 45enne di Isone con una passione sfegatata per le auto americane, specialmente per quelle di una certa età. Non a caso Luca è presidente del Gruppo auto americane Ticino e tra gli organizzatori dell’Old Time Weekend, uno dei principali raduni della Svizzera italiana. «Cosa mi piace di queste macchine? Il fatto che sono coloratissime, di grosse dimensioni, dotate di accessori curiosi e cariche di fascino».

Guidare una vecchia auto americana non significa solo amare i motori. E Luca lo sa bene. «Qui si va oltre. Gli appassionati hanno voglia di conoscere la storia di queste macchine e il contesto particolare in cui sono nate. Chi ha un’auto americana, alla fine fa parte di una grande famiglia, ci si sente molto uniti. È lo spirito che emerge sempre durante i raduni».

Luca, che per mestiere gestisce il ristorante di famiglia a Isone, si invaghisce delle auto «made in USA» da ragazzino, seguendo i telefilm d’azione americani. «Quelle macchinone così ingombranti mi sono rimaste nel cuore. Anche più avanti, quando con la famiglia giravo la Svizzera per seguire le gare di mio fratello Mauro (il noto ex-ciclista professionista), io guardavo sempre dal finestrino in cerca di quelle auto». A 21 anni, a Lugano, il primo grande acquisto. «Una Chevrolet Impala del 1973. La scelsi d’istinto. Aveva un sacco di dotazioni di serie». 

«

Con un’auto ameri­cana fai parte di una grande famiglia »

Il meccanico di fiducia
Oggi il 45enne di Isone possiede pure un’Imperial del 1959, azzurrina, una Ford del 1931 e un moderno pickup. «Per la manutenzione, mi affido al mio meccanico di fiducia. Queste macchine necessitano di pezzi specifici, ma dal Ticino e tramite le persone giuste è possibile ordinarli con una certa facilità».
Poi Luca aggiunge: «Il numero di appassionati nella Svizzera italiana cresce di anno in anno. E ci sono anche altri gruppi oltre al nostro. Saghe come ‘Fast and Furious’ hanno riavvicinato molta gente a questo mondo. I fan delle auto americane passano grandi momenti in compagnia, fanno gite e si recano assieme ai raduni. In Svizzera tedesca ce ne sono parecchi, il più interessante è quello di Thal, nel canton San Gallo».

«

Gli appassionati in Ticino crescono ogni anno»

Il clima degli eventi
E il clima durante simili eventi è parecchio conviviale. «C’è chi pulisce l’auto, chi la lucida. Chi si mangia il bratwurst o beve la birra, altri ascoltano musica. Sul posto ci sono spesso anche tatuatori e rivenditori di pezzi o abiti specializzati. E pure molte Harley Davidson che danno un ulteriore tocco di colore al tutto. Si respira un’atmosfera che, a dipendenza dell’organizzatore, varia tra gli anni ‘50, ‘60 e ‘70».

Tra 300 e 500 appassionati
Poi, una spallata ai pregiudizi. Il raduno non rappresenta solo una festa per uomini. «La nostra passione unisce anche diverse donne» precisa Luca, che proprio in queste settimane sta organizzando il prossimo Old Time Weekend, previsto per il primo fine settimana di settembre a Riazzino presso il She’s Biker Bar. «Portiamo in media tra i 300 e i 500 appassionati. Siamo giunti alla settima edizione». Infine, la confessione: «Il mio sogno nel cassetto? Partecipare a un raduno su suolo americano. Prima o poi lo sfizio me lo prendo».

Commento (1)

Grazie per il vostro commento.

Questo commento ha un contenuto sgradevole?

Il testo sarà controllato ed eventualmente modificato o bloccato.

Il vostro commento

Non avete ancora scritto il commento.

Questo campo deve essere compilato. Grazie.

Campo obbligatorio
Questo campo deve essere compilato. Grazie.










Si prega di commentare nel rispetto della nostra netiquette e degli altri utenti.


ARTICOLI IN EVIDENZA



Un operatore sociale
con la videocamera

Il documentarista luganese Olmo Cerri ci parla del suo particolarissimo lavoro di ricerca sull’immigrazione italiana in Ticino.


*****

Il figlio di Ivan Graziani
si fa strada

Ecco Sala Giochi, il secondo album di Filippo, 36enne che cerca di seguire le orme del papà. Con discreto successo.

*****





Login con il profilo di Cooperazione

Chiudere
Fehlertext für Eingabe

Fehlertext für Eingabe

Dimenticato la password?