I nostri «Willy Wonka»
a spasso tra i continenti

Ha segnato la vita di molti emigranti ticinesi. È il cioccolato, che in questo periodo di Pasqua riempie le case in tutte le forme e varietà. Ecco le storie di Acquilino, Gianfranco e Giuliano. — Mattia Bertoldi

Se nel mondo intero la cioccolata è sinonimo di Svizzera, nella vita di Giuliano Sargenti (51 anni) il dolce prodotto corrisponde alla manifattura glaronese Läderach, dove lavora da ventidue anni. «Ho svolto il mio apprendistato in Ticino come panettiere-pasticcere e confettiere, poi sono partito per acquisire più esperienza in diversi alberghi e confetterie di tutta la Svizzera.

«Nel 1992, dopo aver conseguito la maestria professionale, sono stato selezionato dal direttore dell’azienda Rudolf Läderach per assisterlo nella gestione del laboratorio di ricerca e sviluppo. Due anni dopo è andato in pensione, e da quel giorno sono a capo dei lavori».

Giuliano Sargenti ama sperimentare variazioni per mantenere vivo l’interesse e la curiosità verso il dolce prodotto.

Giuliano Sargenti ama sperimentare variazioni per mantenere vivo l’interesse e la curiosità verso il dolce prodotto.
http://www.cooperazione.ch/I+nostri+_Willy+Wonka_+a+spasso+tra+i+continenti_ Giuliano Sargenti ama sperimentare variazioni per mantenere vivo l’interesse e la curiosità verso il dolce prodotto.

Come in tutte le fabbriche che si rispettino, anche in una dedicata al cioccolato il reparto che si occupa di innovazione e creatività gioca un ruolo predominante. «Io e i miei quattro collaboratori sviluppiamo continuamente nuove ricette e prodotti destinati sia ai punti di vendita in Svizzera, sia ai clienti internazionali, che spesso richiedo-no delle formulazioni particolari.  Qualche esempio? Solo alcuni anni fa abbiamo sviluppato per il nostro assortimento di cioccolata fresca gusti inediti come le combinazioni fragole/basilico o noci di cashew/curry. Una delle richieste più curiose che abbiamo ricevuto proveniva dal Giappone e riguardava un cioccolatino… al formaggio, con ripieno a base di roquefort e altre due varietà. Può sembrare strano, ma vi assicuro: non era affatto male».

Se nel mondo intero la cioccolata è sinonimo di Svizzera, nella vita di Giuliano Sargenti (51 anni) il dolce prodotto corrisponde alla manifattura glaronese Läderach, dove lavora da ventidue anni. «Ho svolto il mio apprendistato in Ticino come panettiere-pasticcere e confettiere, poi sono partito per acquisire più esperienza in diversi alberghi e confetterie di tutta la Svizzera.

«Nel 1992, dopo aver conseguito la maestria professionale, sono stato selezionato dal direttore dell’azienda Rudolf Läderach per assisterlo nella gestione del laboratorio di ricerca e sviluppo. Due anni dopo è andato in pensione, e da quel giorno sono a capo dei lavori».

Aquilino Maestrani fondò nel 1852 l’omonima fabbrica, attiva tutt’oggi.

Aquilino Maestrani fondò nel 1852 l’omonima fabbrica, attiva tutt’oggi.
http://www.cooperazione.ch/I+nostri+_Willy+Wonka_+a+spasso+tra+i+continenti_ Aquilino Maestrani fondò nel 1852 l’omonima fabbrica, attiva tutt’oggi.
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Dalla val di Blenio
una passione
senza confini»

Esistono due fabbriche di cioccolato ticinesi in Svizzera: l’Alprose di Caslano e la Chocolat Stella di Giubiasco. Il novero, tuttavia, potrebbe benissimo includere una terza ditta, la Maestrani di Flawil, nel canton San Gallo. Il marchio porta, infatti, il nome di Aquilino Maestrani, giovane bleniese nato nel 1814, che apprese l’arte del cacao nella bottega di papà Giuseppe, aperta nel 1826 in via Nassa a Lugano e successivamente ceduta proprio al figlio. Nel 1852, tuttavia, il giovane si trasferì a Lucerna e qui aprì un negozio sulla Krongasse.

Alla fine degli anni Cinquanta Aquilino spostò l’attività a San Gallo e nei successivi sedici anni non solo divenne padre di Ludovico, Roberto e Savino, ma incrementò la produzione al punto di render necessario un nuovo trasferimento a Espenmoos, nella parte est della città. L’imprenditore ticinese morì nel 1880, all’età di 66 anni, ma lasciò nelle mani dei figli un’attività florida e produttiva che quattro anni più tardi arrivò a esser nominata fornitrice ufficiale della corte di Re Umberto I d’Italia.

L’impero centroamericano

di un imprenditore luganese

Gianfranco Arnoldi gestisce in Messico 23 pasticcerie.

Gianfranco Arnoldi gestisce in Messico 23 pasticcerie.
http://www.cooperazione.ch/I+nostri+_Willy+Wonka_+a+spasso+tra+i+continenti_ Gianfranco Arnoldi gestisce in Messico 23 pasticcerie.

Fratello dello scultore Nag, Gianfranco Arnoldi ha scelto il Centroamerica come patria di un’avventura imprenditoriale fondata quasi esclusivamente sull’oro bruno. Nato e cresciuto a Lugano, ha intrapreso fin da adolescente un percorso formativo in alcune tra le più importanti cucine della Svizzera come mastro cioccolataio. Nel 1956 il primo viaggio in Messico, a Veracruz, per lavorare in un hotel della catena Hilton. Dopo una lunga gavetta in alberghi a quattro e cinque stelle, Arnoldi è tornato nel Paese del Centroamerica dodici anni più tardi, complici i Mondiali di calcio. Qui ha aperto il primo negozio a Città del Messico e in quarant’anni il ticinese è stato capace di incrementare il giro d’affari e inaugurare altri 22 centri vendita – 16 nella capitale e sei a Guadalajara.

Questi successi gli sono valsi nel 2013 il prestigioso titolo di «Pasticciere svizzero dell’anno», istituito dalla nota rivista Gastronomie&Tourisme. La cerimonia di premiazione si è svolta nella «sua» Lugano e ha reso tributo all’imprenditore 80enne e al suo dolce impero, capaci di esportare non solo il cioccolato svizzero, ma anche dolcezze tipiche del nostro Cantone. Un esempio su tutti? Gli amaretti e gli squisiti marrons glacés.

Capriasca — Tributo agli emigranti 

Il sito della Federazione dei fabbricanti svizzeri di cioccolato raccoglie cifre, grafici e curiosità sulle maggiori imprese dolciarie del nostro Paese. Interessante il fascicolo illustrato (e gratuito) Chocologie, con il passato e il presente dell’industria svizzera del cioccolato.

www.chocosuisse.ch

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