Dalla coltura alla raccolta degli spinaci ci vogliono circa otto settimane.

I nostri spinaci
hanno tanta fretta

Da Coop gli spinaci sono forniti dall’ agricoltore della porta accanto. La mattina sono ancora nel campo, prima di mezzogiorno sono pronti per essere gustati. Basta scongelarli e spadellarli.

Cosa non si può dire degli spinaci, che sono buoni, sani e ricchi di ferro? E che vengono dall’estero. Quest’ultimo, però, è solo il primo dei pregiudizi. Andiamo a fare visita all’agricoltore bio Dieter Scheibler a Oftringen (AG), la cui famiglia si è convertita al biologico già da due generazioni e ha una vera e propria passione per gli spinaci.

«Per gli orticoltori bio gli spinaci rappresentano il massimo delle sfide», afferma Scheibler, mentre ci mostra il dispositivo da lui inventato per difendersi dalle lumache (rotazione delle colture; solo letame fermentato, da spargere sopra il terreno, non sotto). Ma il suo più grande nemico sono le erbacce e per la prima volta in questa giornata qualcuno parla del fattore meteo. «Gli spinaci primaverili dopo otto settimane – a seconda delle condizioni del tempo – sono pronti per la raccolta». Queste otto settimane, così si sarebbe portati a credere da profani, sono un momento di tranquillità sia per gli spinaci sia per gli agricoltori: basta lasciare crescere le piantine e per il resto non c’è molto di cui occuparsi. «Durante la crescita degli spinaci, per strappare le erbacce a mano, occorre calcolare 100 ore di lavoro per ettaro».

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Il contadino Dieter Scheibler ama coltivare questi ortaggi, anche se la coltura è impegnativa.

Ogni giorno l’azienda Ditzler lavora fino a 100 tonnellate di spinaci.

Duri come un disco da hockey: controllo finale e imballaggio.


La ditta Ditzler
a Möhlin (AG), invece, è specializzata in prodotti congelati. Tre cose sono subito chiare: gli spinaci di questi tempi vivono un periodo di alta congiuntura, gli spinaci congelati Coop sono un prodotto svizzero e nella lavorazione della verdura anche i minuti contano. Vengono consegnati e lavorati camion e camion di spinaci: «Quelli che si vedono ora all’entrata due ore fa erano nei campi», spiega Martin Deflorin. Il direttore della Ditzler e i suoi colleghi lavorano a stretto contatto con i produttori. «È indispensabile, poiché dobbiamo poterci fidare l’uno dell’altro. Mentre ci occupiamo di questa fornitura, nei campi gli agricoltori stanno già raccogliendo nuovi spinaci che ci consegneranno puntuali».
Perché è necessario rispettare tempi così ristretti? «Ne va della freschezza e della qualità», spiega Deflorin. «Più il prodotto è fresco, più sarà ricco di oligoelementi e di vitamine. Ecco perché tanta fretta».

Dopo circa otto settimane, gli spinaci sono pronti da raccogliere, quindi sono lavati a fondo in acqua a circuito chiuso, scottati riscaldandoli per un breve periodo a 95 gradi, raffreddati, controllati, precongelati e congelati per procedura rapida e, infine, confezionati. I singoli cubetti sono duri come un disco da hockey su ghiaccio;
in compenso, a casa, fare le porzioni è un gioco da ragazzi. Ditzler produce per Coop anche gli spinaci tritati, preparati con panna e speziati per renderli più saporiti.

La ditta Ditzler si è stabilita di proposito a Möhlin: la regione è molto fertile, per cui gran parte dei produttori vive nelle immediate vicinanze. Durante l’alta stagione (vedi riquadro) Ditzler lavora fino a 100 tonnellate di spinaci: i fornitori non sono gli unici a essere veloci. «Gli spinaci che la mattina erano nel campo, a mezzogiorno sono congelati in magazzino», afferma Deflorin. Più veloce e fresco di così….

Testo: Franz Bambert
Fotografia:
Heiner H. Schmitt
Pubblicazione:
lunedì 19.05.2014, ore 00:00