I piccoli al sicuro

I seggiolini sono obbligatori e per una buona ragione: senza, il rischio che i bambini siano vittime di incidenti stradali anche mortali è ben tre volte superiore. — Martin Winkel

La crescita della mobilità ha comportato anche un rapido aumento degli incidenti. I primi seggiolini hanno fatto la loro apparizione sul mercato già negli anni ’60. Il modello «Nicki» di Storchenmühle è stato uno dei primi seggiolini diffusi in Europa, un modello piuttosto spartano se visto oggi, che assicurava al bambino più visibilità, ma una ritenuta insufficiente. Questo produttore ha continuato però a sviluppare costantemente la tecnologia di sicurezza. Negli ultimi 15 anni, Storchenmühle ha contribuito fortemente anche allo sviluppo del sistema di fissaggio per seggiolini Isofix, che rientra oggi nella dotazione di serie della maggior parte delle auto.

Molta sicurezza, ma…
Eppure, ancora oggi, molti bambini viaggiano a bordo di automobili in modo rischioso: secondo il Touring Club Svizzero, solo la metà gode della giusta sicurezza, il 7% non ha neppure la cintura allacciata. E pensare che, in caso di incidenti, il seggiolino può ridurre sensibilmente i rischi per la vita e l’incolumità dei bambini. A seguito di queste cifre, nel 2010 l’obbligo del seggiolino è stato prolungato per legge di altri 5 anni. Attualmente, per i giovani passeggeri al di sotto di 1,5 metri di altezza è obbligatorio usare un «adeguato sistema di ritenuta» fino al 12° anno di età. Per soddisfare questo standard, basterebbe un semplice rialzo, che tuttavia non fornisce la protezione adeguata in caso di impatto laterale. I test svolti dal TCS offrono una sintesi dell’attuale stato dell’arte nel settore. Dal 2015, i seggiolini devono disporre di ulteriori requisiti e vengono sottoposti ad un controllo per verificare la presenza di eventuali sostanze nocive. Dalle due serie di test svolte l’anno scorso sono emersi risultati rassicuranti: sui 48 modelli testati, 34 si sono meritati almeno il giudizio «raccomandato»; quasi tutti questi seggiolini superano nettamente i requisiti di legge.



… spesso con poco spazio
C’è però un altro problema: per una famiglia in viaggio con due figli e due seggiolini, lo spazio nei sedili posteriori è spesso ridotto. Lo dice anche il test svolto dal TCS negli scorsi anni su un totale di 100 nuovi veicoli. Da questi test emerge inoltre che il buon indice di sicurezza dei crash test Euro NCAP non dice nulla in merito alla praticità dei singoli modelli, come ad esempio la possibilità di utilizzare più seggiolini contemporaneamente oppure il grado di facilità dell’installazione. Le attuali indagini del TCS dimostrano che nelle 13 vetture testate possono viaggiare almeno due bambini. Gli spaziosi modelli a sette posti Peugeot Partner Tepee, Renault Espace e VW T5 Multivan hanno ottenuto 5 stelle come miglior voto. In questi modelli possono viaggiare da quattro a cinque bambini conformemente alle normative di legge. La VW Passat Variant, che offre spazio sufficiente per tre seggiolini, ha ottenuto quattro stelle. La raccomandazione del TCS: prima di acquistare una nuova auto per la famiglia, è bene fare un giro di prova con tutti i bambini e i relativi seggiolini.

Emozioni da autista

Da pochi giorni è calato il sipario sul World Economic Forum di Davos: tanti incontri al vertice, molto glamour, i potenti di mezzo mondo riuniti sulle nevi grigionesi, imponenti misure di sicurezza e centinaia di limousine che fanno la spola fra il Forum e gli aeroporti. Memore di belle esperienze studentesche, mi permetto di lanciare un’ode proprio alle centinaia di silenziosi e discreti autisti, molti dei quali giovani in formazione, reclutati apposta per l’evento già nel corso dell’estate precedente. Un bel modo, soprattutto per chi è agli studi, di rimediare qualche entrata e di respirare una boccata dello spirito internazionale che aleggia durante questi grossi eventi. L’emozione di condurre il vincitore di un premio Nobel, un ministro, un direttore di una multinazionale è impagabile e il ricordo resterà indelebilmente impresso. Saranno utili per la vita anche i frammenti di conversazione colti o scambiati durante il tragitto e soprattutto la disarmante semplicità che spesso e inaspettatamente si cela dietro questi Vip.

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