Federico Ballarin: «Nello snowboard l’ambiente è molto alla buona».

I salti di domani

Il giovane Federico Ballarin sta già preparando la prossima stagione. Dove punta molto in alto.

Dall’altare alla polvere, andata e (si spera) ritorno. Storia di Federico Ballarin, sedicenne di Mendrisio, campione ticinese under 16 di snowboard nel 2012. Oggi il giovane atleta dello Sci Club San Bernardino sta lottando come un leone per tornare ai livelli di due anni fa. E per lasciarsi alle spalle un periodo nerissimo. «Dapprima il mancato accesso ai licei sportivi di Davos e di Briga. Poi la rottura della clavicola. Ho sofferto parecchio. Ma adesso sto ripartendo alla grande».

Non è un ragazzo timido, Federico. Anzi. Ed è uno che non ha paura di dire le cose come stanno. «Ora frequento la seconda liceo “normale” a Mendrisio. Avrei preferito un liceo sportivo, in modo da potermi allenare come si deve. So che ne arriverà presto uno in Ticino, spero che mi prendano al terzo anno. Per noi studenti sportivi è importantissimo avere il giusto spazio per l’allenamento. In una scuola pubblica ordinaria, però, spesso è un’utopia». Il 16enne di Mendrisio si è specializzato nei salti e nel rail, tecnica in cui l’atleta si esibisce lungo tubi piazzati nella neve. «Nello snowboard – sottolinea – l’ambiente è molto alla buona. C’è agonismo, sì, ma la rivalità in gara non è marcata, il divertimento e l’amicizia sono prioritari». E aggiunge: «La neve in casa Ballarin è una malattia di famiglia. Anche mio fratello Mattia, che ha 14 anni e pratica lo sci alpino, si sta facendo strada».

In questo periodo, Federico sta partecipando a diverse gare in Ticino e in Svizzera, ad esempio all’Audi Snowboard Series, competizione nazionale articolata su più tappe. «Ma il mio primo obiettivo è quello di farmi trovare pronto per il prossimo inverno. Anche per questo sto cercando di ampliare il mio repertorio, di imparare nuovi salti, nuovi movimenti. Il livello generale dello snowboard si è alzato parecchio negli ultimi anni. Se voglio puntare alle competizioni di prestigio internazionale, devo darmi da fare, non posso dormire sugli allori».

Il problema, però, è che nella Svizzera italiana le strutture d’allenamento non sono particolarmente all’avanguardia. «Sono stati fatti diversi passi in avanti – puntualizza Federico. – Ad Airolo, ad esempio, c’è uno snowpark interessante. Purtroppo, però, manca ancora qualcosa per raggiungere i livelli delle strutture della Svizzera tedesca. Spero che, col tempo, questa lacuna sia colmata».

www.sciclubsanbernardino.ch

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Testo: Patrick Mancini

Foto: Sandro Mahler

Pubblicazione:
martedì 11.03.2014, ore 01:00


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