Alta qualità, basse rese dettate dal clima e... dai cinghiali. (Keystone)

Il 2015 per il Ticino è un anno d'oro

Merlot: uve in ottima salute, ricche in zuccheri e ben strutturate. Ci sono tutti i presupposti per produrre un vino d’autore con questa vendemmia.

La vendemmia si è conclusa con il massimo della soddisfazione. Le ottime condizioni metereologiche che hanno caratterizzato la nostra regione quest’anno hanno fatto sì che, oltre a una ricchezza zuccherina delle uve, il loro stato sanitario sia risultato perfetto. Un altro criterio di valutazione è la così detta maturazione dei polifenoli, questi importanti componenti caratterizzanti il colore, l’astringenza e gli aromi del vino. Quella di quest’anno è stata una delle vendemmie più precoci che ci si ricordi. Nella prima settimana di settembre, in alcune cantine ci si inebriava già degli aromi di fermentazione e le piogge di settembre non ne hanno alterato la qualità. Purtroppo, come spesso avviene, all’ottima qualità è contrapposta la piccola quantità. Il perdurare della siccità estiva ha fatto sì che gli acini pesassero meno del solito e la resa in vinificazione fosse sotto le attese. Amante dell’uva matura, ma meno esigente, il cinghiale ha anticipato il passaggio dei vendemmiatori e in diversi vigneti ha contribuito, oltre che a creare danni, a vanificare gli sforzi di un anno di lavoro. Quest’ottima vendemmia fa ben sperare anche sull’evoluzione dei vini che saranno prodotti. Se oggi è ancora presto per giudicarli, l’intensità dei colori e la dolcezza dei tannini fanno sperare in vini favolosi.

Protagonista vallesano



Il Petite Arvine, così denominato per rievocare sia la sua venuta in Svizzera attraverso la valle di Arve in Savoia sia per la dimensione ridotta dei suoi acini, è protagonista della viticoltura vallesana. Di tardiva maturazione, estremamente delicato ed esigente climaticamente, è coltivato su terreni soleggiati non troppo aridi posti sulla riva destra del Rodano. Il Valais AOC Petite Arvine Maître de Chais è un ottimo esempio dei livelli qualitativi che raggiungono queste uve a tali latitudini. Il suo colore giallo oro conduce ad aromi tipici di pompelmo rosa, agrumi e glicine. Al palato, la delicata mineralità e la struttura persistente manifestano una nota piacevolmente salata. Raccomandato in abbinamento con pesci di lago e pollame.






Quando si degusta un vino, per decretarne la bontà, bisogna capirne lo stato evolutivo: immaturo, giovane, pronto, maturo o vecchio. Un vino rosso che all’assaggio ha spiccate note «dure», ovvero acidità e/o tannini ben presenti, potrebbe non piacere. Se si tratta di un vino giovane, sono caratteristiche che si ammorbidiranno nel tempo e ne potrebbero garantire una buona evoluzione. Un vino giovane può migliorare se ha una buona struttura e invecchia in condizioni di stoccaggio ottimali.

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