Il “gipsy punk” dei Gogol Bordello

Per definire la loro musica  si sono scelti un termine curioso, “gipsy punk”, che ben descrive l’anima vagabonda e irruente dei Gogol Bordello. — DIEGO PERUGINI

Il folto gruppo newyorchese di origini balcaniche, guidato dall’estroso Eugene Hutz (anche dj e attore), è in giro sin dai primi anni Novanta e propone un vibrante mix di rock, reggae, hip-hop e tradizione tzigana. Amatissimi da uno zoccolo duro di fan sparsi in tutto il mondo, eccoli tornare con un nuovo cd, Seekers and Finders (Cooking Vinyl/Edel), scritto attraversando tre continenti. Un album vigoroso e intenso, tra violini saltellanti, fisarmoniche, trombe e marimba mischiati con batterie e chitarre rock. Saboteur Blues ribalta il “cogito ergo sum” cartesiano in chiave punk, Walking on the Burning Coal parla di sfide e riti di passaggio. Nella “title track” spicca il duetto con Regina Spektor, mentre Still That Way chiude con toni più riflessivi. Bravi, come sempre. Ancor più dal vivo. Se capitano dalle nostre parti, da non perderli.

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