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Quell’oasi a Caslano

Piazza Lago incanta tra il blu del Ceresio e il verde del Monte Sassalto. Quattro chiacchiere e due caffè all’osteria. - di GIORGIA VON NIEDERHÄUSERN

È un martedì mattina di metà giugno, sono le dieci, l'ora giusta per un caffé. Il sole fa capolino oltre qualche nuvola sparsa. Come d’abitudine, Delio Sassi esce di casa per recarsi in Piazza Lago, all’Osteria Debarcadero, a pochi metri dalla sua abitazione nel nucleo di Caslano. Il 77enne vive e osserva la piazza da tutta una vita. «Da qui», afferma l’ex postino, «non andrei mai via, nemmeno se mi pagassero». Come biasimarlo? Affacciato sul Ceresio, il borgo malcantonese è posto alle pendici del Monte Sassalto, le cui caratteristiche geologiche, botaniche e faunistiche lo hanno reso un luogo naturale protetto. I sentieri, che da Piazza Lago portano tutt’attorno e sopra al monte a penisola, attirano numerosi escursionisti. Tra questi si vedono partire dalla suggestiva piazza o approdarvi anche parecchi ticinesi, magari intenti a gustarsi un cono preso in una delle due gelaterie del centro. E che dire della vista su Carabietta, Montagnola e Agra dall’altra parte del lago? Oltre la Collina d’Oro, si scorgono Torello e le cime dei pini del Parco San Grato, mentre verso sud si vede l’Arbostora. A riprendere il tema dell’acqua è anche la fontana in granito, ripristinata nel 2004 sul modello di quella precedente, inaugurata nel 1939 e eliminata negli anni Sessanta. Davanti al debarcadero, la Grande Maternità, la statua di Adriano Bozzolo regalata al Comune nel 1997, parla di patria, di nascita e appartenenza ad un luogo. Il defunto artista italiano, ci raccontano alcuni caslanesi, amava passare ore ed ore in piazza.

Borgo lacustre
Insieme a Delio Sassi, all’Osteria Debarcadero, incontriamo Eros Bizzozzero, suo ex compagno di scuola e di tiri al pallone, oggi sodale, come dice Sassi, per «quattro balle e due caffè fino all’ora di pranzo». In questo luogo, raccontano i due, un tempo i ragazzi si incontravano per giocare a pallacanestro o fare un tuffo. «Il bagno si faceva proprio qui davanti», dice Sassi indicando il lago. L’attuale lido, poco più lontano, è storia più recente. Erano i primi anni Cinquanta, quelli del boom turistico del dopoguerra, quando si inaugurò il punto balneare. Eros Bizzozzero, allora quindicenne, ne diventò il primo bagnino. Al lido, racconta l’ex macellaio, fortunatamente non ha mai dovuto salvare nessuno. Gli successe invece in riva al lago, aiutato da una donna del villaggio, che prese il malcapitato per i piedi per fargli espellere quanto ingoiato di troppo. «Quando eravamo ancora bambini, – ricorda – mentre giocavamo in acqua, gli anziani del paese pescavano qui. Per farci uscire e correre a casa ci raccontavano storie paurose». La pesca era un’attività che condividevano in molti all’epoca. Il Ceresio era al contempo una calamità, come nell’ultima grande esondazione, avvenuta nel 1951, e una preziosa risorsa per il rifornimento ittico delle famiglie. «Oggi ormai – aggiunge Delio Sassi – sono pochi i pescatori attivi». Bernardino Croci Maspoli, aggiuntosi al tavolo, conferma: «Quella che si fa oggi è solo pesca sportiva». Il conservatore del Museo del Malcantone di Curio, cui è legato il Museo della pesca, raggiungibile a pochi minuti a piedi da Piazza Lago, abita a Caslano da sette anni. «In piazza, facendo tre passi incontro facilmente qualcuno che conosco, scambio tre chiacchiere, bevo qualcosa». A suo modo di vedere, «sarebbe bello limitare ulteriormente il traffico, ma renderebbe l’accesso difficile a chi vive dietro alla piazza». Questo angolo del comune - nessuno dei presenti ha dubbi - è una piccola oasi. Vicina alla Via Colombera, la strada che collega Caslano a Magliaso e a Ponte Tresa, ma chiusa sul golfo, resta separata dal caos del traffico che intasa il basso Malcantone. Mentre conversiamo, il battello della Società Navigazione del Lago di Lugano si ferma al molo. Una classe scolastica e alcuni turisti si preparano per salpare verso Ponte Tresa. Da lì il natante tornerà verso il capoluogo ceresiano. I turisti, ci dicono i commensali, ai quali nel frattempo si sono aggiunti altri habitué, non disturbano i caslanesi. Di certo sono i benvenuti per i ristoratori. 

Un punto d’incontro
All’ombra dei platani secolari, che un tempo coprivano quasi tutta la piazza, un secondo ristorante accoglie i passanti sulla sua terrazza: l’Osteria Battello. A Federico Zaninelli, il titolare, piacerebbe sentire la piazza ancora più viva: «A volte vedo qualcuno giocare a bocce dietro al baracchino usato per le feste. Una scena pittoresca. Ci un parco giochi, così bimbi e genitori si ritroverebbero tutti in un punto». La strada carrabile che costeggia il lago e che divide il ristorante dalla sua terrazza, aggiunge, non gli dà noia. Anzi, senza sarebbe difficile trasportare rifornimenti al ristorante. Tutti punti condivisi anche dal signor Michele, impiegato all’Osteria Debarcadero. «Le manifestazioni però – dice – andrebbero aumentate, perché quando ce ne sono, il borgo si riempie di vita. Anche quando organizzano la maccheronata, che in fondo a noi fa concorrenza, la cosa non disturba. La gente poi passa anche da qui». Al tavolo dell’Osteria Debracadero nel frattempo si è aggiunto un altro ospite: Giuliano Amadò, che vive nel centro malcantonese da sei anni. Il 60enne è particolarmente affezionato a una delle manifestazioni del paese: le appena conclusesi Caslano Blues nights, che per la quarta edizione hanno regalato al pubblico cinque giornate di musica dal vivo. «L’unica pecca - aggiunge sorridendo il 60enne - è la ghiaia della piazza, poco adatta alle scarpe della festa». Alla realizzazione dell’evento ha collaborato la Pro Caslano. Amos Sassi, figlio di Delio Sassi, è il vice presidente. Anche il giovane consigliere comunale si accomoda al tavolo della combriccola. «Sarebbe bello riuscire ad ottenere un calendario ancora più ricco, ma mancano le strutture fisse. Intanto – conclude ottimisticamente - la risposta agli eventi attuali è buona». È della stessa opinione anche presidente della Pro Caslano e già direttore dell’Ente turistico malcantonese Alfonso Passera. Oltre a strutture che aiutino a raccogliere tutto il necessario per le manifestazioni in piazza, il baracchino, usato durante le feste, andrebbe sostituito da una piccola cucina. Attualmente, ci dice, la Pro Caslano ha incaricato un architetto locale per proporre un nuovo arredo per la piazza. Indipendentemente dagli eventuali ritocchi urbanistici, i malcantonesi hanno motivo di rallegrarsi dei prossimi appuntamenti che animeranno Piazza Lago. Il 29 giugno la sagra del pesciolino sarà accompagnata da musica e bancarelle, che torneranno poi duranti il mercato il 10 luglio. Dal 25 luglio al 1° di agosto, invece, musica, balli e grigliata saranno gli elementi principali del programma delle Feste di San Cristoforo. Inoltre, per la Festa delle Corti, in programma il 3 settembre nel nucleo del paese, tra i prodotti che saranno offerti in degustazione, vi sarà la grappa di uva americana di Delio Sassi. Il «capo dell’alambicco», dice ridendo qualche presente, «ogni anno dice di essere stufo di distillare, ma poi non sa smettere». Nel frattempo all’Osteria Debarcadero si sono fatte le 11:20. Le tazzine rimaste vuote sul tavolo vengono ritirate dal cameriere. Qualcuno guarda l’orologio, poi alza la testa: «Frizzantino?».

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Il fotografo che ha realizzato le foto panoramiche per Cooperazione.

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