«Tira fuori il boscaiolo che c’è in te!» sembra suggerire Henrik Bang.

Il buon umore sportivo
nello spirito boscaiolo

IL PERSONAGGIO — Henrik Bang da bambino giocava al tagliaboschi. Oggi è ingegnere forestale. E vi invita al Pentathlon per... «esperti del settore» che si svolgerà a Lodrino il 30 di agosto.

Se il castagno è malato a causa del cinipide, alcuni ticinesi soffrono di «lamentite» , secondo il termine coniato da Henrik Bang, che cerca soluzioni per entrambi. L’ingegnere forestale bellinzonese ci accoglie sorridente nei locali dell’azienda forestale Afor a Taverne.  «Sono una persona positiva, saranno le mie origini danesi. In Danimarca se decidono di fare una grigliata e improvvisamente viene a piovere, mica rinunciano! Non per niente sono in cima alla classifica dei paesi più felici. Al contrario di alcuni ticinesi, che spesso non si rendono conto di vivere in un paradiso e si lamentano invece di rimboccarsi le maniche e fare qualcosa per risolvere i veri problemi». Henrik sa di cosa parla, lui che ama la natura e che si impegna nella cosa pubblica, prima a livello comunale e ora in Gran Consiglio, oltre che a far parte, come primo ticinese, del comitato centrale di Economia Forestale Svizzera.

Il bosco ha sempre affascinato Henrik, che racconta delle passeggiate nelle foreste danesi con il nonno, o di quando, ancora ragazzino, assieme a un amico andava nel bosco a giocare al boscaiolo. «La vedi questa? – dice indicando una cicatrice alla mano – me la sono procurata a 12 anni con una sega. Ho rischiato di perdere il dito». Negli anni del liceo poi, assieme a quello che ora è il suo socio in azienda, ha addirittura comprato un furgoncino. «Andavamo a tagliare e vendere legna da ardere»  ricorda.

«

Sono una persona positiva. Saranno le mie origini danesi»

L’amore per lo studio e per i boschi lo porta a Zurigo, dove si diploma al politecnico come ingegnere forestale e alla Supsi, dove ottiene un MBA. Henrik lavora per alcuni anni come responsabile in aziende forestali, ma cinque anni fa la svolta. Decide di mettersi in proprio. «Come imprenditore è un rischio, ma volevo dare un contributo e buttarmi in una causa in cui credo. Non è stato facile. Prima il cellulare squillava in continuazione, invece i primi giorni, quando mi sono messo in proprio, non ricevevo nemmeno una telefonata». Durante i primi anni di carriera professionale Henrik e il suo ex-compagno di liceo sono direttori di due aziende concorrenti, poi decidono di unire le forze e di mettersi in rete tra Sopra e Sotto Ceneri, alla faccia dei campanilismi.

Oggi hanno una quarantina di impiegati e i progetti non mancano: dal lancio di un’impresa per la preparazione e la fornitura d’energia ecologica con il cippato, a un’altra specializzata nella realizzazione di parchi e giardini, a quella impegnata nella commercializzazione del legno di castagno, albero per il quale Henrik nutre un affetto particolare. «Ha sfamato la popolazione ticinese e il suo legno è stato usato per i ripari antivalanghe. Osserva questo pezzo di riparo – dice porgendo un pezzo di un palo di castagno –, l’ho preso sopra Airolo. Era stato posato negli anni ’50 ed è ancora in buono stato». Convinto dell’importanza di rivalorizzare questo legno, Henrik ha anche dato vita a un’interessante iniziativa: la fabbricazione di botti di castagno. «Si tratta di un piccolo progetto, ma ha un forte valore emozionale: infatti si potrà affinare il Merlot in botti di castagno, come si faceva un tempo, ottenendo un Merlot 100 per cento ticinese».

Ed è questa la filosofia di Henrik: mantenere un legame forte con il territorio. «Un tempo il ticinese era una formica del territorio. C’erano 200mila persone che se ne prendevano cura, ognuno del suo ronco, del suo alpe, del suo bosco. Oggi ad occuparsi del territorio sono una cinquantina di aziende forestali. Certo, il bosco non ha bisogno di noi: nasce, cresce, muore e si rigenera senza il nostro intervento. Ma i nostri boschi svolgono anche una funzione protettiva, contro valanghe, colate di fango e alluvioni. E per fare in modo che possano svolgere questo compito al meglio, hanno bisogno di una mano: non abbattiamo alberi per il gusto di farlo, come credono alcuni. Noi cerchiamo di ottenere boschi con alberi di più specie e con più stadi di sviluppo. Se hai un bosco di soli abeti rossi e arriva il bostrico, muoiono tutte le piante. Se hai solo piante basse, non riescono a trattenere le cadute di massi. Se hai solo piante grandi e arriva il vento, per effetto domino cadono tutte. Il problema da noi è che mancano spazi aperti e che i boschi sono vecchi e mancano di piante giovani».

Henrik parla con passione delle foreste, anche se in molti casi non vedrà il frutto del suo lavoro. «Per noi non è come per un contadino, che semina le carote e poi le raccoglie qualche mese più tardi. Noi lavoriamo per le generazioni future». Un’attività il cui risultato è invece presto palpabile è quella che svolge come presidente dell’Associazione Forestale Ticinese Forestaviva. Il 30 agosto a Lodrino, infatti, si terrà il 24mo Pentathlon del boscaiolo.

«Si tratta manifestazione dallo spirito genuino, dove ci si diverte e dove non vedrai un agente di sicurezza, perché non ce n’è bisogno. In questa giornata, un centinaio di forestali si affronteranno in cinque prove. È prevista anche una gara per i bambini, così come un mercatino e attività collaterali, per dare la possibilità al pubblico di conoscere il nostro lavoro e quello dei corpi di mestiere vicini al nostro». In caso di cattivo tempo, fate come i danesi: non lasciatevi scoraggiare!

Henrik Bang

In pillole

Nasce nel 1972 a Locarno da genitori danesi. Frequenta le scuole in Ticino e si laurea al politecnico di Zurigo in ingegneria forestale.
Nel 2007 ottiene un MBA alla Supsi. Già direttore di aziende forestali ticinesi, nel 2009 si mette in proprio e crea diverse società nell’ambito forestale.
Impegnato in politica in Gran Consiglio, è attivo anche nel volontariato. «Sono stato tre volte in Burkina Faso per un progetto di sviluppo, vorrei tornarci. Sento il mal d’Africa, non è un luogo comune. Credo che nei nostri geni siamo consapevoli che veniamo da laggiù».
L’evento: a Lodrino il 30 agosto, l’Associazione Forestale Ticinese Forestaviva organizza il Pentathlon del boscaiolo. Il programma, ricco di eventi, inizia alle 9 con le gare dei boscaioli. Possibilità di pranzare sul posto. Alle 14 minipentathlon per i bambini e concorso di sculture con motosega. Alle 17 premiazione seguita da aperitivo accompagnato da corno delle alpi. Seguono cena e musica.

Commento (0)

Grazie per il vostro commento.

Questo commento ha un contenuto sgradevole?

Il testo sarà controllato ed eventualmente modificato o bloccato.

Il vostro commento

Non avete ancora scritto il commento.

Questo campo deve essere compilato. Grazie.

Campo obbligatorio
Questo campo deve essere compilato. Grazie.










Si prega di commentare nel rispetto della nostra netiquette e degli altri utenti.

Testo: Patrick Mancini
Foto: Annick Romanski
Pubblicazione:
lunedì 25.08.2014, ore 00:00


Login con il profilo di Cooperazione

Chiudere
Fehlertext für Eingabe

Fehlertext für Eingabe

Dimenticato la password?