Bruno Pini e la sua collezione di modellini. (Foto: Pino Covino)o

Il collezionista: «Ecco
le mie 372 bmw»

Incontro con Bruno Pini, amante del celebre marchio tedesco con una passione… in scala 1:43. — Giorgia von Niederhäusern

Nella vetrina di Bruno Pini sono esposte in bella mostra 372 automobili BMW in scala 1:43.  Ovvero tutti i modelli lanciati dalla casa tedesca dal 1928 a oggi. «Beh, quasi tutti: me ne mancano sei, tra cui la 320 quattro porte e l’850CSi», afferma, non senza un po’ di rammarico, il 56enne di Gambarogno. Una raccolta iniziata nel 1983 e nella quale investe ancora molto del suo tempo libero. Correva l’anno 1979, quando, fresco di patente, il giovane Bruno comprò, per una cifra simbolica, la BMW del padre, una 2000 limousine. Fu amore alla prima sgommata. Da quel giorno non ha mai più guidato un’automobile se non prodotta dalla famosa azienda bavarese.

Quel bambino con la 700 coupé
Pochi anni più tardi, alla passione per la marca si aggiunse quella per le versioni in miniatura delle creazioni della casa tedesca. «Desiderandole tutte, ma non avendo lo spazio necessario per una collezione in scala 1:1 – racconta ironico – ho dovuto accontentarmi di una raccolta in rapporto 1:43». Ma non tutti i modelli sono facili da reperire. È una caccia che richiede tempo, pazienza, e qualche volta particolari capacità di negoziazione. «Come quando ho visto un bambino giocare nella sabbia con un pezzo che mi mancava: una 700 coupé. Era rovinatissima. Così gli ho offerto un modello nuovo che avevo in doppio. Tutto contento ha continuato a giocare con l’auto nuova, cedendomi quella malconcia».   
È stata una delle rarissime occasioni in cui Bruno ha barattato. Perché lui, i suoi modellini, se li tiene stretti. Non li scambia. Li compra. E per trovarli ha visitato varie fiere dedicate al settore: Berna, Lucerna, Monaco di Baviera,… «Nell’area germanofona – afferma l’esperto – la BMW è più ricercata che a sud delle Alpi, dove si collezionano piuttosto Porsche o Ferrari, più facili da trovare». Oggi, aggiunge, eBay e negozi online forniscono un magazzino internazionale dai quali attingere. I prezzi, spiega, variano dai 20 ai 500 franchi, «ma la cifra più alta che io abbia mai sborsato è di 200 franchi».

Non solo miniature
Il resto del tempo libero, Bruno, che è anche stato presidente del Club svizzero BMW, lo dedica alle sue quattro ruote in scala 1:1. Le uniche che ama cambiare con regolarità. Ha da poco venduto «una serie 6, già appartenuta al giocatore dello Zurigo Yapi», per acquistare «una 535 a benzina. Una limousine nera con interni bianchi». Sul suo amore sviscerato per la Bayerische Motoren Werke, il collezionista afferma: «Si tratta di essere convinti di un marchio, rimanervi sempre fedele, perdonando anche eventuali errori all’azienda produttrice». Per fortuna, la sua compagna, conosciuta durante un ritrovo del Club, non è gelosa…

Fiamma a Natale

Se n’è andata qualche giorno fa, a 82 anni e in punta di piedi, una grande dama dei circuiti automobilistici: Fiamma Breschi. La musa ispiratrice di Enzo Ferrari si è spenta dopo lunga malattia. La loro amicizia iniziò nel 1958, quando Fiamma perse sul circuito di Reims il suo compagno di vita, Luigi Musso, che correva per il Cavallino. Enzo Ferrari, colpito dal fascino e dallo stile di Fiamma e dalla sua genuina passione per i motori, cominciò a scriverle. Si scrissero e telefonarono quotidianamente per trent’anni, fino a quando, nel 1988, Ferrari morì. Fiamma ispirò Ferrari durante tutta la sua vita. Prima nel suo stile di abbigliamento. Poi gli suggerì delle scelte imprenditoriali coraggiose e innovative (come quelle di lanciare sul mercato le Ferrari colorate o i set di valigie). E lui le regalò parte della sua vita. Entrambi scelsero di proteggere con discrezione la loro relazione, dichiarando sempre che li legava una grande amicizia platonica, fondata su una forte attrazione intellettuale. Forse non è un caso che Fiamma sia morta poco prima di Natale. La sua storia riscalda un po’ i cuori.

Giosia Bullo Schmid

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